
mercoledì 27 novembre 2013
A VOLTE RITORNANO ....
Ma la cosa più "prodigiosa" è ricordare il dominio dell'account ed addirittura la pass per la gestione del blog.
Non so se c'è ancora in rete qualcuno dei più di 3mila fans del blog, ma vi piaccia o no, Jeshua è Risorto!
martedì 19 agosto 2008
IHOP international house of prayer - Kansas City US


Mike è il presidente della Forerunner School of Ministry (FSM),la Scuola di ministreo d’avanguardia, una scuola biblica a tempo pieno a Kansas City. La visione della FSM è, nel contesto della preghiera incessante di giorno e ndi notte, di formare 10000 leadre, musicisti e predicatori nella conoscenza di Dio in uniche e e potenti espressioni di amore. Mike è l’autore di diversi libri tra cui: Passion for Jesus, Growing in the Prophetic, The Pleasures of Loving God, After God's Own Heart, The Rewards of Fasting: Experiencing the Emotions and Power of God, a The Seven Longings of the Heart. Il so insegnamento pone l’enfasi su come crescere nella pasiione per Gesù attraverso l’intimità con Dio.
La missione IHOP-KC è
Il 10 Settembre 1999, è incominciato un incontro di preghiera che continua ancora oggi, dall’alba al crepuscolo, e attraverso le veglie della notte, la preghiera e l’adorazione continua 24 ore al giorno 7 giorni alla settimana da sei anni ed oltee.La stanza di preghiera è il cuore pulsante di tutto ciò che accade alla Casa di Preghiera IHOP. La Scrittura ci insegna che la preghiera di giorno e di notte è di importanza cruciale perché una città possa assistere alla pienezza di un risveglio. (Luca 18:1-7). Offriamo a Gesù adorazione incondizionata e chiediamo la manifestazione della giustizia in ogni area della vita. Maria di Betania adorò Gesù incondizionatamente versando sul suo corpo il profumo costoso contenuto nel suo vaso di alabastro. Per questo i discepoli la criticarono ma Gesù la lodò. E il nostro desiderio è adorare Gesù in questo modo, versando le nostre vite ai suoi piedi. Desideriamo che la IHOP-KC sia un luogo di incontro, un luogo di trasformazione personale, fresca rivelazione e formazione biblica, un luogo dove cuori sono liberati e corpi guariti; un luogo dove credenti si uniscono e si ricevono nuove direttive; un luogo dove ci si incontra per intercedere per un risveglio.
Ogni due ore comincia un nuovo incontro, ognuno dei quali rientra in una delle quattro forme di preghiera.
La Stanza di Preghiera contiene sedie e tavoli che tutti possono utilizzare nella preghiera, adorazione e studio personale, può ospitare 800 persone. Collegate alla Stanza di preghiera ci sono piccole stanze designate per la preghiera di guarigione, il ministerio profetico e pensate per l’intercessione per le nazioni. Mentre la prima può essere utilizzata a qualsiasi ora, per ricevere una ministrazione personale bisogna prendere un appuntamento all’accettazione. Inoltre nastri rossi sul pavimento dell’angolo di fronte a destra della stanza indicano un luogo per pregare specificamente per far cessare l’aborto in America.
Presso la nostra scuola ministeriale lo studio della Bibbia avviene in una fiorente Base missionaria animata dalla preghiera di giorno e di notte. Come conseguenza, la conoscenza intellettuale ottenuta in classe non è separata dalla ricerca dell’intimità con Dio, e la formazione teorica non è slegata dalla esperienza sul campo.
La nostra visione è preparare diecimila leaders, cantori, musicisti e predicatori nella conoscenza di Dio che esprimano l’amore in modo incondizionato e con passione, nel contesto della preghiera di giorno e di notte.
La Forerunner Music Academy desidera formare strumentisti e cantori al massimo delle loro potenzialità attraverso una preparazione musicale rigorosa, nel contesto della preghiera e dell’adorazione continua della Casa di Preghiera e della Forerunner Music of Ministry.
Molti worship leader amano Gesù e la musica eppure non hanno la rivelazione della potenza della musica profetica e dell’adorazione profetica. La nostra visione è vedere restaurata la musica nel luogo di gloria in cui Dio l’aveva destinata da sempre. Non dovremmo mai permettere che la musica sia ridotta ad un hobby, una carriera o semplicemente un modo carino di “riscaldare” i culti delle nostre chiese. Dio l’aveva da sempre intesa come il veicolo che ci trasporta nella Sua gloria.
Il Children's Equipping Center (CEC) è una delle colonne principali della Casa di Preghiera di Kansas City. Attraverso una collaborazione tra genitori e leader si propone di equipaggiare e passare alla futura generazione le realtà i valori e le priorità della preghiera ininterrotta, dell’adorazione e dell’intimità con Gesù.
Siamo un team di educatori che desiderano sviluppare e creare opportunità strategiche perché i bambini di ogni età siano rilasciati nella preghiera, nell’adorazione a Dio, la guarigione dei malati attraverso l’intercessione,l’imposizione delle mani, nella profezia, l’insegnamento, la carità ai poveri, la predicazione, l’insegnamento e la salvezza dei perduti. Il nostro movimento desidera vedere bambini che abbiano un desiderio appassionato di camminare nella pienezza di Dio e allo stesso tempo comprendere il desiderio che Dio ha per loro di camminare nella potenza dello Spirito Santo.
Onething™ ministries è un braccio della missione della Casa di Preghiera. Ha come scopo chiamare i giovani a ricercare “l’unica cosa che è necessaria” (Luca 10:42) l’ unico scopo delle loro vite. Teniamo varie conferenze in tutta la nazione ogni anno dove si impartisce la visione e si danno consigli pratici per come diventare il popolo che ricerca “una cosa”.
Nel Salmo 27:4 il re Davide pregava: “ una cosa cosa desidero e quella solo io ricerco, contemplare la bellezza del Signore…” questa è una preghiera centrale per ciò che stiamo cercando di coltivare per questa generazione. Immagina cosa potrebbe accadere se una generazione senza scopo si alzasse avendo una visione, coraggio, diventando così lampade ardenti e risplendenti. Cosa accadrebbe se un milione di giovani comprendesse profondamente le emozioni di Dio ed avesse una profonda consapevolezza dei tempi in cui siamo. E’ una richiesta troppo ardita? Un sogno troppo grande? Queste preghiere stanno aspettando una risposta, è l’unica cosa che desideriamo.
Gesù disse che negli ultimi giorni avremmo assistito ad un numero maggiore di guerre tumulti e disastri naturali (Matteo 24:6-8, Luca 21:10-11). Oggi queste cose stanno già avvenendo: sebbene in alcune nazioni vi sia pace e sicurezza, in altre assistiamo a terribili spargimenti di sangue, carestie e repressioni. Ma dovunque c’è una così grande calamità, Dio desidera suscitare un Giuseppe. Nel 1800 a.C. avvenne una carestia su scala mondiale e Dio suscitò Giuseppe: un uomo che era stato preparato specificamente da Dio per questo tempo, Dio lo usò per preservare la vita (Genesi 45:5); per portare la discendenza ordinata da Dio di una nuova super-potenza, per ideare il più grande metodo di trasferimento della ricchezza nella storia, che sarebbe finita nelle mani del popolo di Israele. Giuseppe era un uomo di integrità, un uomo d’affari molto dotato, era stato messo alla prova dal fuoco di Dio ed era diventato un uomo di grande umiltà. Giuseppe aveva compreso le strategie di Dio come i figli di Issacar, che comprendevano i tempi con la consapevolezza di quello che Israele avrebbe dovuto fare. (I Cronache 12:32). Inoltre Giuseppe era profetico. La Compagnia di Giuseppe è un gruppo di donne e di uomini con l’unzione di Giuseppe, persone che sono state preparate da Dio per essere nella nostra generazione come Giuseppe fu per la sua, per preservare la vita, per essere consapevoli delle volontà di Dio di trasferire benessere e potere.
Forerunner Media Group( Messaggero Gruppo Media)
Proclamare il messaggio della International House of Prayer( IHOP) attraverso musica, libri, media(TV) ed eventi
Come ministero di preghiera stiamo pregando e lottando affinchè nessuna malattia o male conosciuto all’uomo possa rimanere nel nostro mezzo.
Al IHOP-KC, ci sono cinque camere progettate nella stanza di preghiera per ministrare a coloro che hanno bisogno di guarigione.
per saperne di più alcuni indirizzi web utili:
giovedì 31 luglio 2008
IL TUO RIPOSO SI CAMBIERA' IN GIOIA

di Dionigi card. Tettamanzi Arcivescovo di Milano
Carissimi,
sono lieto di rivolgervi un augurio sincero e affettuoso per le vostre prossime vacanze: che per tutti voi siano un tempo di riposo dalle fatiche del lavoro o dello studio, un tempo da trascorrere nella serenità con i familiari e gli amici, un tempo soprattutto nel quale rinnovare e rinfrancare lo spirito, riscoprendo il gusto di quel silenzio interiore che dona pace al cuore e lo dispone all’ascolto della parola di Dio.
Un tempo per il riposo: ma quale riposo?
La vacanza estiva è dai più desiderata come un momento di pausa, e dunque di riposo, dai ritmi intensi, affannati e spesso frenetici della vita quotidiana. Il riposo però non coincide con il semplice “non far nulla” e non è sinonimo di un tempo vuoto da riempire comunque - con altro rumore o con divertimenti forzati -, ma trova la sua autenticità e importanza nell’essere un momento che permette la riscoperta delle cose essenziali, più belle e più vere della nostra vita, che riporta agli affetti più profondi e alle relazioni più significative, alla valorizzazione della bellezza della natura e dell’arte, al gusto di rivivere la calma del ritmo naturale del tempo.
Tutti noi abbiamo bisogno di un vero riposo: per il corpo e per l’anima, per tutta la persona, dunque, e in particolare per la sua interiorità. Solo così possiamo ritrovare il nostro “io” profondo e possederci in vera libertà. Come amava dire sant’Ambrogio: “La tua ricchezza è la tua coscienza; il tuo oro è il tuo cuore… Custodisci l’uomo che è dentro di te. Non trascurarlo, non averlo a noia come se non avesse valore, perché è un possesso prezioso” (De officiis, 1,11).
Non apparirà allora strano affermare che una delle modalità centrali per vivere in modo autentico il tempo del riposo è il silenzio. E’ troppo il rumore assordante che ci avvolge; sono troppi i messaggi e le richieste, troppe le proposte e le urgenze che ci riempiono disordinatamente. C’è bisogno di silenzio, ossia di quella calma interiore che sola sa fare ordine nel caos degli impegni, ci fa riconoscere ciò che è essenziale e decisivo nella vita, ci rende interiormente liberi, ci apre alla preghiera e alla contemplazione dei doni – nel creato, nelle opere dell’uomo, nel cuore di ciascuno - che l’amore di Dio sparge senza sosta e senza misura.
Nel silenzio potremo anche – ma qui sta il vertice del nostro vivere - ascoltare la parola di Dio. Le forme non si contano: ognuno, in un certo senso, ha la propria strada. Vorrei però con molta semplicità offrire per questo tempo di riposo il suggerimento di leggere qualche libro della Sacra Scrittura per conoscere le grandi opere che Dio ha compiuto per il suo popolo. Sentirete che quelle pagine sono vive, che ancora parlano al vostro cuore e alla vostra vita, perché siamo noi oggi il popolo di Dio, un popolo che non può mai perdere la speranza, fondata come è sull’amore intramontabile e incondizionatamente fedele di Dio.
Un tempo per “viaggiare con gli occhi del cuore”
Il tempo del riposo non poche volte si coniuga anche con il tempo del “viaggiare”. E così per alcuni di voi la vacanza potrà comportare l’esperienza del visitare Paesi e popoli lontani. E’ un’occasione preziosa di cui far tesoro, questa, perché l’incontro con culture diverse dalla nostra ci apre più facilmente alle dimensioni del mondo.
Faccio mio l’invito di Giovanni Paolo II a “viaggiare con gli occhi del cuore”. Si tratta di imparare a conoscere, rispettare, valorizzare ogni cultura e a dialogare con essa. Il ritorno a casa potrà allora essere arricchito da un rinnovato spirito di comprensione, di accoglienza, di solidarietà e di tolleranza nei confronti di coloro che, magari da quegli stessi Paesi che abbiamo visitato, sono venuti ad abitare e lavorare presso di noi. “Viaggiare con gli occhi del cuore” significa anche non restare insensibili davanti alle preoccupanti forme di povertà che si possono incontrare. Ci si immette così sulla via di una crescita in noi di un più alto senso di responsabilità, di giustizia e di solidarietà verso il fratello, lontano o vicino, che ci chiede pane e acqua.
E come noi, così anche altri viaggiano in tempo di vacanza. E dunque veniamo sollecitati a ricevere quanti scelgono la nostra Regione, il nostro Paese come luogo del loro riposo. Sì, le nostre comunità e noi per primi diamoci da fare perché chi viene possa sentirsi accolto, desiderato, amati. Con le tante bellezze del nostro territorio, possa ricevere il nostro sorriso e la nostra affabilità. E nell’esperienza d’amicizia che può nascere e svilupparsi in questi incontri sentiamoci chiamati a testimoniare la fraternità che viene dal Vangelo e che si esprime nel reciproco “scambio di doni”, a cominciare dalle ricchezze interiori.
A ciascuno di voi, per una vacanza ricca di sapienza, rivolgo l’invito del libro sacro: «Seguine le orme e cercala, ti si manifesterà; e una volta raggiunta, non lasciarla. Alla fine troverai in lei il riposo, ed essa ti si cambierà in gioia» (Siracide 6, 27-28).
mercoledì 30 luglio 2008
FRANCESCO IL POVERO MISTICO

1598 49. Non deve stupire che il fuoco e le altre creature talvolta lo onorassero. Come abbiamo visto noi, vissuti con lui, Francesco aveva un grande affettuoso amore e rispetto per esse, e gli procuravano tanta gioia. Dimostrava a tutte le creature così spontanea pietà e comprensione che quando taluno le trattava senza riguardi, egli ne soffriva. Parlava con esse con così grande letizia, intima ed esteriore come ad esseri dotati di sentimento, intelligenza e parola verso Dio, che molto spesso, in quei momenti, egli era rapito nella contemplazione di Dio.
Amati fratelli desidero sottoporre al vostro cuore questi brani tratti dalla Leggenda Perugina (libro del medioevo sulla vita di Francesco d’Assisi) per sottolineare l’esperienza mistica di un uomo che è spesso visto solo come il magistrale compositore del “cantico delle creature” o tutto al più come di colui il quale parlava con gli animali. Si voglia considerare che il prodigio di una familiarità con gli elementi e le creature era propria del Signore Gesù virtù per tanto donata a tutti coloro che sono suoi amici
In verità, in verità vi dico: anche chi crede in me, compirà le opere che io compio e ne farà di più grandi, perché io vado al Padre. (Gv 14,12)
L’esperienza umana di Francesco è quindi principalmente un’esperienza mistica che attinge forza dall’intensa intimità con il Suo Signore, non si può assolutamente prescindere le due cose. Non è credibile chi compie prodigi senza trascorrere un solo attimo intenso d’amore con l’Amato e non sono credibili opere e parole prive di Spirito Santo perché ...
la bocca parla dalla pienezza del cuore. (Lc 6,45)
tutto ciò che di prodigioso ha compiuto Francesco non và però visto come un traguardo per la nostra vita spirituale, infatti il nostro scopo è il Volto di Cristo non le Sue mani.
Rapisca, ti prego, o Signore,l'ardente e dolce forza del tuo amore la mente miada tutte le cose che sono sotto il cielo, perché io muoia per amore dell'amor tuo, come tu ti sei degnato morire per amore dell'amor mio. (preghiera di Francesco d'Assisi)
Dunque, ciò che ci piace sottolineare e proclamare è la straordinaria intimità di quest’uomo con il Cristo che lo rende, sicuramente il più profondo del periodo, ma tra i più mistici della storia della chiesa tutta. Difficilmente l’umanità si è spinta nello Spirito a tanto, difficilmente un’anima così insoddisfatta della propria condizione umana, pur accettandola con moltà umiltà, ha osato varcare la porta dell’inverosimile, dell’impossibile, del misticismo puro senza compromessi… Quello che dobbiamo ammirare ed imitare di Francesco è senza dubbio la virtù più alta ed il suo livello spirituale che in così breve tempo questo giovane (dai 22 anni ai 44) in soli 20 anni di cammino ha ottenuto. La sua ascesi non è stato un pio esercizio di bassa religiosità o mero bigottismo fatto di preghierine o di liturgie sterili ma è stata forgiata nel fuoco della sofferenza e del dolore, costruita minuto dopo minuto e lacrima dopo lacrima, perché la scelta di vedere Dio in volto su questa terra non può non passare per la morte ed il dolore.
Mosè sulla montagna gli disse: «Mostrami la tua Gloria!».
Rispose: «Farò passare davanti a te tutto il mio splendore e proclamerò il mio nome: Signore, davanti a te. Farò grazia a chi vorrò far grazia e avrò misericordia di chi vorrò aver misericordia». Soggiunse: «Ma tu non potrai vedere il mio volto, perché nessun uomo può vedermi e restare vivo». Aggiunse il Signore: «Ecco un luogo vicino a me. Tu starai sopra la rupe: quando passerà la mia Gloria, io ti porrò nella cavità della rupe e ti coprirò con la mano finché sarò passato. Poi toglierò la mano e vedrai le mie spalle, ma il mio volto non lo si può vedere». (Es 33,13-23)
Ma a Francesco non bastava il favore di Dio, non bastavano i rapimenti estatici in cui l’Eterno consolava il suo cuore, non bastavano le frequentazioni angeliche a rallegrare la sua malattia, era un insaziabile "avido" di Dio. Tutta la sua vita fu un continuo spingersi più in là, varcare nuovi orizzonti nello spirito, avanzare e oltrepassare i limiti della sua carnalità, della sua condizione umana, della sua povera corporalità e ad un certo punto osò. Chiese l’inimmaginabile, formulò una domanda che nella storia del cristianesimo non fu e non sarà mai più formulata da nessuno soprattutto per le atroci conseguenze … la sua follia d’amore esagerò, ma la sua intimità, la sua amicizia, il suo profondo e radicale rapporto con il suo Re era talmente tale che ottenne ciò che chiedeva, non tanto perché ebbe l'ardire di chiederlo ma perché era l’unico che potesse sopportare il peso di quella croce portata da Gesù che non fu mai poggiata prima né mai fu ripoggiata poi …
… "O Signore mio Gesù Cristo, due grazie ti priego che tu mi faccia, innanzi che io muoia: la prima, che in vita mia io senta nell’anima e nel corpo mio, quanto è possibile, quel dolore che tu, dolce Gesù, sostenesti nella ora della tua acerbissima passione, la seconda si è ch' io senta nel cuore mio, quanto è possibile, quello eccessivo amore del quale tu, Figliuolo di Dio, eri acceso a sostenere volentieri tanta passione per noi peccatori”.
Questo incendio dello Spirito è possibile, è necessario, è doveroso ! Tutti noi possiamo anelare all’esperienza di Francesco perché egli è "solo" un figlio di Dio Altissimo e non un’angelo venuto dal cielo. L’intimità con Dio è quindi la fonte ed il motore di ogni vita spirituale ed il tempo trascorso con l’Amore è la medicina che guarisce e lenisce la nostra sofferenza, la nostra malattia e la nostra incredulità. Più siamo con Dio più riceviamo amore, più gurdiamo il SuoVolto più gli assomiglieremo, più ascolteremo la Sua Voce più parleremo per Lui …
Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime. Il mio giogo infatti è dolce e il mio carico leggero».(Mt 11,28-30)
giovedì 26 giugno 2008
GUARDAI A LUNGO I SUOI OCCHI

"Avevo un ottimo rapporto con il Signore. Gli chiedevo delle cose, conversavo con lui, lo lodavo, lo ringraziavo...
Ma avevo sempre la sgradevole sensazione che lui volesse che lo guardassi negli occhi... E io non lo facevo. Gli parlavo, ma distoglievo lo sguardo quando sentivo che mi stava guardando.
Distoglievo sempre lo sguardo. E sapevo perché. Avevo paura. Pensavo che avrei trovato nei suoi occhi l'accusa di un qualche peccato di cui non mi ero pentito. Pensavo che avrei trovato una richiesta nei suoi occhi: ci sarebbe stato qualcosa che lui voleva da me, e che io non volevo dargli.
Un giorno finalmente mi feci coraggio e guardai. Non c'era nessuna accusa. Non c'era nessuna richiesta. Gli occhi dicevano solo: "Ti amo". Guardai a lungo in quegli occhi. Li scrutai. Ma il solo messaggio era: "Ti amo".
Ed io uscii e, come Pietro, piansi."
mercoledì 18 giugno 2008
RIESCI AD ASCOLTARE LA VOCE DI CRISTO NELLA TUA VITA?

LE ARMI DELLA BATTAGLIA

IN PRIMA ANALISI VI SONO TRE PUNTI FONDAMENTALI DA STABILIRE:
- L'armatura è di Dio, quindi è Lui che ci provvede ogni pezzo.
- Noi non sappiamo quando arriverà il giorno malvagio, perciò dobbiamo indossare sempre l'armatura di Dio.
- Tutti i pezzi dell'armatura rappresentano armi da difesa ad eccezione della spada dello Spirito che è arma di attacco.
CINTI I FIANCHI CON LA VERITÀ (v.14)
Il primo attacco è quello contro la verità di Dio, contro ciò che Dio proclama. È dai tempi dell'Eden che Satana cerca di conquistare l'uomo con la menzogna, l'inganno e le mezze verità. "Voi siete figli del diavolo, che è vostro padre, e volete fare i desideri del padre vostro. Egli è stato omicida fin dal principio e non si è attenuto alla verità, perché non c'è verità in lui. Quando dice il falso, parla di quel che è suo perché è bugiardo e padre della menzogna." Giovanni 8:44
Cosa significa avere cinti i fianchi della verità? Ai tempi biblici la tunica era un indumento usato sia dagli uomini che dalle donne, l'unica differenza era che gli uomini usavano una tunica fino alle caviglie e in genere di un solo colore, ricamata ai bordi e al collo: "Quando gli uomini dovevano lavorare o correre sollevavano il fondo della tunica e lo infilavano nella cintura per acquistare maggiore libertà di movimento. Si diceva "cingersi i fianchi", e tale espressione divenne una metafora per indicare l'essere pronti. Ad esempio, Pietro raccomanda di aver le idee chiare invitando i cristiani a "cingersi i fianchi" della mente (I Pietro 1:13, testo latino). Anche le donne sollevavano l'orlo della tunica quando dovevano trasportare oggetti da un luogo all'altro (Usi e costumi di tempi della Bibbia, pag.14 - Ralph Gower, Elle Di Ci) Anche le Scritture confermano: "Mangiatelo in questa maniera: con i vostri fianchi cinti, con i vostri calzari ai piedi e con il vostro bastone in mano; e mangiatelo in fretta: è la Pasqua del Signore." Esodo 12:11 Quindi bisogna cingersi i fianchi con la verità ed essere pronti a proclamare la verità di Dio. Gesù afferma: "Santificali nella verità: la tua parola è verità". Giovanni 17:17Allora cingiamoci con la verità attraverso lo studio, la meditazione, la confessione e l'ubbidienza alla Parola di Dio.
LA CORAZZA DELLA GIUSTIZIA (v.14) L'attacco in quest'area si manifesterà sottoforma di accusa, condanna e orgoglio, cercherà di colpire i nostri sentimenti. Satana cercherà di accusarci davanti a noi stessi e di accusare Dio e i fratelli, lanciando su di noi sentimenti di colpa anche per i peccati già confessati e quindi già perdonati. La Parola di Dio in Romani 8:1 dichiara: "Non c'è dunque più nessuna condanna per quelli che sono in Cristo Gesù…" Egli cercherà anche di investirci con orgoglio spirituale, con "bontà personale", così da portarci a peccare contro Dio, contro i fratelli, la Chiesa, le nostre autorità, ecc. In genere quando accettiamo queste cose per noi è arrivato il giorno malvagio. Dobbiamo dunque essere custoditi dalla giustizia di Dio, credendo che tutto ciò che abbiamo è frutto della Sua bontà, non permettendo che il diavolo ci accusi o ci condanni, perché siamo già stati giustificati da ogni fallo e delitto."…vale a dire la giustizia di Dio mediante la fede in Gesù Cristo, per tutti coloro che credono - infatti non c'è distinzione…" Romani 3:22 "essi, che hanno mutato la verità di Dio in menzogna e hanno adorato e servito la creatura invece del Creatore, che è benedetto in eterno. Amen. Perciò Dio li ha abbandonati a passioni infami: infatti le loro donne hanno cambiato l'uso naturale in quello che è contro natura…" Romani 1:25-26
LE CALZATURE AI PIEDI (lo zelo per propagare il Vangelo della pace) (v.15) Qui l'attacco avviene in forma di persecuzione e disanimo per soffocarci e toglierci dal territorio di Dio, provocando passività, cadute in compromessi, ed ogni altra cosa, pur di portarci ad una posizione di comodità. Il compromesso con il peccato o la semplice passività sono tattiche molto usate dal nemico. Molti credenti nelle Chiese sono passivi e accettano tutto ciò che succede loro senza reagire e combattere per ciò che posseggono. Uno dei primi frutti che si manifestano nella nostra vita cristiana quando veniamo a Gesù, è lo zelo per la propagazione del Vangelo. Infatti desideriamo che i nostri famigliari, amici, colleghi e tutto il mondo conoscano come noi i benefici della salvezza e l'immensa gioia che questa porta, ma subdolamente Satana innalza qualcuno per diffamarci, per darci dei "pazzi", per scoraggiarci o ancora, per mettere persone ambigue sul nostro cammino, proponendoci anche ottime occasioni lavorative o qualsiasi altra attrattiva pur di distrarci e portarci via il nostro zelo. Questa forma di attacco purtroppo non si manifesta solo nella vita dei neofiti, ma in modo continuo nella vita di ogni singolo credente.Il profeta Ezechiele menziona l'ozio e la vita facile tra i peccati di Sodoma ("Ecco, questa fu l'iniquità di Sodoma, tua sorella: lei e le sue figlie vivevano nell'orgoglio, nell'abbondanza del pane, e nell'ozio indolente; ma non sostenevano la mano dell'afflitto e del povero." Ezechiele 16:49).Certamente questa non è la volontà di Dio per noi, per questo dobbiamo difenderci mantenendo i nostri cuori pieni di zelo per la propagazione del Vangelo, non accettando nulla di meno nelle nostre vite di un cuore che bruci per Dio e per la salvezza delle anime. Tutto ciò allontanerà da noi questo tipo di attacco. Ricordiamoci che le calzature dello zelo coprono i piedi e questo significa che senza zelo non possiamo correre bene. Se il diavolo riesce a rubarcelo saremo fermati.
LO SCUDO DELLA FEDE (v.16)La Bibbia dichiara "Or senza fede è impossibile piacergli; poiché chi si accosta a Dio deve credere che egli è, e che ricompensa tutti quelli che lo cercano". Ebrei 11:6 "…poiché in esso la giustizia di Dio è rivelata da fede a fede, com'è scritto: 'Il giusto per fede vivrà'." Romani 1:17 "Poiché tutto quello che è nato da Dio vince il mondo; e questa è la vittoria che ha vinto il mondo: la nostra fede." I Giovanni 5:4 . È chiaro che Satana cercherà di minare la nostra fede in modo da non essere più graditi a Dio e non potere più adempiere alla sua volontà di vivere per fede e di vincere il mondo. L'attacco maligno in questo caso avverrà attraverso l'incredulità, il dubbio e le paure. Lo scudo è l'arma di difesa più importante perché se usato bene può proteggere anche tutto il corpo. Questo attacco alla nostra fede può avvenire in svariati modi: con l'incredulità, il dubbio e le paure. La Bibbia dice che la fede è certezza (Ebrei 1:1), perciò noi rimaniamo fermi su questa certezza acquisita attraverso la Parola di Dio per resistere agli attacchi maligni ("Resistetegli stando fermi nella fede, sapendo che le medesime sofferenze affliggono i vostri fratelli sparsi per il mondo." I Pietro 5:9).
L'ELMO DELLA SALVEZZA (v.17) L'elmo della salvezza ci parla di un attacco nella mente. La mente è la sede dell'anima dove risiedono le nostre emozioni, i desideri, la volontà, ecc. ed è proprio nella nostra mente che Satana cercherà di intrufolarsi con i suoi pensieri per farci pensare in modo carnale, facendoci desiderare il mondo dei sensi invece del mondo dello Spirito. Per difenderci da questi attacchi dovremo continuamente ricordarci che la salvezza è totale e che comprende anche l'anima. La nostra mente viene rinnovata di continuo e dal momento in cui accettiamo Gesù il destino della nostra anima è la salvezza, quindi non dobbiamo permettere a nessun tipo di pensiero che non sia in accordo con la Parola di Dio di occupare le nostre menti. Così facendo saremo protetti dagli intenti maligni. "Quindi, fratelli, tutte le cose vere, tutte le cose onorevoli, tutte le cose giuste, tutte le cose pure, tutte le cose amabili, tutte le cose di buona fama, quelle in cui è qualche virtù e qualche lode, siano oggetto dei vostri pensieri." Filippesi 4:8
LA SPADA DELLO SPIRITO, LA PAROLA DI DIO (v.17) La spada rappresenta chiaramente un'arma di attacco ed è l'unica arma di attacco presente nell'armatura del credente. Dato che dunque dobbiamo attaccare, lasciamo ogni dubbio sulla Parola di Dio. Il diavolo cercherà sempre di rubare la Parola di Dio dai nostri cuori, così che non produca frutto (Matteo 13:19), o ancora cercherà di accecare le nostre menti così da non farci riconoscere la verità (II Corinzi 4:4). Non solo, ma si intrufolerà in mezzo ai santi con "…dottrine di demoni…" (I Timoteo 4:1), con accuse sulle nostre vite, su chi siamo in Gesù, sui fratelli, ecc. Come lo farà? Seminando nella mente dubbi, confusioni e incomprensioni che noi dovremo immediatamente confrontare con la Parola di Dio per respingerli. Ogni volta che veniamo attaccati dobbiamo chiederci se ciò che riceviamo nella nostra mente provenga dal diavolo oppure dalle persone che ci stanno intorno e se sia in accordo o in disaccordo con la Parola di Dio. È importante inoltre non dimenticare che il diavolo usa le persone che ci stanno intorno per colpirci, soprattutto quelle a noi più vicine o che abbiano maggior influenza affettiva su di noi, sempre che essi si lascino manipolare. "…il nostro combattimento infatti non è contro sangue e carne ma contro i principati, contro le potenze, contro i dominatori di questo mondo di tenebre, contro le forze spirituali della malvagità, che sono nei luoghi celesti." Efesini 6:12
ALCUNE CARATTERISTICHE DELLE ARMI DA COMBATTIMENTO ARMI SPIRITUALI"…infatti le armi della nostra guerra non sono carnali, ma hanno da Dio il potere di distruggere le fortezze, poiché demoliamo i ragionamenti e tutto ciò che si eleva orgogliosamente contro la conoscenza di Dio..." II Corinzi 10:4-5aSono armi date da Dio.
ARMI DI LUCE "La notte è avanzata, il giorno è vicino; gettiamo dunque via le opere delle tenebre e indossiamo le armi della luce." Romani 13:12Se una persona inizia a fare battaglia spirituale e si trova nel peccato ne rimarrà ferita.
ARMI DI GIUSTIZIA "…con le armi della giustizia a destra e a sinistra..." II Corinzi 6:7blett: le armi di destra, offensive (la spada), e di sinistra, difensive (lo scudo). La giustizia di Dio è dunque la nostra arma di difesa e di attacco.
L’EUCARISTIA, SPERANZA DEL REGNO

Il «già» che l’Eucaristia celebra è la pienezza della grazia e della gioia messianica; essa ci ricorda che lo Sposo è già con noi (cf Mc 2,19).(...)Eppure, esso non è un banchetto chiuso e definitivo; c’è qualcosa di «inconcluso» in esso che affiora ogni istante. Si è come in quel festino di cui parla il Vangelo, in cui si aspetta che, da un momento all’altro, entri il re per vedere i commensali (Mt 22,11). È un banchetto che — come quello della notte dell’esodo — si consuma in piedi, con la cintura ai fianchi, come chi è in attesa di partire per la terra promessa. Ogni volta che mangiate di questo pane e bevete di questo calice, voi annunziate la morte del Signore, finché egli venga (1 Cor 11,26). (...) Istituendo l’Eucaristia, Gesù, per così dire, diede appuntamento alla sua Chiesa per un altro banchetto, quello che si sarebbe compiuto nel Regno di Dio (cf Mt 26,29). L’Apocalisse parla proprio di questo banchetto nuovo ed eterno, al quale l’Agnello ora aspetta la sposa: Scrivi: Beati gli invitati al banchetto di nozze dell’Agnello! (Ap 9,9). Per questo, dopo la consacrazione, noi diciamo: «Annunciamo la tua morte, Signore, proclamiamo la tua risurrezione, nell’attesa della tua venuta!». Non basta, naturalmente, che noi proclamiamo la nostra fede nel ritorno del Signore a parole soltanto, durante la Messa; anche in ciò, l’Eucaristia deve «invadere» la vita. È la nostra vita intera che deve proclamare che noi siamo in attesa che il Signore venga, e proclamarlo per il modo in cui sappiamo affaticarci e gioire nelle cose di quaggiù, mantenendo viva la fede e ardente la speranza nelle cose di lassù, dove Cristo ci aspetta. Non siamo solo noi, infatti, che aspettiamo il Signore; anche il Signore aspetta noi!