venerdì 16 marzo 2007

IL PECCATO ... ORIGINE DI OGNI MALE!

Molte volte ho discusso con cristiani che hanno una vita caotica e che mi dicono che tutto gli crolla addosso nonostante le loro preghiere e la loro attività religiosa. Spesso ho detto loro di guardarsi nel cuore e di riconciliarsi con Jeshua e soprattutto di non dare alcuna alternativa al proprio peccato anche perchè si dona al nemico un diritto "legale" a delinquere sulla nostra libertà di vivere nelle benedizione di Dio. A proposito ho selezionato un articolo di David Wilkerson che mi sembra utile....

Come possono quelli che dicono di amare Gesù continuare a peccare intenzionalmente? Come seguaci di Cristo, affermiamo di essere liberi dal potere del peccato. Testimoniamo che la croce ci ha del tutto redenti dai legami dell'iniquità. Eppure moltitudini di credenti oggigiorno continuano a restare attaccati a concupiscenze, abitudini, risentimenti, amarezze.
Vi chiederete: dove sono questi Cristiani? Sono ovunque intorno a voi. Li potete trovare ad adorare in chiesa ogni domenica. Alzano le loro mani in adorazione a Dio per averli liberati. Testimoniano agli altri del potere di Cristo che ha spezzato tutte le loro schiavitù. Ma non lasciano andare quel peccato che portano in sè.
Tristemente, molti simili Cristiani credono che niente può spezzare il giogo del peccato su di loro. Essi provano ogni metodo conosciuto per liberarsi dalla loro schiavitù, ma neppure le molte preghiere, i consigli o i sermoni di condanna sembrano essere d'aiuto. Il loro peccato continua a intrecciarsi attorno al loro cuore come un serpente, fino a quando ha un controllo completo sulla loro vita. E finiscono trascinandosi dietro un terribile carico di colpa e condanna.
Paolo chiede, "Che diremo dunque? Rimarremo nel peccato, affinchè abbondi la grazia? Niente affatto! Noi che siamo morti al peccato, come vivremo ancora in esso?" (Romani 6:1-2). Paolo si domanda, "Noi abbiamo ricevuto tali incredibili benedizioni in Cristo. Siamo stati battezzati in Lui, seppelliti e risuscitati con Lui, conformati a una morte come la Sua. Dunque, come possiamo continuare a peccare?"
Il fatto è che più tempo concediamo a quel nostro peccato ossessionante, più diventa forte la sua presa su di noi. E' un cancro che si diffonde attraverso l'intero nostro essere, contaminando tutti i nostri pensieri e le nostre azioni. Il suo potere deteriorante porta distruzione in ogni area delle nostre vite - dal nostro cammino con Cristo, alle nostre relazioni, a ogni cosa che tocchiamo.
Inoltre, il peccato non muore mai da solo. Se non viene sradicato e distrutto, esso raggiunge il trono stesso della tua vita. Prima intacca la tua coscienza, facendoti perdere del tutto il discernimento. La differenza tra il bene il male diventa offuscata e confusa. Quindi, la voce del peccato raggiunge il tuo orecchio. Lentamente, inizia a giustificarti per la tua concupiscenza - perfino dandoti riferimenti scritturali per convincerti. Alla fine, diventi "a prova di sermone" - nel senso che non reagisci più all'opera di convincimento dello Spirito Santo.
Puoi conoscere dei Cristiani che si trovano in questa orribile condizione. Prendono le proprie difese non appena gli si rinfaccia la concupiscenza del loro cuore. Essi affermano, "Quello che sto facendo non è sbagliato. Ho pregato, e lo Spirito Santo mi ha detto che non sto peccando." Eppure sai molto bene che il comportamento di quella persona contraddice la Parola di Dio.
Secondo il patto di Dio, lo Spirito Santo ci dà la forza di vivere vittoriosamente sul diavolo. Egli ci dà tutte le risorse di cui abbiamo bisogno per rovesciare il dominio del maligno sulle nostre vite. Egli ci dà anche la "volontà di obbedire" al volere del Signore.
Eppure la promessa del nuovo patto di Dio, di spezzare ogni legame e liberare ogni prigioniero è intesa solo per quelli che odiano il loro peccato. Perchè lo Spirito Santo dovrebbe dare la Sua forza a qualcuno che non vede il suo peccato come un problema serio?
Se pensi che lo Spirito Santo ti libererà dalla morsa del peccato senza la tua piena cooperazione, ti stai sbagliando. Dio non voglia che i Cristiani restino a indulgere alle loro concupiscenze aspettando che lo Spirito Santo le tolga da loro. Un tale insegnamento non solo incoraggia i Cristiani a peccare, ma travisa le promesse del nuovo patto di Dio.
Di David Wilkerson 30 Marzo 2000
Se non ne hai abbastanza ti consiglio VIVAMENTE questo sito (cattolico) che fa un'ottima disanima delle problematiche generazionali sul peccato e suggerisce una preghiera finale che ti potrà aiutare! Coraggio non essere pigro/a la salvezza stà passando è possibile che attraverso queste letture ci sia la chiave che ti aprirà le porte di una nuova comprensione nello Spirito Santo e farai un'importante passo nella tua fede ... fidati e ti sorprenderai!

mercoledì 14 marzo 2007

IL VERO RISVEGLIO

Tutti i segni di vita sono apprezzabili anche se sono febbrili e passeggeri. Non giudichiamo frettolosamente qualsiasi movimento religioso, ma dobbiamo purtroppo osservare che molti dei cosiddetti risvegli di lunga durata producono più male che bene. Sono una specie di gioco d'azzardo religioso che ha affascinato molti e non ha favorito la manifestazione della vera spiritualità. Per frenare, però, le contraffazioni non dobbiamo svalutare il metallo autentico. Dobbiamo soprattutto desiderare che il Signore mandi un risveglio vero e duraturo della vita spirituale. Abbiamo bisogno di un'opera soprannaturale dello Spirito Santo, che infonda potenza nella predicazione della Parola, che ispiri tutti i credenti con energia celeste e produca i suoi effetti solenni sui cuori dei negligenti perché si rivolgano a Dio e vivano. Non vogliamo essere ebbri col vino dell'eccitazione carnale, ma desideriamo essere ripieni dello Spirito Santo. Vogliamo contemplare il fuoco che scende dal cielo in risposta alle preghiere ferventi ed efficaci dei santificati. Allora potremo implorare il Signore nostro Dio perché stenda il Suo braccio santo dinanzi a tutto il Suo popolo in quest'era di vanità e di decadenza.

Desideriamo un risveglio della sana dottrina biblica

Purtroppo oggi quasi ogni fondamentale dottrina cristiana è screditata con cura da coloro che dovrebbero esserne i difensori. Non v'è verità più preziosa per l'anima che non sia poi negata nella pratica da coloro che professano di proclamarla. È evidente che abbiamo bisogno di un risveglio della predicazione "antica" dell'Evangelo. Le Scritture debbono essere considerate ancora come il fondamento infallibile di tutti gli insegnamenti cristiani. La caduta, la redenzione e la rigenerazione dell'umanità debbono essere esposti in termini inequivocabili.

Il vero risveglio comincia con la devozione personale

Abbiamo bisogno con urgenza di tornare alla devozione personale. Questo, in maniera assoluta, è il segreto della prosperità della Chiesa. Quando individui vengono meno nella loro fermezza, la Chiesa è sballottata qua e là; quando, invece, la fede personale è salda, la Chiesa rimane fedele al suo Signore. Il futuro della fede si fonda sulla verità, sulla devozione e sulla spiritualità personali. Ci conceda il Signore dei credenti veramente santi, vivificati e ripieni dello Spirito Santo, consacrati a Dio e santificati dalla Sua verità. Fratelli, se la Chiesa deve essere vivente ognuno di noi deve essere vivente; dobbiamo vivere "IN" Dio se desideriamo di esserGli graditi, Egli farà prosperare l'opera nostra. Uomini e donne santificati sono il sale della società, i "salvatori" dell'umanità.

Il vero risveglio comincia nelle nostre case

Desideriamo con determinazione un risveglio della "religione domestica". Nel passato la famiglia cristiana è stata il baluardo della vera fede, ma in questi giorni malvagi la maggioranza delle case nominalmente cristiane non svolgono più il culto di famiglia, non esercitano più alcuna influenza sui figli che crescono e non impartiscono loro più alcuna disciplina o istruzione biblica. Come possiamo veder prosperare il Regno del nostro Signore quando i Suoi discepoli non insegnano il Suo Evangelo ai propri figli? Fratelli, sorelle in Cristo, siate diligenti in quello che imparate, attuate ed insegnate: la Parola di Dio! Siano le nostre famiglie istruite nel timore di Dio e ognuno di noi sia "santità al Signore". Difendetene l'intimità e custoditene la spiritualità. Meglio genitori leader che leader che hanno rinunciato al loro vero mandato di ministrare i figli. Soltanto così saremo saldi come rocce dinanzi alla marea montante dell'errore e dell'empietà.

Il vero risveglio manifesta una potenza vigorosa e consacrata

Desideriamo anche un Risveglio di potenza spirituale, vigorosa e consacrata alla vera devozione. Imploriamo il Signore perché possiamo ottenere uno dei risultati più importanti. Abbiamo bisogno di santi. Abbiamo bisogno di menti sensibili, istruite nel coltivare un'elevata forma di vita spirituale, che sia conseguenza del profondo dialogo nell'intimità della comunione con Dio. I santi acquistano nobiltà dal proprio costante ricorso al luogo dove il Signore si incontra con loro. Là possono anche acquistare potenza nella preghiera della quale tanto abbiamo bisogno! Quanto sarebbe importante avere dei nuovi "Elia", per la fede dei quali le finestre del cielo potrebbero essere chiuse o aperte. Questa potenza non viene da un impegno occasionale, ma è il risultato di una vita costantemente consacrata a Dio! Se la nostra vita è spesa tutta in pubblico, sarà soltanto un'esistenza futile, evanescente ed inefficace; ma se, invece, è vissuta in un profondo dialogo con Dio in segreto, allora saremo veramente forti. Soltanto chi è un principe di Dio, avrà un alto rispetto dagli uomini, che riconosceranno il rango della vera nobiltà. Non facciamo affidamento su noi stessi; studiamoci, invece, di rimanere saldi sul fondamento della vera fede nel Signore Gesù. Nessuno di noi dipenda mai sul fondamento povero, debole e meschino dell'uomo! Come credenti desideriamo essere come quei solidi edifici delle famiglie ricche che durano di generazione in generazione e diventano punto di riferimento nel Paese. Non costruzioni di canne e calce, ma edifici costruiti solidamente che sopportano tutte le stagioni e sfidano il tempo. Se avremo un "manipolo" di cristiani "saldi, incrollabili, sempre abbondanti nell'opera del Signore", la gloria della grazia di Dio si manifesterà chiaramente, non soltanto in loro, ma anche in quanti li circondano. Il Signore ci mandi un risveglio di forza consacrata e d'energia celeste!

Il vero risveglio nella vera conversione

Predicate con i vostri atti se non potete farlo con le vostre parole. Quando i membri della nostra Chiesa manifesteranno i frutti della vera devozione, avremo presto richieste per l'albero che produce tale frutto. La Pentecoste è iniziata con l'adunanza di santi, poi si è manifestata la raccolta dei peccatori. È iniziata soltanto con "una riunione di preghiera", ma è terminata con un grande battesimo di migliaia di convertiti. La preghiera dei credenti possa agire come un sentiero su cui s'incamminino i perduti! Ogni adunanza di fedeli possa essere un'esca per attrarre altri a Gesù! Possano molte anime correre a Lui perché vedono altri camminare speditamente sulla stessa via. "Signore, ci allontaniamo da coloro che ritengono passata l'epoca dei miracoli e ci volgiamo a Te e imploriamo per loro e per noi il Tuo saggio ed amabile Spirito! Signore convertili e saranno convertiti! Ti preghiamo che un vero risveglio inizi con la loro conversione; che si spanda in tutte le nostre case e si diffonda di chiesa in chiesa, finché tutto il mondo possa essere infiammato col fuoco che scende dal cielo!".
C. H. Spurgeon

lunedì 12 marzo 2007

Il canto dei bambini

Il canto dei bimbi. «Osanna al Figlio di Davide!». Che vuol dire: «Tu sei il Messia che aspettavamo, tu sei il re di Israele!». Ci sembra strano che siano proprio dei bimbi che cantano a Gesù per rendergli testimonianza. Nel tempio di Gerusalemme, pieno di ebrei religiosi, di sacerdoti, di scribi coltissimi, sono i bambini che si accorgono dei segni di Gesù, che lo riconoscono e che gli rendono gloria. Gesù Cristo questa volta non viene annunciato con una dotta predica che tuona dall'alto di un pulpito, ma con l'umile canto dei bimbi. Sono le voci dei bambini e non quelle dei professori che dicono chi è Gesù, il Cristo, il Figlio di Davide. Ancora una volta Dio si serve delle cose umili, delle cose che non sono per ridurre al niente le cose potenti, le cose che sono. Gesù agisce sui ciechi e sugli zoppi e viene lodato dai bambini; i potenti e i sapienti restano in disparte a criticare. Certamente potremmo chiederci quale era la consapevolezza di quei bimbi che cantano a Gesù, che cosa avevano esattamente capito. Non lo sappiamo, ma quello che conta è la confessione di fede che esce dalle loro labbra: «Osanna al Figlio di Davide!», cantando.

venerdì 9 marzo 2007

GRAZIE !

........ 200 visite !!!

Ho iniziato questo blog il 19 gennaio seguendo l'spirazione di proclamare il nome di Jeshua in internet a modo mio, dopo neanche due mesi ringrazio Gesù per aver inventato questo nuovo metodo d'evangelizzazione e di adorazione al Suo Nome e ringrazio voi tutti che ogni giorno vi collegate a questo umile strumento di condivisione della gioia di essere servi del Re dei re. Per l'occasione abbiamo cambiato anche veste grafica vi piace !?!
Possano le infinite benedizioni del nostro Signore Jeshua ricolmare totalmente le vostre vite e le vite di quelli che amate ... anche di quelli che non amate!

Grazie Giosuè

martedì 6 marzo 2007

LA SALVEZZA

Questo Gesù è la pietra che, scartata da voi, costruttori,
è diventata testata d`angolo.
In nessun altro c`è salvezza; non vi è infatti altro nome dato agli uomini sotto il cielo nel quale è stabilito che possiamo essere salvati».

At 4,10 -12

Gesù si rivela in tutta la sua vicenda terrena come il Salvatore inviato dal Padre per la salvezza del mondo. Il suo stesso nome, "Gesù", manifesta questa missione. Esso infatti significa: "Dio salva".
E' un nome che gli è conferito a seguito di una indicazione celeste: sia Maria che Giuseppe (Lc 1,31; Mt 1,21) ricevono l'ordine di chiamarlo così. Nel messaggio a Giuseppe il significato del nome viene chiarito: "Egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati".
Gesù definisce la sua missione di Salvatore come un servizio, la cui manifestazione più alta consisterà nel sacrificio della vita a favore degli uomini: "Il Figlio dell'uomo non è venuto per essere servito, ma per servire e dare la sua vita in riscatto per molti" (Mc 10,45; Mt 20,28). Queste parole, pronunciate per contrastare la tendenza dei discepoli a cercare il primo posto nel Regno, vogliono soprattutto suscitare in essi una nuova mentalità, più conforme a quella del Maestro.
Dicendo che il Figlio dell'uomo è venuto per dare la sua vita in riscatto per molti, Gesù rimanda alla profezia del Servo sofferente, che "offre la sua anima in sacrificio espiatorio" (Is 53,10). E' un sacrificio personale, molto diverso dai sacrifici di animali, in uso nel culto antico. E' il dono della vita fatto "in riscatto per molti", cioè per l'immensa moltitudine umana, per "tutti".
Gesù appare così come il Salvatore universale: tutti gli esseri umani, secondo il disegno divino, vengono riscattati, liberati e salvati da lui. La salvezza è un dono che può essere ricevuto da ciascuno nella misura del libero consenso e della volontaria cooperazione.
Salvatore universale, Cristo è l'unico Salvatore. Pietro lo afferma chiaramente: "In nessun altro c'è salvezza; non vi è infatti altro nome dato agli uomini sotto il cielo nel quale sia stabilito che possiamo essere salvati" (At 4,12).
Nello stesso tempo, Egli è proclamato anche unico mediatore tra Dio e gli uomini, come afferma la prima Lettera a Timoteo: "Uno solo, infatti, è Dio e uno solo il mediatore fra Dio e gli uomini, l'uomo Cristo Gesù, che ha dato se stesso in riscatto per tutti" (2,5-6). In quanto Dio-uomo, Gesù è il mediatore perfetto, che congiunge gli uomini a Dio, procurando loro i beni della salvezza e della vita divina. Si tratta di una mediazione unica, che esclude ogni mediazione concorrente o parallela.
Confida nel Santissimo Nome di Jeshua ed apprendine tutta la Sua potenza che salva, invocalo nel segreto e proclamalo al mondo intero e sperimenta quanto è gratuita e abbondante la Sua grazia ed il Suo desiderio di farti del bene!

Lo salverò, perché a me si è affidato;
lo esalterò, perché ha conosciuto il mio nome.
Mi invocherà e gli darò risposta;
presso di lui sarò nella sventura,lo salverò e lo renderò glorioso.
Lo sazierò di lunghi giornie gli mostrerò la mia salvezza.


Sal 91, 14-16

venerdì 2 marzo 2007

Salmo 91

1 Tu che abiti al riparo dell`Altissimo e dimori all`ombra dell`Onnipotente,
2 dì al Signore: «Mio rifugio e mia fortezza,
mio Dio, in cui confido».
3 Egli ti libererà dal laccio del cacciatore, dalla peste che distrugge.
4 Ti coprirà con le sue penne sotto le sue ali troverai rifugio.
5 La sua fedeltà ti sarà scudo e corazza; non temerai
i terrori della notte né la freccia che vola di giorno,
6 la peste che vaga nelle tenebre,
lo sterminio che devasta a mezzogiorno.
7 Mille cadranno al tuo fianco e diecimila alla tua destra;
ma nulla ti potrà colpire.
8 Solo che tu guardi, con i tuoi occhi
vedrai il castigo degli empi.
9 Poiché tuo rifugio è il Signore
e hai fatto dell`Altissimo la tua dimora,
10 non ti potrà colpire la sventura,
nessun colpo cadrà sulla tua tenda.
11 Egli darà ordine ai suoi angeli di custodirti in tutti i tuoi passi.
12 Sulle loro mani ti porteranno perché non inciampi nella pietra il tuo piede.
13 Camminerai su aspidi e vipere,schiaccerai leoni e draghi.
14 Lo salverò, perché a me si è affidato;lo esalterò, perché ha conosciuto il mio nome.
15 Mi invocherà e gli darò risposta;presso di lui sarò nella sventura,
lo salverò e lo renderò glorioso.
16 Lo sazierò di lunghi giorni e gli mostrerò la mia salvezza.


Quante volte abbiamo avuto paura nella nostra vita? Quante volte ci siamo sentiti in trappola? Quante ci siamo trovati nelle condizioni di essere completamente in balia degli eventi ? Quante volte abbiamo avuto l’impressione che ci crollasse il mondo addosso?
A me è capitato tanto di trovarmi in queste difficoltà e devo dire in verità che sono state poi veramente poche le volte in cui ho confidato pienamente in Jeshua, ma vi assicuro fratelli che l’ho fatto con il cuore sincero ho visto e gustato meraviglie e miracoli esaltanti nella mia vita e ed in quella della mia famiglia.
Pertanto, provate a leggere questo salmo versetto per versetto ne gusterete tutte le promesse che l’Altissimo elargisce. Provate però a farlo lentamente e senza fretta con la certezza che l’oggetto di quelle promesse siete voi, il soggetto di quella protezione paterna siete voi … e ditemi poi come vi sentite!

martedì 27 febbraio 2007

L'ANGOLO DI THERESE

Nella debolezza, la forza

L’ultimo posto… È il posto di Dio. “Verme e non uomo” è stato definito Gesù. È lui la forza nella debolezza. Noi siamo quei vasi di creta… abitati da Dio. Anche la creta è di Dio; tutto è di Dio.

Tutti bramano essere serviti. Ma Gesù è venuto per servire: ecco perché, chi vuol seguirlo, è contento di sé quando serve. Tutti bramano essere onorati, stimati… Ma chi coglie la forza nella debolezza, come S.Giovanni della Croce, prega così: "Signore concedimi di patire ed essere disprezzato per te."

Tutti cercano di essere “qualcuno”; ma il cristiano che conosce la grandezza dell’umiltà “ama non essere riconosciuto, stimato dagli uomini e preferisce essere disprezzato come Gesù.”

Chi guarda con gli occhi della fede può ripetere a Dio col poeta: “Il creato dice a sé nulla son; ed ogni cosa dice a te: tutto sei. Se l’onda in mar si spegne, è per la tua gloria. Mia è la tua gloria.”

Ciò che si vede è sola apparenza, inconsistenza. Ciò che vale non appare perché l’essenziale non si può vedere. Allora chiudendo gli occhi si può vedere meglio e di più. Il fondamento dei tuoi passi è sotto i tuoi tacchi. Lo scavatore per sollevare va sotto le macerie. Questa è la posizione di Dio, del cristiano.

Théresè

lunedì 26 febbraio 2007

NON TEMERE !

Tutto il mondo trema per lo scoppio di atti di terrorismo e di calamità in tutta la terra. Ogni giorno ci svegliamo per apprendere un altro disastro. Alcuni osservatori dicono che stiamo per vedere l’inizio della Terza Guerra Mondiale. Poi sono arrivati i disastri devastanti in America. Prima, una serie di uragani da record hanno schiaffeggiato ripetutamente l’America del nord. E il mondo trema guardando un dittatore pazzo (Kin Jong II) che spara i missili in Corea del Nord. Nel frattempo, un altro dittatore pazzo e posseduto è al governo in Iran, un’altra nazione che è in corsa per produrre armi nucleari. Questo dittatore e i suoi pazzi mullah si vantano di poter distruggere Israele radendola al suolo. Non ultimo il surriscaldamento del pianeta e le sue catastrofiche previsioni di rovina.
I non credenti si stanno sempre più convincendo che non vi sia rimasta alcuna soluzione, che tutto sia nel caos perché “non c’è governo”. Ma il popolo di Dio la pensa in modo diverso. Sappiamo che non dobbiamo aver paura, perché la Bibbia ci ricorda più e più volte che il Signore ha tutto sotto controllo. Non accade niente nel mondo che sia fuori dal suo controllo e governo.
Il salmista scrive: “Poiché all'Eterno appartiene il regno, ed egli signoreggia sulle nazioni” (Salmo 22:28). Allo stesso modo, il profeta Isaia dichiara al mondo: “Avvicinatevi, o nazioni, per ascoltare, o popoli, fate attenzione. Ascolti la terra e tutto ciò che è in essa” (Isaia 34:1). Sta dicendo: “Ascoltate, nazioni, prestatemi orecchio. Voglio dirvi qualcosa di importante sul Creatore del mondo”.
Isaia afferma che quando si leva l’indignazione di Dio contro le nazioni e i loro eserciti, è il Signore stesso che li spinge al massacro. “Ecco, le nazioni sono come una goccia in un secchio, sono considerate come il pulviscolo della bilancia… Tutte le nazioni sono come un nulla davanti a lui e sono da lui ritenute un nulla e vanità… Egli [Dio] è colui che sta assiso sul globo della terra, i cui abitanti sono come cavallette… A chi dunque mi vorreste assomigliare?” (Isaia 40:15,17,22,25).
Poi Isaia parla al popolo di Dio, che è attaccato e preoccupato dagli eventi del mondo. Consiglia: “Alza gli occhi al cielo, ai gloriosi cieli. Contempla i milioni di stelle che vi sono. Il tuo Dio le ha create e le ha nominate una ad una. Non sei forse più prezioso di esse? Perciò non temere”.
Il nostro Signore è consapevole di ogni movimento sulla terra, di ogni essere vivente. Eppure il suo sguardo è concentrato soprattutto sul benessere dei suoi figli. Egli fissa i suoi occhi sulle sofferenze e sulle necessità di ogni membro del suo corpo spirituale. Per dirla in parole povere, qualunque cosa ci fa del male, lo preoccupa.
Per dimostrarcelo, Gesù ha detto: “E non temete coloro che uccidono il corpo, ma non possono uccidere l'anima; temete piuttosto colui che può far perire l'anima e il corpo nella Geenna” (Matteo 10:28). Anche in mezzo alle grandi guerre mondiali, l’obiettivo primario di Dio non sono i tiranni. I suoi occhi sono attenti ad ogni circostanza, ogni dettaglio nelle vite dei suoi figli.
Cristo ha detto proprio nel verso successivo: “Non si vendono forse due passeri per un soldo? Eppure neanche uno di loro cade a terra senza il volere del Padre vostro” (10:29). Ai giorni di Cristo, i passeri erano il cibo del povero, e se ne vendevano due per un soldo. Ma Gesù disse: “Nessuna di queste piccole creature cade a terra senza che il Padre vostro lo sappia”.
Cristo ci sta dicendo, in effetti: “L’occhio del Padre vostro è sul passero, non solo quando muore ma anche quando si poggia a terra. Come un passero impara a volare, cade dal nido ed inizia a saltellare sul terreno. E Dio vede ogni piccolo suo affanno. Si preoccupa di ogni dettaglio della sua vita”.
Gesù poi aggiunge: “Non temete dunque, perché voi valete molto più di molti passeri” (10:21). Infatti dice: “Persino i capelli del vostro capo sono contati” (10:30). Per dirla in breve, Colui che ha creato e contato tutte le stelle ha gli occhi fissi su di voi. E, chiede Gesù, “voi non valete molto più per Lui?”.
Cristo ha descritto gli ultimi giorni come un periodo così difficile e tormentato: “Gli uomini verranno meno dalla paura e dall'attesa delle cose che si abbatteranno sul mondo, perché le potenze dei cieli saranno scrollate...e sulla terra angoscia di popoli, nello smarrimento al fragore del mare e dei flutti” (Luca 21:26,25).
Cosa ci ha dato Gesù per prepararci a queste calamità? Qual è stato il suo antidoto alla paura che sarebbe giunta?
Ci ha dato l’illustrazione del nostro Padre che sorveglia il passero, di Dio che conta i capelli del nostro capo. Queste illustrazioni diventano ancora più significative quando consideriamo il contesto in cui Gesù le ha date.
Ha raccontato queste illustrazioni ai dodici discepoli, quando li inviò ad evangelizzare città e villaggi di Israele. Aveva appena dato loro la potenza di scacciare i demoni e di guarire ogni sorta di malattie. Pensate che momento eccitante doveva essere per i discepoli. Avevano ricevuto il potere di operare miracoli e prodigi! Ma poi vennero questi tremendi avvertimenti dal loro Maestro:
“Non avrete denaro in tasca. E non avrete una casa, e neanche un tetto sotto cui stare. Al contrario, vi chiameranno eretici e indemoniati. Sarete picchiati nelle sinagoghe, trascinati davanti ai giudici, gettati in prigione. Sarete odiati e disprezzati, traditi e perseguitati. Dovrete scappare di città in città per evitare di venire lapidati”.
Immaginatevi ora gli occhi spalancati di questi discepoli mentre ascoltavano le parole di Gesù. Si saranno spaventati. Immagino che si saranno chiesti: “Ma che razza di ministero è mai questo? È questo che ci riserva il futuro? Questo è il peggio che io abbia mai sentito!”.
Eppure, nello stesso istante, Gesù dice a questi amati fratelli per ben tre volte: “Non temete!” (Matteo 10:26,28,31). E diede loro l’antidoto ad ogni paura: “L’occhio del Padre è sempre sul passero. Quanto più lo sarà su di voi, i suoi cari?” (vedi 10:29).
Carissimi, c’è una profonda verità a cui possiamo attenerci nei momenti più tumultuosi. Gesù sta dicendo: “Quando ti assale il dubbio – quando sei con l’acqua alla gola, e pensi di non vedere via d’uscita – è qui che troverai riposo e sicurezza.
“Guarda gli uccelli che vedi fuori dalla finestra. E passati le mani fra i capelli. Ricorda quello che ti ho detto: queste minuscole creature sono di immenso valore per il tuo Padre. E i tuoi capelli ti devono ricordare che tu sei molto più importante per Lui. I suoi occhi sono sempre su di te. E Colui che vede e ascolta ogni tuo movimento è vicino a te”.
In questo modo il nostro Padre si cura di noi nei momenti difficili. Egli è consapevole di ogni dettaglio nelle nostre vite – la nostra famiglia, la nostra casa, le nostre finanze, il nostro matrimonio – e si preoccupa di ogni aspetto. Non temiamo! Egli ci ha promesso una via d’uscita.

Past. David Wilkerson