mercoledì 27 novembre 2013

A VOLTE RITORNANO ....

Navigando in rete alla ricerca di qualche articolo interessante, mi sono imbattuto nel mio vecchio "blog" con articoli che vanno dal 2005 al 2009. E' stato come ritrovare un figlio perduto, un amico caro che per i cambiamenti della tecnologia hai perso nella "rete". Nell'era di FB questo sito è a dir poco "obsoleto", ma il bagaglio di post e di articoli che possiede e che non ricordavo avesse merita forse di essere salvato.
Ma la cosa più "prodigiosa" è ricordare il dominio dell'account ed addirittura la pass per la gestione del blog.
Non so se c'è ancora in rete qualcuno dei più di 3mila fans del blog, ma vi piaccia o no, Jeshua è Risorto!

martedì 19 agosto 2008

IHOP international house of prayer - Kansas City US


Miei carissimi fratelli e amici del blog di Jeshua, bentornati tutti !!! Che il vostro rientro nelle vostre occupazioni quotidiane sia gentile e possiate trattenere la grazia e la pace conquistata nel periodo delle vostre vacanze. Si ricomincia è vero, però ogni inizio nasconde sì un'incertezza ma anche il gusto della novità, e noi avidi dell'amore di Dio già ci chiediamo come il nostro Signore delizierà la nostra arida ed affamata anima con le Sue dolci novità.

Intanto ho trovato, a proposito di novità, una traduzione in italiano del sito della Casa di Preghiera di Kansas City. Spesso vi ho proposto video tratti da quella casa (Misty, Edwards, Pablo Perez, ecc.) ed oggi, vi propongo il "manifesto" quello che in realtà si prefigge come scopo e mandato la IHOP (international house of prayer) sono certo che come inizio è veramente un BUON inizio! Auguri Joshua!




Mike Bickle è il direttore della Casa internazionale di preghiera di Kansas City (IHOP-KC –KC) , nel Mossouri (USA), un ministero di “Adorazione e intercessione” 24 ore al girono nello spirito del tabernacolo di divide. Dal 19 settembre 1999, intercessione, adorazione e digiuno hanno continuato ininterrottamente con squadre di adorazione e digiuno che coprono 365 giorni all’anno. Oggi ci sono 400 persone che servono a tempo pieno nella IHOP-KC attraverso l’adorazione intercessione e digiuno e sono equipaggiati ad adempiere il grande mandato attraverso l’evangelizzazione, il ministero profetico, la guarigione e l’aiuto ai poveri.
Mike è il presidente della Forerunner School of Ministry (FSM),la Scuola di ministreo d’avanguardia, una scuola biblica a tempo pieno a Kansas City. La visione della FSM è, nel contesto della preghiera incessante di giorno e ndi notte, di formare 10000 leadre, musicisti e predicatori nella conoscenza di Dio in uniche e e potenti espressioni di amore. Mike è l’autore di diversi libri tra cui: Passion for Jesus, Growing in the Prophetic, The Pleasures of Loving God, After God's Own Heart, The Rewards of Fasting: Experiencing the Emotions and Power of God, a The Seven Longings of the Heart. Il so insegnamento pone l’enfasi su come crescere nella pasiione per Gesù attraverso l’intimità con Dio.

La missione IHOP-KC è
Pregare
Intimità con Gesù, adorazione, intercessione, guarigione, profezia.
Digiunare
Nello spirito di Gioele 2, coprendo 365 giorni all’anno.
Il grande mandato
Proclamare Gesù e il suo regno alle nazioni.
Avere uno spirito d’avanguardia
Preparando la Chiesa ad essere la sposa vittoriosa per gli ultimi tempi.

Stanza di Preghiera
Il 10 Settembre 1999, è incominciato un incontro di preghiera che continua ancora oggi, dall’alba al crepuscolo, e attraverso le veglie della notte, la preghiera e l’adorazione continua 24 ore al giorno 7 giorni alla settimana da sei anni ed oltee.La stanza di preghiera è il cuore pulsante di tutto ciò che accade alla Casa di Preghiera IHOP. La Scrittura ci insegna che la preghiera di giorno e di notte è di importanza cruciale perché una città possa assistere alla pienezza di un risveglio. (Luca 18:1-7). Offriamo a Gesù adorazione incondizionata e chiediamo la manifestazione della giustizia in ogni area della vita. Maria di Betania adorò Gesù incondizionatamente versando sul suo corpo il profumo costoso contenuto nel suo vaso di alabastro. Per questo i discepoli la criticarono ma Gesù la lodò. E il nostro desiderio è adorare Gesù in questo modo, versando le nostre vite ai suoi piedi. Desideriamo che la IHOP-KC sia un luogo di incontro, un luogo di trasformazione personale, fresca rivelazione e formazione biblica, un luogo dove cuori sono liberati e corpi guariti; un luogo dove credenti si uniscono e si ricevono nuove direttive; un luogo dove ci si incontra per intercedere per un risveglio.
Ogni due ore comincia un nuovo incontro, ognuno dei quali rientra in una delle quattro forme di preghiera.

Intercessione è un tempo di supplica comune in cui il microfono è acceso per chiunque nella sala voglia usare preghiere contenute nella Bibbia per pregare per il risveglio nelle città e nelle nazioni della terra.

Adorazione con la Parola sviluppa le verità della Parola (spesso dei Salmi) trasformando I versi in canti e preghiere a Dio. L’adorazione profetica è ricerca del flusso immediato dello Spirito nel nostro mezzo. Usata principalmente durante i culti serali questa forma include spesso lungo tempo di adorazione comunitaria e ministrazione personale.

Gli incontri di adorazione devozionale creano un’atmosfera di immersione (soaking) nella Parola di Dio e di ristoro dei nostri cuori nell’intimità. Tutte le forme di adorazione e di preghiera sono guidate da team di adorazione composti da musicisti e cantori a tempo pieno che mescolano i loro canti con preghiere parlate e proclamazioni, ciò che noi chiamiamo il Modello Arpa e Calice (Apocalisse 5:8). (Per ulteriori informazioni sul modello Arpa e Calice e altre forme di adorazione puoi scaricare le risorse della Stanza di Preghiera in Inglese nel sito ufficiale)
La Stanza di Preghiera contiene sedie e tavoli che tutti possono utilizzare nella preghiera, adorazione e studio personale, può ospitare 800 persone. Collegate alla Stanza di preghiera ci sono piccole stanze designate per la preghiera di guarigione, il ministerio profetico e pensate per l’intercessione per le nazioni. Mentre la prima può essere utilizzata a qualsiasi ora, per ricevere una ministrazione personale bisogna prendere un appuntamento all’accettazione. Inoltre nastri rossi sul pavimento dell’angolo di fronte a destra della stanza indicano un luogo per pregare specificamente per far cessare l’aborto in America.

La Forerunner School of Ministry è un una scuola biblica a tempo pieno che ha sede presso la base della Casa internazionale di preghiera di Kansas City. La preparazione teologica è fornita nel contesto della preghiera incessante , di giorno e di notte, in questo modo cerchiamo nei nostri limiti, di ridefinire la formazione nel mondo occidentale e rispondere alla crisi odierna.
Presso la nostra scuola ministeriale lo studio della Bibbia avviene in una fiorente Base missionaria animata dalla preghiera di giorno e di notte. Come conseguenza, la conoscenza intellettuale ottenuta in classe non è separata dalla ricerca dell’intimità con Dio, e la formazione teorica non è slegata dalla esperienza sul campo.
La nostra visione è preparare diecimila leaders, cantori, musicisti e predicatori nella conoscenza di Dio che esprimano l’amore in modo incondizionato e con passione, nel contesto della preghiera di giorno e di notte.

Forerunner Music Academy Accademia musicale d’avanguardia E’ una scuola di musica a tempo pieno che si impegna a preparare musicisti e cantori maestrevolmente ed operare nell’unzione profetica alla luce della grande raccolta che sta venendo e il giudizio degli Ultimi tempi.
La Forerunner Music Academy desidera formare strumentisti e cantori al massimo delle loro potenzialità attraverso una preparazione musicale rigorosa, nel contesto della preghiera e dell’adorazione continua della Casa di Preghiera e della Forerunner Music of Ministry.
Molti worship leader amano Gesù e la musica eppure non hanno la rivelazione della potenza della musica profetica e dell’adorazione profetica. La nostra visione è vedere restaurata la musica nel luogo di gloria in cui Dio l’aveva destinata da sempre. Non dovremmo mai permettere che la musica sia ridotta ad un hobby, una carriera o semplicemente un modo carino di “riscaldare” i culti delle nostre chiese. Dio l’aveva da sempre intesa come il veicolo che ci trasporta nella Sua gloria.

Children's Equipping CenterCentro di equipaggiamento per bambini
Il Children's Equipping Center (CEC) è una delle colonne principali della Casa di Preghiera di Kansas City. Attraverso una collaborazione tra genitori e leader si propone di equipaggiare e passare alla futura generazione le realtà i valori e le priorità della preghiera ininterrotta, dell’adorazione e dell’intimità con Gesù.
Siamo un team di educatori che desiderano sviluppare e creare opportunità strategiche perché i bambini di ogni età siano rilasciati nella preghiera, nell’adorazione a Dio, la guarigione dei malati attraverso l’intercessione,l’imposizione delle mani, nella profezia, l’insegnamento, la carità ai poveri, la predicazione, l’insegnamento e la salvezza dei perduti. Il nostro movimento desidera vedere bambini che abbiano un desiderio appassionato di camminare nella pienezza di Dio e allo stesso tempo comprendere il desiderio che Dio ha per loro di camminare nella potenza dello Spirito Santo.

OnethingUna Cosa
Onething™ ministries è un braccio della missione della Casa di Preghiera. Ha come scopo chiamare i giovani a ricercare “l’unica cosa che è necessaria” (Luca 10:42) l’ unico scopo delle loro vite. Teniamo varie conferenze in tutta la nazione ogni anno dove si impartisce la visione e si danno consigli pratici per come diventare il popolo che ricerca “una cosa”.
Nel Salmo 27:4 il re Davide pregava: “ una cosa cosa desidero e quella solo io ricerco, contemplare la bellezza del Signore…” questa è una preghiera centrale per ciò che stiamo cercando di coltivare per questa generazione. Immagina cosa potrebbe accadere se una generazione senza scopo si alzasse avendo una visione, coraggio, diventando così lampade ardenti e risplendenti. Cosa accadrebbe se un milione di giovani comprendesse profondamente le emozioni di Dio ed avesse una profonda consapevolezza dei tempi in cui siamo. E’ una richiesta troppo ardita? Un sogno troppo grande? Queste preghiere stanno aspettando una risposta, è l’unica cosa che desideriamo.

Joseph CompanyCompagnia di Giuseppe
Gesù disse che negli ultimi giorni avremmo assistito ad un numero maggiore di guerre tumulti e disastri naturali (Matteo 24:6-8, Luca 21:10-11). Oggi queste cose stanno già avvenendo: sebbene in alcune nazioni vi sia pace e sicurezza, in altre assistiamo a terribili spargimenti di sangue, carestie e repressioni. Ma dovunque c’è una così grande calamità, Dio desidera suscitare un Giuseppe. Nel 1800 a.C. avvenne una carestia su scala mondiale e Dio suscitò Giuseppe: un uomo che era stato preparato specificamente da Dio per questo tempo, Dio lo usò per preservare la vita (Genesi 45:5); per portare la discendenza ordinata da Dio di una nuova super-potenza, per ideare il più grande metodo di trasferimento della ricchezza nella storia, che sarebbe finita nelle mani del popolo di Israele. Giuseppe era un uomo di integrità, un uomo d’affari molto dotato, era stato messo alla prova dal fuoco di Dio ed era diventato un uomo di grande umiltà. Giuseppe aveva compreso le strategie di Dio come i figli di Issacar, che comprendevano i tempi con la consapevolezza di quello che Israele avrebbe dovuto fare. (I Cronache 12:32). Inoltre Giuseppe era profetico. La Compagnia di Giuseppe è un gruppo di donne e di uomini con l’unzione di Giuseppe, persone che sono state preparate da Dio per essere nella nostra generazione come Giuseppe fu per la sua, per preservare la vita, per essere consapevoli delle volontà di Dio di trasferire benessere e potere.

Forerunner Media Group( Messaggero Gruppo Media)
Proclamare il messaggio della International House of Prayer( IHOP) attraverso musica, libri, media(TV) ed eventi
Il centro impegna al servizio del Grande Mandato e al nutrimento dei poveri.
Il fondamento del ministero di guarigione è basato sulla verità di Isaia 53:4-5, “Tuttavia erano le nostre malattie che egli portava, erano i nostri dolori quelli di cui si era caricato;ma noi lo ritenevamo colpito, percosso da Dio e umiliato! Egli è stato trafitto a causa delle nostre trasgressioni, stroncato a causa delle nostre iniquità; il castigo, per cui abbiamo pace, è caduto su di lui e mediante le sue lividure noi siamo stati guariti.”
Come ministero di preghiera stiamo pregando e lottando affinchè nessuna malattia o male conosciuto all’uomo possa rimanere nel nostro mezzo.
Al IHOP-KC, ci sono cinque camere progettate nella stanza di preghiera per ministrare a coloro che hanno bisogno di guarigione.

per saperne di più alcuni indirizzi web utili:



giovedì 31 luglio 2008

IL TUO RIPOSO SI CAMBIERA' IN GIOIA




Approfitto e faccio mio questo articolo che troverete interessante ed ispirato, per augurare a tutti i lettori e frequentatori del blog una
FELICE VACANZA IN DIO!
Jeshua vi benedica e vi accompagni ovunque e Joshua vi aspetterà accogliendovi al vostro ritorno con un nuovo fervore e nuove forze per adorarLo.



Messaggio per le vacanze 2008
di Dionigi card. Tettamanzi Arcivescovo di Milano

Carissimi,
sono lieto di rivolgervi un augurio sincero e affettuoso per le vostre prossime vacanze: che per tutti voi siano un tempo di riposo dalle fatiche del lavoro o dello studio, un tempo da trascorrere nella serenità con i familiari e gli amici, un tempo soprattutto nel quale rinnovare e rinfrancare lo spirito, riscoprendo il gusto di quel silenzio interiore che dona pace al cuore e lo dispone all’ascolto della parola di Dio.
Un tempo per il riposo: ma quale riposo?
La vacanza estiva è dai più desiderata come un momento di pausa, e dunque di riposo, dai ritmi intensi, affannati e spesso frenetici della vita quotidiana. Il riposo però non coincide con il semplice “non far nulla” e non è sinonimo di un tempo vuoto da riempire comunque - con altro rumore o con divertimenti forzati -, ma trova la sua autenticità e importanza nell’essere un momento che permette la riscoperta delle cose essenziali, più belle e più vere della nostra vita, che riporta agli affetti più profondi e alle relazioni più significative, alla valorizzazione della bellezza della natura e dell’arte, al gusto di rivivere la calma del ritmo naturale del tempo.
Tutti noi abbiamo bisogno di un vero riposo: per il corpo e per l’anima, per tutta la persona, dunque, e in particolare per la sua interiorità. Solo così possiamo ritrovare il nostro “io” profondo e possederci in vera libertà. Come amava dire sant’Ambrogio: “La tua ricchezza è la tua coscienza; il tuo oro è il tuo cuore… Custodisci l’uomo che è dentro di te. Non trascurarlo, non averlo a noia come se non avesse valore, perché è un possesso prezioso” (De officiis, 1,11).
Non apparirà allora strano affermare che una delle modalità centrali per vivere in modo autentico il tempo del riposo è il silenzio. E’ troppo il rumore assordante che ci avvolge; sono troppi i messaggi e le richieste, troppe le proposte e le urgenze che ci riempiono disordinatamente. C’è bisogno di silenzio, ossia di quella calma interiore che sola sa fare ordine nel caos degli impegni, ci fa riconoscere ciò che è essenziale e decisivo nella vita, ci rende interiormente liberi, ci apre alla preghiera e alla contemplazione dei doni – nel creato, nelle opere dell’uomo, nel cuore di ciascuno - che l’amore di Dio sparge senza sosta e senza misura.
Nel silenzio potremo anche – ma qui sta il vertice del nostro vivere - ascoltare la parola di Dio. Le forme non si contano: ognuno, in un certo senso, ha la propria strada. Vorrei però con molta semplicità offrire per questo tempo di riposo il suggerimento di leggere qualche libro della Sacra Scrittura per conoscere le grandi opere che Dio ha compiuto per il suo popolo. Sentirete che quelle pagine sono vive, che ancora parlano al vostro cuore e alla vostra vita, perché siamo noi oggi il popolo di Dio, un popolo che non può mai perdere la speranza, fondata come è sull’amore intramontabile e incondizionatamente fedele di Dio.

Un tempo per “viaggiare con gli occhi del cuore”
Il tempo del riposo non poche volte si coniuga anche con il tempo del “viaggiare”. E così per alcuni di voi la vacanza potrà comportare l’esperienza del visitare Paesi e popoli lontani. E’ un’occasione preziosa di cui far tesoro, questa, perché l’incontro con culture diverse dalla nostra ci apre più facilmente alle dimensioni del mondo.
Faccio mio l’invito di Giovanni Paolo II a “viaggiare con gli occhi del cuore”. Si tratta di imparare a conoscere, rispettare, valorizzare ogni cultura e a dialogare con essa. Il ritorno a casa potrà allora essere arricchito da un rinnovato spirito di comprensione, di accoglienza, di solidarietà e di tolleranza nei confronti di coloro che, magari da quegli stessi Paesi che abbiamo visitato, sono venuti ad abitare e lavorare presso di noi. “Viaggiare con gli occhi del cuore” significa anche non restare insensibili davanti alle preoccupanti forme di povertà che si possono incontrare. Ci si immette così sulla via di una crescita in noi di un più alto senso di responsabilità, di giustizia e di solidarietà verso il fratello, lontano o vicino, che ci chiede pane e acqua.
E come noi, così anche altri viaggiano in tempo di vacanza. E dunque veniamo sollecitati a ricevere quanti scelgono la nostra Regione, il nostro Paese come luogo del loro riposo. Sì, le nostre comunità e noi per primi diamoci da fare perché chi viene possa sentirsi accolto, desiderato, amati. Con le tante bellezze del nostro territorio, possa ricevere il nostro sorriso e la nostra affabilità. E nell’esperienza d’amicizia che può nascere e svilupparsi in questi incontri sentiamoci chiamati a testimoniare la fraternità che viene dal Vangelo e che si esprime nel reciproco “scambio di doni”, a cominciare dalle ricchezze interiori.
A ciascuno di voi, per una vacanza ricca di sapienza, rivolgo l’invito del libro sacro: «Seguine le orme e cercala, ti si manifesterà; e una volta raggiunta, non lasciarla. Alla fine troverai in lei il riposo, ed essa ti si cambierà in gioia» (Siracide 6, 27-28).

mercoledì 30 luglio 2008

FRANCESCO IL POVERO MISTICO


1656 100. Un giorno un frate gli disse: " Padre, la tua vita e condotta è stata ed è una fiaccola e un modello non solo per i tuoi frati, ma per l'intera Chiesa di Dio: e così sarà anche la tua morte. Certo, ai tuoi frati e a moltissime altre persone la tua scomparsa provocherà indicibile dolore e tristezza; ma per te sarà immensa consolazione e gioia infinita. Infatti, tu passerai da questo lavoro gravoso al più grande riposo da molte sofferenze e prove al gaudio senza fine, dalla dura povertà (che hai sempre amato e gioiosamente abbracciato dal momento della conversione fino a oggi) alle ricchezze più grandi e vere, infinite; dalla morte fisica passerai alla vita eterna, dove vedrai faccia a faccia per sempre il Signore Dio tuo, che in questo mondo hai contemplato

1585 37. Per la gran tenerezza e compassione che ogni giorno provava nel contemplare l'umiltà del Figlio di Dio e nel seguirne gli esempi, quello che riusciva amaro per la sua carne, lo accoglieva e sentiva come una dolcezza. E talmente si doleva ogni giorno delle sofferenze e amarezze che Cristo soffri per noi, e tanto se ne affliggeva nell'anima e nel corpo che non si curava dei propri malanni.

1598 49. Non deve stupire che il fuoco e le altre creature talvolta lo onorassero. Come abbiamo visto noi, vissuti con lui, Francesco aveva un grande affettuoso amore e rispetto per esse, e gli procuravano tanta gioia. Dimostrava a tutte le creature così spontanea pietà e comprensione che quando taluno le trattava senza riguardi, egli ne soffriva. Parlava con esse con così grande letizia, intima ed esteriore come ad esseri dotati di sentimento, intelligenza e parola verso Dio, che molto spesso, in quei momenti, egli era rapito nella contemplazione di Dio.

Amati fratelli desidero sottoporre al vostro cuore questi brani tratti dalla Leggenda Perugina (libro del medioevo sulla vita di Francesco d’Assisi) per sottolineare l’esperienza mistica di un uomo che è spesso visto solo come il magistrale compositore del “cantico delle creature” o tutto al più come di colui il quale parlava con gli animali. Si voglia considerare che il prodigio di una familiarità con gli elementi e le creature era propria del Signore Gesù virtù per tanto donata a tutti coloro che sono suoi amici

In verità, in verità vi dico: anche chi crede in me, compirà le opere che io compio e ne farà di più grandi, perché io vado al Padre. (Gv 14,12)

L’esperienza umana di Francesco è quindi principalmente un’esperienza mistica che attinge forza dall’intensa intimità con il Suo Signore, non si può assolutamente prescindere le due cose. Non è credibile chi compie prodigi senza trascorrere un solo attimo intenso d’amore con l’Amato e non sono credibili opere e parole prive di Spirito Santo perché ...

la bocca parla dalla pienezza del cuore. (Lc 6,45)

tutto ciò che di prodigioso ha compiuto Francesco non và però visto come un traguardo per la nostra vita spirituale, infatti il nostro scopo è il Volto di Cristo non le Sue mani.

Di te ha detto il mio cuore: «Cercate il suo volto»; il tuo volto, Signore, io cerco. Non nascondermi il tuo volto (Salmo 27,8-9)

Cercare il Volto di Dio è desiderarlo a tal punto che le cose della terra perdono d'interesse e la vita stessa senza Dio perde di significato, quell' “ardore serafico” che è sinonimo di consumarsi d’amore per amore dell’Amore...

Rapisca, ti prego, o Signore,l'ardente e dolce forza del tuo amore la mente miada tutte le cose che sono sotto il cielo, perché io muoia per amore dell'amor tuo, come tu ti sei degnato morire per amore dell'amor mio. (preghiera di Francesco d'Assisi)

Dunque, ciò che ci piace sottolineare e proclamare è la straordinaria intimità di quest’uomo con il Cristo che lo rende, sicuramente il più profondo del periodo, ma tra i più mistici della storia della chiesa tutta. Difficilmente l’umanità si è spinta nello Spirito a tanto, difficilmente un’anima così insoddisfatta della propria condizione umana, pur accettandola con moltà umiltà, ha osato varcare la porta dell’inverosimile, dell’impossibile, del misticismo puro senza compromessi… Quello che dobbiamo ammirare ed imitare di Francesco è senza dubbio la virtù più alta ed il suo livello spirituale che in così breve tempo questo giovane (dai 22 anni ai 44) in soli 20 anni di cammino ha ottenuto. La sua ascesi non è stato un pio esercizio di bassa religiosità o mero bigottismo fatto di preghierine o di liturgie sterili ma è stata forgiata nel fuoco della sofferenza e del dolore, costruita minuto dopo minuto e lacrima dopo lacrima, perché la scelta di vedere Dio in volto su questa terra non può non passare per la morte ed il dolore.

Mosè sulla montagna gli disse: «Mostrami la tua Gloria!».
Rispose: «Farò passare davanti a te tutto il mio splendore e proclamerò il mio nome: Signore, davanti a te. Farò grazia a chi vorrò far grazia e avrò misericordia di chi vorrò aver misericordia». Soggiunse: «Ma tu non potrai vedere il mio volto, perché nessun uomo può vedermi e restare vivo». Aggiunse il Signore: «Ecco un luogo vicino a me. Tu starai sopra la rupe: quando passerà la mia Gloria, io ti porrò nella cavità della rupe e ti coprirò con la mano finché sarò passato. Poi toglierò la mano e vedrai le mie spalle, ma il mio volto non lo si può vedere».
(Es 33,13-23)

Questo accadeva prima che l'umanità conoscesse la Divina Incarnazione di Gesù Messia, perchè dopo Gesù essa stessa fu elevata ad una dignità superiore, ad un livello maggiore che poteva solo crescere nel tempo con i veri adoratori, quelli in Spirito e Verità ...

Signore, mostraci il Padre e ci basta». Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me ha visto il Padre. Come puoi dire: Mostraci il Padre? (Gv 14,8-9)

Ma a Francesco non bastava il favore di Dio, non bastavano i rapimenti estatici in cui l’Eterno consolava il suo cuore, non bastavano le frequentazioni angeliche a rallegrare la sua malattia, era un insaziabile "avido" di Dio. Tutta la sua vita fu un continuo spingersi più in là, varcare nuovi orizzonti nello spirito, avanzare e oltrepassare i limiti della sua carnalità, della sua condizione umana, della sua povera corporalità e ad un certo punto osò. Chiese l’inimmaginabile, formulò una domanda che nella storia del cristianesimo non fu e non sarà mai più formulata da nessuno soprattutto per le atroci conseguenze … la sua follia d’amore esagerò, ma la sua intimità, la sua amicizia, il suo profondo e radicale rapporto con il suo Re era talmente tale che ottenne ciò che chiedeva, non tanto perché ebbe l'ardire di chiederlo ma perché era l’unico che potesse sopportare il peso di quella croce portata da Gesù che non fu mai poggiata prima né mai fu ripoggiata poi …

… "O Signore mio Gesù Cristo, due grazie ti priego che tu mi faccia, innanzi che io muoia: la prima, che in vita mia io senta nell’anima e nel corpo mio, quanto è possibile, quel dolore che tu, dolce Gesù, sostenesti nella ora della tua acerbissima passione, la seconda si è ch' io senta nel cuore mio, quanto è possibile, quello eccessivo amore del quale tu, Figliuolo di Dio, eri acceso a sostenere volentieri tanta passione per noi peccatori”.

Così la sua preghiera non rimase inascoltata. Fu fatto degno, infatti, di ricevere sul proprio corpo i segni visibili della Passione di Cristo. Il prodigio avvenne in maniera così mirabile che i pastori e gli abitanti dei dintorni riferirono ai frati di aver visto per circa un’ora il monte della Verna incendiato di un vivo fulgore, tanto da temere un incendio o che si fosse levato il sole prima del solito. Scriveva S. Bonaventura da Bagnoregio:

Un mattino, all'appressarsi della festa dell'Esaltazione della santa Croce, mentre pregava sul fianco del monte, vide la figura come di un serafino, con sei ali tanto luminose quanto infocate, discendere dalla sublimità dei cieli: esso, con rapidissimo volo, tenendosi librato nell'aria, giunse vicino all'uomo di Dio, e allora apparve tra le sue ali l'effige di un uomo crocifisso, che aveva mani e piedi stesi e confitti sulla croce. Due ali si alzavano sopra il suo capo, due si stendevano a volare e due velavano tutto il corpo. A quella vista si stupì fortemente, mentre gioia e tristezza gli inondavano il cuore. Provava letizia per l'atteggiamento gentile, con il quale si vedeva guardato da Cristo, sotto la figura del serafino. Ma il vederlo confitto in croce gli trapassava l'anima con la spada dolorosa della compassione. Fissava, pieno di stupore, quella visione così misteriosa, conscio che l'infermità della passione non poteva assolutamente coesistere con la natura spirituale e immortale del serafino. Ma da qui comprese, finalmente, per divina rivelazione, lo scopo per cui la divina provvidenza aveva mostrato al suo sguardo quella visione, cioè quello di fargli conoscere anticipatamente che lui, l’amico di Cristo, stava per essere trasformato tutto nel ritratto visibile di Cristo Gesù crocifisso, non mediante il martirio della carne, ma mediante l'incendio dello spirito” (Leg. Maj., I, 13, 3).

Questo incendio dello Spirito è possibile, è necessario, è doveroso ! Tutti noi possiamo anelare all’esperienza di Francesco perché egli è "solo" un figlio di Dio Altissimo e non un’angelo venuto dal cielo. L’intimità con Dio è quindi la fonte ed il motore di ogni vita spirituale ed il tempo trascorso con l’Amore è la medicina che guarisce e lenisce la nostra sofferenza, la nostra malattia e la nostra incredulità. Più siamo con Dio più riceviamo amore, più gurdiamo il SuoVolto più gli assomiglieremo, più ascolteremo la Sua Voce più parleremo per Lui …

Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime. Il mio giogo infatti è dolce e il mio carico leggero».(Mt 11,28-30)


Joshua









giovedì 26 giugno 2008

GUARDAI A LUNGO I SUOI OCCHI

Una serva fissandolo disse:"Anche questi era con lui, Ma Pietro negò dicendo: "Donna, non lo conosco!". Poco dopo un altro lo vide e disse: "Anche tu sei di loro!". Ma Pietro rispose: "No, non lo sono!"., Passata circa un'ora, un altro insisteva:."In verità, anche questo era con lui; è anche lui un Galileo". Ma Pietro disse: "O uomo, non so quello che dici". E in quell'istante, mentre ancora parlava, un gallo cantò. Allora il Signore, voltatosi, guardò Pietro, e Pietro si ricordò delle parole che il Signore gli aveva detto: "Prima che il gallo canti, oggi mi rinnegherai tre volte". E uscito pianse amaramente. (Lc 22,54-62)

"Avevo un ottimo rapporto con il Signore. Gli chiedevo delle cose, conversavo con lui, lo lodavo, lo ringraziavo...
Ma avevo sempre la sgradevole sensazione che lui volesse che lo guardassi negli occhi... E io non lo facevo. Gli parlavo, ma distoglievo lo sguardo quando sentivo che mi stava guardando.
Distoglievo sempre lo sguardo. E sapevo perché. Avevo paura. Pensavo che avrei trovato nei suoi occhi l'accusa di un qualche peccato di cui non mi ero pentito. Pensavo che avrei trovato una richiesta nei suoi occhi: ci sarebbe stato qualcosa che lui voleva da me, e che io non volevo dargli.
Un giorno finalmente mi feci coraggio e guardai. Non c'era nessuna accusa. Non c'era nessuna richiesta. Gli occhi dicevano solo: "Ti amo". Guardai a lungo in quegli occhi. Li scrutai. Ma il solo messaggio era: "Ti amo".
Ed io uscii e, come Pietro, piansi."

mercoledì 18 giugno 2008

RIESCI AD ASCOLTARE LA VOCE DI CRISTO NELLA TUA VITA?

Di ritorno dalla regione di Tiro, passò per Sidone, dirigendosi verso il mare di Galilea in pieno territorio della Decàpoli. E gli condussero un sordomuto, pregandolo di imporgli la mano. E portandolo in disparte lontano dalla folla, gli pose le dita negli orecchi e con la saliva gli toccò la lingua; guardando quindi verso il cielo, emise un sospiro e disse: «Effatà» cioè: «Apriti!». E subito gli si aprirono gli orecchi, si sciolse il nodo della sua lingua e parlava correttamente. 36E comandò loro di non dirlo a nessuno. Ma più egli lo raccomandava, più essi ne parlavano e, pieni di stupore, dicevano: «Ha fatto bene ogni cosa; fa udire i sordi e fa parlare i muti!».
Mc 7,31-37
di Don Michele Cuttano
Ancora una volta il Vangelo ci presenta Gesù che si china sull'umanità sofferente, non resta insensibile davanti alle infermità degli afflitti. Viene presentato a Cristo un sordomuto. Nell'antichità, questo tipo di infermità portava l'uomo ad una totale emarginazione. Essere sordomuti a quel tempo significava non potersi rapportare con il mondo in nessun modo."E portandolo in disparte lontano dalla folla, gli pose le dita negli orecchi e con la saliva gli tocco la lingua; guardando quindi verso il cielo, emise un sospiro e disse : Effatà, cioè: Apriti! E subito gli si aprirono gli orecchi, si sciolse il nodo della sua lingua e parlava correttamente ".Tutte le volte che l'umanità si incontra con il Creatore viene risanata. Mi piace Gesù che sempre nell'incontrare l'uomo lo rimette in sesto non solo fisicamente ma anche a livello umano. Questo primo aspetto deve farci riflettere:
Se Dio non ama l'emarginazione, anzi tutte le volte che la incontra la combatte, anche noi come cristiani non possiamo accettarla. Ci sono tanti tipi di emarginazione, non esistono solo quelle legate alla malattia. Non riesco a non pensare ai tanti esseri umani "emarginati" che incontro passeggiando per la città: I poveri, gli extracomunitari, i malati di mente, i tossicodipendenti. Insomma, avete capito a chi mi riferisco. Lo so che cerchiamo di scrollarci di dosso ogni responsabilità (anche il non pensarci è un togliersi ogni fastidio per la testa). Ma davanti a Dio non è così, il cristiano non è uno spettatore inerte di un "film tragico" che viene girato per le strade (o per le campagne) delle nostre città. Non voglio poi neppure immaginare se oltre che spettatori menefreghisti diventiamo anche aguzzini dei nostri fratelli più deboli…Io non sono uno sciocco e neppure un giornalista che ha bisogno di fare gli scoop o cose del genere per vendere il giornale. So benissimo le difficoltà che si incontrano per andare avanti, per arrivare "a fine mese" soprattutto in alcuni ambiti, tipo l'agricoltura;So benissimo che nel campo economico si innescano dei meccanismi perversi che mettono la gente onesta con le spalle al muro; Sono un genitore anch'io e so, ad esempio, come è difficile in questi giorni che iniziano le scuole gestire la famiglia…O come è tragico se in famiglia arriva il classico "capa abbascia" legato ad una malattia grave che ti porta a fare viaggi della speranza; Mi ricordo che c'era una canzone di Lucio Battisti che diceva che "al 21 del mese i nostri soldi erano già finiti..".Magari, dico io, al 21 del mese! Ciononostante gli esseri umani sono sempre degli ESSERI UMANI, non importa il colore, la fede, la nazionalità o qualsiasi altra diversità. Il cristiano, lo dico senza nessun moralismo ma è Gesù che lo grida, non sfrutta il prossimo, non toglie la dignità ad un fratello. Davanti a Dio il datore di lavoro fa peccato persino se trattiene presso di sè la paga dell'operaio una notte in più...Davanti a Dio fa peccato anche chi spinge un essere umano ad essere "sfruttatore" di un altro essere umano.L'umanità quando c'è un'ingiustizia è sempre coinvolta, noi siamo sempre coinvolti. Troppo semplice dire che sono le "regole dell'economia", che c'è la "globalizzazione dei mercati", che l'euro ci ha messo in ginocchio, che c'è la recessione…Tutte le ragioni o le leggi di questo mondo non ci assolvono da comportamenti che portano ad abbruttire e schiavizzare un uomo. L'uomo è a immagine di Dio. Chi offende un uomo offende Dio. Fratelli carissimi, come cristiani dobbiamo fare tutti, dico proprio tutti, un esame di coscienza. Il Vangelo ci parla di sordità. Può capitare anche a noi di essere sordi, magari essere sordi con l'anima. La peggiore sordità per il cristiano è non sentire più nella propria vita la voce di Dio. Se ci fai caso Gesù, nel guarire il sordomuto, prima se lo porta in disparte. La prima voce che il sordomuto ascolta è quella di Gesù!La prima voce che noi escludiamo nella vita di tutti i giorni purtroppo è quella di Dio. E' vero, con il Battesimo anche noi abbiamo avuto il nostro "Effatà" da Cristo. Ma se il nostro cuore non vuole ascoltare, se il nostro cuore si chiude nell'egoismo, Dio ci lascia liberi. Cristo non violenta nessuno, non "spacca" la testa agli infedeli per convertirli. Dio è amore, amore che è donazione, che è togliersi anche il pane di bocca per il prossimo.La Chiesa ha sempre testimoniato questo Amore, ancora oggi la Chiesa porta questo Amore al prossimo lontano e al prossimo vicino. Penso ai tanti ordinati (vescovi, sacerdoti e diaconi) e ai tanti cristiani che si scomodano, che ci rimettono di tasca propria, e si organizzano per i campi di accoglienza, o a quelli che vanno sulle "strade statali" alla ricerca dell'umanità perduta che mette in vendita il corpo, o a quelli che stanno vicino a chi è nella sofferenza perché carcerato, ammalato, disperato. E non posso non pensare a tutti quei "cosiddetti cristiani" che acquistano 5 minuti di sesso da un essere umano...; E non posso non pensare a tutti quei "cosiddetti cristiani" che hanno "schiavi" alle proprie dipendenze…E non posso non pensare a tutti quei "cosiddetti cristiani" che girano la testa dall'altra parte per non vedere il male. Che dramma per noi se dovessimo far parte di tale eletta schiera di "cosiddetti cristiani". Che dire, magari ci ritroviamo tutti alla messa domenicale a batterci il petto. Che sia chiaro, battersi il petto non serve a niente se poi non si abbandona la strada del peccato, la strada dell'ingiustizia. No, non esistono due vie per essere cristiani. La Via è solo una:La via è Cristo. E' un modo di vivere che porta sicuramente al passaggio della Croce. Perché ci rimetti di salute, perché non sempre il bene viene ricambiato con il bene, perché certi disperati che la vita ti mette davanti sono capaci di "scipparti" tutto; Ci rimetti in tutto ma hai un guadagno che non ti sarà tolto:La vita eterna. Credimi, già su questa terra si può assaporarla. Anche in un semplice e banale volto, il volto di Cristo nel tuo prossimo.

LE ARMI DELLA BATTAGLIA


"…le mie mani addestrò alla guerra e le mie braccia a tirar l'arco di bronzo."

Salmo 18:35"


In realtà, sebbene viviamo nella carne, non combattiamo secondo la carne; infatti le armi della nostra guerra non sono carnali, ma hanno da Dio il potere di distruggere le fortezze, poiché demoliamo i ragionamenti e tutto ciò che si eleva orgogliosamente contro la conoscenza di Dio, facendo prigioniero ogni pensiero fino a renderlo ubbidiente a Cristo…" II Corinzi 10:3-5

Nella battaglia contro le tenebre, come in ogni altra battaglia, ci sono delle armi da usare. Certamente non basta venire a conoscenza della sola esistenza di queste armi. Anche in una battaglia nel mondo naturale, non basta sapere che esistano le bombe, non basta nemmeno tenerle in mano, bisogna saperle utilizzare per distruggere le fortezze del nemico. In questo studio tu conoscerai quali siano queste armi e ti verrà insegnato come utilizzarle, ma poi dovrai essere tu ad usarle!!!


LEGARE E SLEGARE

Matteo 16:19 dice: "Io ti darò le chiavi del regno dei cieli; tutto ciò che legherai in terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai in terra sarà sciolto nei cieli". e in Matteo 18:18 è scritto: "Io vi dico in verità che tutte le cose che legherete sulla terra, saranno legate nel cielo; e tutte le cose che scioglierete sulla terra, saranno sciolte nel cielo." Legare e slegare significano rispettivamente proibire e permettere. Noi siamo rappresentanti, ambasciatori del Regno di Dio in Cristo Gesù, e abbiamo l'autorità per proibire le opere del diavolo sulla terra per decretare ciò che è permesso e ciò che è proibito dalla Parola di Dio. "Legare" nel nome di Gesù vuol dire proibire, dichiarare illegale. "Slegare o liberare" nel nome di Gesù vuol dire permettere, dichiarare legale, liberato. Quando Gesù fece questa affermazione sapeva di poter venir compreso da tutti coloro che ascoltavano, perché i sacerdoti, quando venivano interrogati su ciò che si poteva o meno fare in accordo alla Legge, usavano le espressioni "legato" o "sciolto" per proibire o permettere l'effettuazione di determinate azioni. È imprescindibile che prima di dire "legato o proibito" nel nome di Gesù Cristo si debba avere la certezza che le proprie dichiarazioni siano in concordanza con la Parola di Dio. Abbiamo autorità per ordinare ad ogni situazione contraria alla Parola di Dio che sia legata (proibita) nel nome di Gesù. Abbiamo autorità anche per proclamare che tutto ciò che è stato rivelato come volontà di Dio sia liberato nel nome di Gesù ma non possiamo legare ciò che la Bibbia libera e vice versa. Con tale autorità potremo legare l'uomo forte, per non permettergli di agire contro di noi: possiamo infatti fermarlo attraverso il potere delegatoci da Gesù Cristo. Potremo liberare inoltre ogni promessa e grazia che il diavolo stia trattenendo legata nelle sue mani.


IL NOME DI GESÙ"…trovato esteriormente come un uomo, umiliò sé stesso, prendendo forma di servo, facendosi ubbidiente fino alla morte, e alla morte di croce. Perciò Dio lo ha sovranamente innalzato e gli ha dato il nome che è al di sopra di ogni nome, affinché nel nome di Gesù si pieghi ogni ginocchio nei cieli, sulla terra, e sotto terra, e ogni lingua confessi che Gesù Cristo è il Signore, alla gloria di Dio Padre". Filippesi 2:8-11

Noi abbiamo autorità in base alla delega ricevuta e, quanto più grande il nome di chi sta dietro di noi, tanto grande è l'autorità che abbiamo. La Bibbia dice che dopo la morte di Gesù Dio Lo ha fatto sedere alla Sua destra e gli ha dato un nome al di sopra di ogni altro nome. Il nome di Gesù rappresenta quindi la più grande autorità dell'universo per questo davanti a lui ogni ginocchio si piega. "Questa potente efficacia della sua forza egli l'ha mostrata in Cristo, quando lo risuscitò dai morti e lo fece sedere alla propria destra nel cielo, al di sopra di ogni principato, autorità, potenza, signoria e di ogni altro nome che si nomina non solo in questo mondo, ma anche in quello futuro." Efesini 1:20-21

Quest'arma è potentissima: quando usiamo questo nome si piega ogni forza del male! E' utilizzando il nome di Gesù, come Egli stesso ci ha comandato e delegato di fare, che scacciamo i demoni, prendiamo in mano i serpenti, calpestiamo gli scorpioni e ogni potenza del nemico, parliamo nuove lingue, imponiamo le mani sugli ammalati e questi guariscono. "'Questi sono i segni che accompagneranno coloro che avranno creduto: nel nome mio scacceranno i demòni, parleranno in lingue nuove; prenderanno in mano dei serpenti; anche se berranno qualche veleno, non ne avranno alcun male; imporranno le mani agli ammalati ed essi guariranno'". Marco 16:17-18

È nel nome di Gesù che otterremo risposta alle nostre necessità e vittoria sul nemico. "…e quello che chiederete nel mio nome, lo farò; affinché il Padre sia glorificato nel Figlio. Se mi chiederete qualche cosa nel mio nome, io la farò". Giovanni 14:13-14"

…affinché tutto quello che chiederete al Padre, nel mio nome, egli ve lo dia". Giovanni 15:16b

È per il nome e nel nome di Gesù che la nostra gioia è piena perché le nostre preghiere hanno risposta. "In quel giorno non mi rivolgerete alcuna domanda. In verità, in verità vi dico che qualsiasi cosa domanderete al Padre nel mio nome, egli ve la darà. Fino ad ora non avete chiesto nulla nel mio nome; chiedete e riceverete, affinché la vostra gioia sia completa".

Giovanni 16:23-24"

In quel giorno chiederete nel mio nome; e non vi dico che io pregherò il Padre per voi; poiché il Padre stesso vi ama, perché mi avete amato e avete creduto che sono proceduto da Dio". Giovanni 16:26-27

Quanto più userai quest'arma e quanto più conoscenza avrai della tua autorità, tante più vittorie, avrai. L'inferno trema al solo sentir pronunciare il nome di Gesù.


IL SANGUE DI GESÙ

Il sangue garantisce la nostra copertura e attesta che Satana non ha niente da rivendicare sulla nostra vita poiché apparteniamo a Gesù e abbiamo vittoria ("Ma essi lo hanno vinto per mezzo del sangue dell'Agnello, e con la parola della loro testimonianza; e non hanno amato la loro vita, anzi l'hanno esposta alla morte". Apocalisse 12:11). Il sangue parla della nuova alleanza la quale spezza il giogo del peccato. "Ma venuto Cristo, sommo sacerdote dei futuri beni, egli, attraverso un tabernacolo più grande e più perfetto, non fatto da mano d'uomo, cioè, non di questa creazione, è entrato una volta per sempre nel luogo santissimo, non con sangue di capri e di vitelli, ma con il proprio sangue. Così ci ha acquistato una redenzione eterna". Ebrei 9:11-12"

Infatti Cristo non è entrato in un luogo santissimo fatto da mano d'uomo, figura del vero; ma nel cielo stesso, per comparire ora alla presenza di Dio per noi; non per offrire sé stesso più volte, come il sommo sacerdote, che entra ogni anno nel luogo santissimo con sangue non suo."

Ebrei 9:24-25"

…ma ora, una volta sola, alla fine dei secoli, è stato manifestato per annullare il peccato con il suo sacrificio. Come è stabilito che gli uomini muoiano una volta sola, dopo di che viene il giudizio, così anche Cristo, dopo essere stato offerto una volta sola per portare i peccati di molti, apparirà una seconda volta, senza peccato, a coloro che lo aspettano per la loro salvezza."

Ebrei 9:26b-28

Attraverso questa alleanza Dio ci ha uniti a Lui. Il sangue di Gesù ci ha purificato da ogni peccato e ci ha dato vittoria contro il nemico e ogni volta che ricorderemo al diavolo la potenza che c'è in questo sangue lui fuggirà da noi.


LA POTENZA CHE C'E' NEL SANGUE CI UNISCE AL PADRE ....

"Ma ora, in Cristo Gesù, voi che allora eravate lontani siete stati avvicinati mediante il sangue di Cristo." Efesini 2:13

CI DÀ LA RESURREZIONE "…e ci ha risuscitati con lui e con lui ci ha fatti sedere nel cielo in Cristo Gesù…" Efesini 2:6

CI ALIMENTA "Perciò Gesù disse loro: 'In verità, in verità vi dico che se non mangiate la carne del Figlio dell'uomo e non bevete il suo sangue, non avete vita in voi. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha vita eterna; e io lo risusciterò nell'ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue è vera bevanda. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me, e io in lui. Come il Padre vivente mi ha mandato e io vivo a motivo del Padre, così chi mi mangia vivrà anch'egli a motivo di me." Giovanni 6:53-57

CI GIUSTIFICA "Tanto più dunque, essendo ora giustificati per il suo sangue, saremo per mezzo di lui salvati dall'ira." Romani 5:9

CI DÀ LA REDENZIONE E LA REMISSIONE DEI PECCATI "In lui abbiamo la redenzione mediante il suo sangue, il perdono dei peccati secondo le ricchezze della sua grazia…" Efesini 1:7"In lui abbiamo la redenzione, il perdono dei peccati." Colossesi 1:14

È STRUMENTO DI SANTIFICAZIONE "Infatti i corpi degli animali, il cui sangue per l'espiazione viene portato nel santuario dal sommo sacerdote, vengono bruciati fuori dell'accampamento. Perciò anche Gesù, per santificare il popolo con il proprio sangue, patì fuori della porta della città."Ebrei 13:11-12

CI LIBERA DAL PECCATO "A Lui che ci ama, e ci ha liberati dai nostri peccati con il suo sangue…" Apocalisse 1:5b

GARANTISCE IL POSSESSO DELLE PROMESSE NEL TEMPO PRESENTE"Per questo egli è mediatore di un nuovo patto. La sua morte è avvenuta per redimere dalle trasgressioni commesse sotto il primo patto, affinché i chiamati ricevano l'eterna eredità promessa." Ebrei 9:15

RENDE VALIDO IL TESTAMENTO "Un testamento, infatti, è valido quando è avvenuta la morte, poiché rimane senza effetto finché il testatore vive." Ebrei 9:17

PURIFICA LA NOSTRA COSCIENZA DALLE OPERE MORTE "…quanto più il sangue di Cristo, che mediante lo Spirito eterno offrì sé stesso puro di ogni colpa a Dio, purificherà la nostra coscienza dalle opere morte per servire il Dio vivente!" Ebrei 9:14

GARANTISCE IL POSSESSO DELLE PROMESSE NEL TEMPO PRESENTE "Per questo egli è mediatore di un nuovo patto. La sua morte è avvenuta per redimere dalle trasgressioni commesse sotto il primo patto, affinché i chiamati ricevano l'eterna eredità promessa." Ebrei 9:


IL PREZZO ATTRAVERSO IL QUALE POSSIAMO APPARTENERE A DIO

"Badate a voi stessi e a tutto il gregge, in mezzo al quale lo Spirito Santo vi ha costituiti vescovi, per pascere la chiesa di Dio, che egli ha acquistata con il proprio sangue." Atti 20:28 "

…sapendo che non con cose corruttibili, con argento o con oro, siete stati riscattati dal vano modo di vivere tramandatovi dai vostri padri, ma con il prezioso sangue di Cristo, come quello di un agnello senza difetto né macchia." I Pietro 1:18-19

Il sangue di Gesù non solo ci purifica da ogni peccato ("Ma se camminiamo nella luce, com'egli è nella luce, abbiamo comunione l'uno con l'altro, e il sangue di Gesù, suo Figlio, ci purifica da ogni peccato". I Giovanni 1:7), ma è la base della nostra vittoria quotidiana e sarà motivo del nostro cantico di vittoria in cielo.

"Dopo queste cose guardai e vidi una folla immensa che nessuno poteva contare, proveniente da tutte le nazioni, tribù, popoli e lingue, che stava in piedi davanti al trono e davanti all'Agnello, vestiti di bianche vesti e con delle palme in mano. E gridavano a gran voce, dicendo: 'La salvezza appartiene al nostro Dio che siede sul trono, e all'Agnello'. E tutti gli angeli erano in piedi intorno al trono, agli anziani e alle quattro creature viventi; essi si prostrarono con la faccia a terra davanti al trono e adorarono Dio, dicendo: 'Amen! Al nostro Dio la lode, la gloria, la sapienza, il ringraziamento, l'onore, la potenza e la forza, nei secoli dei secoli! Amen'. Poi uno degli anziani mi rivolse la parola, dicendomi: 'Chi sono queste persone vestite di bianco e da dove sono venute?' Io gli risposi: 'Signor mio, tu lo sai'. Ed egli mi disse: 'Sono quelli che vengono dalla grande tribolazione. Essi hanno lavato le loro vesti, e le hanno imbiancate nel sangue dell'Agnello'." Apocalisse 7:9-14

Come dobbiamo usare quest'arma? Dobbiamo confessare con la nostra bocca tutto il potere del sacrificio di Gesù attraverso il suo sangue e proclamare tutto ciò che lui ha acquistato con la Sua morte. Facendo così Satana saprà che noi abbiamo coscienza di chi siamo e di cosa possediamo in Cristo Gesù. Il diavolo saprà così che noi siamo certi che per il sangue del Signore abbiamo ottenuto vittoria sul peccato e su di lui.

"Egli corromperà con lusinghe quelli che tradiscono il patto; ma il popolo di quelli che conoscono il loro Dio mostrerà fermezza e agirà." Daniele 11:32

Questo lo farà fuggire da noi. Il diavolo ha orrore del sangue di Gesù, perché questo sangue versato sulla croce è ciò che ci da la vittoria ma è anche ciò che lo ha sconfitto per sempre. Il sangue di Gesù è perciò la base della nostra l'autorità.

Esempi: "Signore coprici col tuo sangue". In teoria noi stiamo dicendo: signore Gesù la tua morte mi è di scudo e protezione contro ogni opera del maligno. "Il sangue di Gesù ha potenza". La morte di Gesù e il Suo sangue versato sulla croce mi ha dato potere. Adesso posso agire senza paura. "Copro la mia famiglia col sangue di Gesù."Il sangue di Gesù versato per i nostri peccati sarà la protezione di Dio sulla mia famiglia. Mi protegge contro le opere del maligno.In realtà stiamo solo dichiarando quanta potenza c'era e c'è ancora oggi in quel sangue versato per i nostri peccati. Il diavolo sentendo questo saprà che noi siamo quel popolo di cui parla Daniele, un popolo che conosce il suo Dio e che resiste alle opere del male.


LO SPIRITO DI DIO

"…affinché egli vi dia, secondo le ricchezze della sua gloria, di essere potentemente fortificati, mediante lo Spirito suo, nell'uomo interiore…" Efesini 3:16

Alelluia! Lo Spirito di Dio ci fortifica, ci dà potenza. "'Ma riceverete potenza quando lo Spirito Santo verrà su di voi, e mi sarete testimoni in Gerusalemme, e in tutta la Giudea e Samaria, e fino all'estremità della terra'." Atti 1:8

Le Scritture dichiarano che se ci uniamo al Signore siamo un solo spirito con Lui, divenendo così un santuario e perciò lo Spirito Santo risiede nei nostri cuori (I Corinzi 6:17; II Corinzi 3:16).

Questa è una delle verità di cui dobbiamo sempre tener conto. Qualsiasi tipo di lotta affrontiamo non saremo mai soli, perché Gesù ci ha mandato un aiuto, il Consolatore (Giovanni 16:7).

Egli è sempre con noi per fortificarci, per darci potenza e strategie per ogni tipo di combattimento. Egli ci insegnerà ogni cosa e ci ricorderà tutto ciò che ci è già stato insegnato da Gesù sulla battaglia. "…ma il Consolatore, lo Spirito Santo, che il Padre manderà nel mio nome, vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto quello che vi ho detto." Giovanni 14:26

Abbiamo un'arma molto potente nelle nostre mani, perché abbiamo un Amico che combatte con noi!!!


L'ARMATURA DI DIO

"Perciò prendete la completa armatura di Dio, affinché possiate resistere nel giorno malvagio, e restare in piedi dopo aver compiuto tutto il vostro dovere. State dunque saldi: prendete la verità per cintura dei vostri fianchi; rivestitevi della corazza della giustizia; mettete come calzature ai vostri piedi lo zelo dato dal vangelo della pace; prendete oltre a tutto ciò lo scudo della fede, con il quale potrete spegnere tutti i dardi infocati del maligno. Prendete anche l'elmo della salvezza e la spada dello Spirito, che è la parola di Dio…" Efesini 6:13-17

L'Apostolo Paolo guidato dallo Spirito Santo in Efesini 6:14 ci consiglia cosa fare per resistere nei giorni di lotta. Egli dice che dobbiamo vestire l'armatura di Dio per poter far fronte ai giorni malvagi. Nel testo sono elencate le varie parti di cui è composta questa armatura. Ogni pezzo designa le forme di attacco del nemico contro di noi e la provvidenza di Dio verso ogni tipo di attacco.


IN PRIMA ANALISI VI SONO TRE PUNTI FONDAMENTALI DA STABILIRE:



  1. L'armatura è di Dio, quindi è Lui che ci provvede ogni pezzo.

  2. Noi non sappiamo quando arriverà il giorno malvagio, perciò dobbiamo indossare sempre l'armatura di Dio.

  3. Tutti i pezzi dell'armatura rappresentano armi da difesa ad eccezione della spada dello Spirito che è arma di attacco.

CINTI I FIANCHI CON LA VERITÀ (v.14)


Il primo attacco è quello contro la verità di Dio, contro ciò che Dio proclama. È dai tempi dell'Eden che Satana cerca di conquistare l'uomo con la menzogna, l'inganno e le mezze verità. "Voi siete figli del diavolo, che è vostro padre, e volete fare i desideri del padre vostro. Egli è stato omicida fin dal principio e non si è attenuto alla verità, perché non c'è verità in lui. Quando dice il falso, parla di quel che è suo perché è bugiardo e padre della menzogna." Giovanni 8:44


Cosa significa avere cinti i fianchi della verità? Ai tempi biblici la tunica era un indumento usato sia dagli uomini che dalle donne, l'unica differenza era che gli uomini usavano una tunica fino alle caviglie e in genere di un solo colore, ricamata ai bordi e al collo: "Quando gli uomini dovevano lavorare o correre sollevavano il fondo della tunica e lo infilavano nella cintura per acquistare maggiore libertà di movimento. Si diceva "cingersi i fianchi", e tale espressione divenne una metafora per indicare l'essere pronti. Ad esempio, Pietro raccomanda di aver le idee chiare invitando i cristiani a "cingersi i fianchi" della mente (I Pietro 1:13, testo latino). Anche le donne sollevavano l'orlo della tunica quando dovevano trasportare oggetti da un luogo all'altro (Usi e costumi di tempi della Bibbia, pag.14 - Ralph Gower, Elle Di Ci) Anche le Scritture confermano: "Mangiatelo in questa maniera: con i vostri fianchi cinti, con i vostri calzari ai piedi e con il vostro bastone in mano; e mangiatelo in fretta: è la Pasqua del Signore." Esodo 12:11 Quindi bisogna cingersi i fianchi con la verità ed essere pronti a proclamare la verità di Dio. Gesù afferma: "Santificali nella verità: la tua parola è verità". Giovanni 17:17Allora cingiamoci con la verità attraverso lo studio, la meditazione, la confessione e l'ubbidienza alla Parola di Dio.


LA CORAZZA DELLA GIUSTIZIA (v.14) L'attacco in quest'area si manifesterà sottoforma di accusa, condanna e orgoglio, cercherà di colpire i nostri sentimenti. Satana cercherà di accusarci davanti a noi stessi e di accusare Dio e i fratelli, lanciando su di noi sentimenti di colpa anche per i peccati già confessati e quindi già perdonati. La Parola di Dio in Romani 8:1 dichiara: "Non c'è dunque più nessuna condanna per quelli che sono in Cristo Gesù…" Egli cercherà anche di investirci con orgoglio spirituale, con "bontà personale", così da portarci a peccare contro Dio, contro i fratelli, la Chiesa, le nostre autorità, ecc. In genere quando accettiamo queste cose per noi è arrivato il giorno malvagio. Dobbiamo dunque essere custoditi dalla giustizia di Dio, credendo che tutto ciò che abbiamo è frutto della Sua bontà, non permettendo che il diavolo ci accusi o ci condanni, perché siamo già stati giustificati da ogni fallo e delitto."…vale a dire la giustizia di Dio mediante la fede in Gesù Cristo, per tutti coloro che credono - infatti non c'è distinzione…" Romani 3:22 "essi, che hanno mutato la verità di Dio in menzogna e hanno adorato e servito la creatura invece del Creatore, che è benedetto in eterno. Amen. Perciò Dio li ha abbandonati a passioni infami: infatti le loro donne hanno cambiato l'uso naturale in quello che è contro natura…" Romani 1:25-26


LE CALZATURE AI PIEDI (lo zelo per propagare il Vangelo della pace) (v.15) Qui l'attacco avviene in forma di persecuzione e disanimo per soffocarci e toglierci dal territorio di Dio, provocando passività, cadute in compromessi, ed ogni altra cosa, pur di portarci ad una posizione di comodità. Il compromesso con il peccato o la semplice passività sono tattiche molto usate dal nemico. Molti credenti nelle Chiese sono passivi e accettano tutto ciò che succede loro senza reagire e combattere per ciò che posseggono. Uno dei primi frutti che si manifestano nella nostra vita cristiana quando veniamo a Gesù, è lo zelo per la propagazione del Vangelo. Infatti desideriamo che i nostri famigliari, amici, colleghi e tutto il mondo conoscano come noi i benefici della salvezza e l'immensa gioia che questa porta, ma subdolamente Satana innalza qualcuno per diffamarci, per darci dei "pazzi", per scoraggiarci o ancora, per mettere persone ambigue sul nostro cammino, proponendoci anche ottime occasioni lavorative o qualsiasi altra attrattiva pur di distrarci e portarci via il nostro zelo. Questa forma di attacco purtroppo non si manifesta solo nella vita dei neofiti, ma in modo continuo nella vita di ogni singolo credente.Il profeta Ezechiele menziona l'ozio e la vita facile tra i peccati di Sodoma ("Ecco, questa fu l'iniquità di Sodoma, tua sorella: lei e le sue figlie vivevano nell'orgoglio, nell'abbondanza del pane, e nell'ozio indolente; ma non sostenevano la mano dell'afflitto e del povero." Ezechiele 16:49).Certamente questa non è la volontà di Dio per noi, per questo dobbiamo difenderci mantenendo i nostri cuori pieni di zelo per la propagazione del Vangelo, non accettando nulla di meno nelle nostre vite di un cuore che bruci per Dio e per la salvezza delle anime. Tutto ciò allontanerà da noi questo tipo di attacco. Ricordiamoci che le calzature dello zelo coprono i piedi e questo significa che senza zelo non possiamo correre bene. Se il diavolo riesce a rubarcelo saremo fermati.


LO SCUDO DELLA FEDE (v.16)La Bibbia dichiara "Or senza fede è impossibile piacergli; poiché chi si accosta a Dio deve credere che egli è, e che ricompensa tutti quelli che lo cercano". Ebrei 11:6 "…poiché in esso la giustizia di Dio è rivelata da fede a fede, com'è scritto: 'Il giusto per fede vivrà'." Romani 1:17 "Poiché tutto quello che è nato da Dio vince il mondo; e questa è la vittoria che ha vinto il mondo: la nostra fede." I Giovanni 5:4 . È chiaro che Satana cercherà di minare la nostra fede in modo da non essere più graditi a Dio e non potere più adempiere alla sua volontà di vivere per fede e di vincere il mondo. L'attacco maligno in questo caso avverrà attraverso l'incredulità, il dubbio e le paure. Lo scudo è l'arma di difesa più importante perché se usato bene può proteggere anche tutto il corpo. Questo attacco alla nostra fede può avvenire in svariati modi: con l'incredulità, il dubbio e le paure. La Bibbia dice che la fede è certezza (Ebrei 1:1), perciò noi rimaniamo fermi su questa certezza acquisita attraverso la Parola di Dio per resistere agli attacchi maligni ("Resistetegli stando fermi nella fede, sapendo che le medesime sofferenze affliggono i vostri fratelli sparsi per il mondo." I Pietro 5:9).


L'ELMO DELLA SALVEZZA (v.17) L'elmo della salvezza ci parla di un attacco nella mente. La mente è la sede dell'anima dove risiedono le nostre emozioni, i desideri, la volontà, ecc. ed è proprio nella nostra mente che Satana cercherà di intrufolarsi con i suoi pensieri per farci pensare in modo carnale, facendoci desiderare il mondo dei sensi invece del mondo dello Spirito. Per difenderci da questi attacchi dovremo continuamente ricordarci che la salvezza è totale e che comprende anche l'anima. La nostra mente viene rinnovata di continuo e dal momento in cui accettiamo Gesù il destino della nostra anima è la salvezza, quindi non dobbiamo permettere a nessun tipo di pensiero che non sia in accordo con la Parola di Dio di occupare le nostre menti. Così facendo saremo protetti dagli intenti maligni. "Quindi, fratelli, tutte le cose vere, tutte le cose onorevoli, tutte le cose giuste, tutte le cose pure, tutte le cose amabili, tutte le cose di buona fama, quelle in cui è qualche virtù e qualche lode, siano oggetto dei vostri pensieri." Filippesi 4:8


LA SPADA DELLO SPIRITO, LA PAROLA DI DIO (v.17) La spada rappresenta chiaramente un'arma di attacco ed è l'unica arma di attacco presente nell'armatura del credente. Dato che dunque dobbiamo attaccare, lasciamo ogni dubbio sulla Parola di Dio. Il diavolo cercherà sempre di rubare la Parola di Dio dai nostri cuori, così che non produca frutto (Matteo 13:19), o ancora cercherà di accecare le nostre menti così da non farci riconoscere la verità (II Corinzi 4:4). Non solo, ma si intrufolerà in mezzo ai santi con "…dottrine di demoni…" (I Timoteo 4:1), con accuse sulle nostre vite, su chi siamo in Gesù, sui fratelli, ecc. Come lo farà? Seminando nella mente dubbi, confusioni e incomprensioni che noi dovremo immediatamente confrontare con la Parola di Dio per respingerli. Ogni volta che veniamo attaccati dobbiamo chiederci se ciò che riceviamo nella nostra mente provenga dal diavolo oppure dalle persone che ci stanno intorno e se sia in accordo o in disaccordo con la Parola di Dio. È importante inoltre non dimenticare che il diavolo usa le persone che ci stanno intorno per colpirci, soprattutto quelle a noi più vicine o che abbiano maggior influenza affettiva su di noi, sempre che essi si lascino manipolare. "…il nostro combattimento infatti non è contro sangue e carne ma contro i principati, contro le potenze, contro i dominatori di questo mondo di tenebre, contro le forze spirituali della malvagità, che sono nei luoghi celesti." Efesini 6:12


ALCUNE CARATTERISTICHE DELLE ARMI DA COMBATTIMENTO ARMI SPIRITUALI"…infatti le armi della nostra guerra non sono carnali, ma hanno da Dio il potere di distruggere le fortezze, poiché demoliamo i ragionamenti e tutto ciò che si eleva orgogliosamente contro la conoscenza di Dio..." II Corinzi 10:4-5aSono armi date da Dio.


ARMI DI LUCE "La notte è avanzata, il giorno è vicino; gettiamo dunque via le opere delle tenebre e indossiamo le armi della luce." Romani 13:12Se una persona inizia a fare battaglia spirituale e si trova nel peccato ne rimarrà ferita.


ARMI DI GIUSTIZIA "…con le armi della giustizia a destra e a sinistra..." II Corinzi 6:7blett: le armi di destra, offensive (la spada), e di sinistra, difensive (lo scudo). La giustizia di Dio è dunque la nostra arma di difesa e di attacco.

L’EUCARISTIA, SPERANZA DEL REGNO


di Pd Raniero Cantalamessa
in La Parola e la vita, Città Nuova 1990, pp. 273-274


Il «già» che l’Eucaristia celebra è la pienezza della grazia e della gioia messianica; essa ci ricorda che lo Sposo è già con noi (cf Mc 2,19).(...)Eppure, esso non è un banchetto chiuso e definitivo; c’è qualcosa di «inconcluso» in esso che affiora ogni istante. Si è come in quel festino di cui parla il Vangelo, in cui si aspetta che, da un momento all’altro, entri il re per vedere i commensali (Mt 22,11). È un banchetto che — come quello della notte dell’esodo — si consuma in piedi, con la cintura ai fianchi, come chi è in attesa di partire per la terra promessa. Ogni volta che mangiate di questo pane e bevete di questo calice, voi annunziate la morte del Signore, finché egli venga (1 Cor 11,26). (...) Istituendo l’Eucaristia, Gesù, per così dire, diede appuntamento alla sua Chiesa per un altro banchetto, quello che si sarebbe compiuto nel Regno di Dio (cf Mt 26,29). L’Apocalisse parla proprio di questo banchetto nuovo ed eterno, al quale l’Agnello ora aspetta la sposa: Scrivi: Beati gli invitati al banchetto di nozze dell’Agnello! (Ap 9,9). Per questo, dopo la consacrazione, noi diciamo: «Annunciamo la tua morte, Signore, proclamiamo la tua risurrezione, nell’attesa della tua venuta!». Non basta, naturalmente, che noi proclamiamo la nostra fede nel ritorno del Signore a parole soltanto, durante la Messa; anche in ciò, l’Eucaristia deve «invadere» la vita. È la nostra vita intera che deve proclamare che noi siamo in attesa che il Signore venga, e proclamarlo per il modo in cui sappiamo affaticarci e gioire nelle cose di quaggiù, mantenendo viva la fede e ardente la speranza nelle cose di lassù, dove Cristo ci aspetta. Non siamo solo noi, infatti, che aspettiamo il Signore; anche il Signore aspetta noi!