martedì 6 marzo 2007

LA SALVEZZA

Questo Gesù è la pietra che, scartata da voi, costruttori,
è diventata testata d`angolo.
In nessun altro c`è salvezza; non vi è infatti altro nome dato agli uomini sotto il cielo nel quale è stabilito che possiamo essere salvati».

At 4,10 -12

Gesù si rivela in tutta la sua vicenda terrena come il Salvatore inviato dal Padre per la salvezza del mondo. Il suo stesso nome, "Gesù", manifesta questa missione. Esso infatti significa: "Dio salva".
E' un nome che gli è conferito a seguito di una indicazione celeste: sia Maria che Giuseppe (Lc 1,31; Mt 1,21) ricevono l'ordine di chiamarlo così. Nel messaggio a Giuseppe il significato del nome viene chiarito: "Egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati".
Gesù definisce la sua missione di Salvatore come un servizio, la cui manifestazione più alta consisterà nel sacrificio della vita a favore degli uomini: "Il Figlio dell'uomo non è venuto per essere servito, ma per servire e dare la sua vita in riscatto per molti" (Mc 10,45; Mt 20,28). Queste parole, pronunciate per contrastare la tendenza dei discepoli a cercare il primo posto nel Regno, vogliono soprattutto suscitare in essi una nuova mentalità, più conforme a quella del Maestro.
Dicendo che il Figlio dell'uomo è venuto per dare la sua vita in riscatto per molti, Gesù rimanda alla profezia del Servo sofferente, che "offre la sua anima in sacrificio espiatorio" (Is 53,10). E' un sacrificio personale, molto diverso dai sacrifici di animali, in uso nel culto antico. E' il dono della vita fatto "in riscatto per molti", cioè per l'immensa moltitudine umana, per "tutti".
Gesù appare così come il Salvatore universale: tutti gli esseri umani, secondo il disegno divino, vengono riscattati, liberati e salvati da lui. La salvezza è un dono che può essere ricevuto da ciascuno nella misura del libero consenso e della volontaria cooperazione.
Salvatore universale, Cristo è l'unico Salvatore. Pietro lo afferma chiaramente: "In nessun altro c'è salvezza; non vi è infatti altro nome dato agli uomini sotto il cielo nel quale sia stabilito che possiamo essere salvati" (At 4,12).
Nello stesso tempo, Egli è proclamato anche unico mediatore tra Dio e gli uomini, come afferma la prima Lettera a Timoteo: "Uno solo, infatti, è Dio e uno solo il mediatore fra Dio e gli uomini, l'uomo Cristo Gesù, che ha dato se stesso in riscatto per tutti" (2,5-6). In quanto Dio-uomo, Gesù è il mediatore perfetto, che congiunge gli uomini a Dio, procurando loro i beni della salvezza e della vita divina. Si tratta di una mediazione unica, che esclude ogni mediazione concorrente o parallela.
Confida nel Santissimo Nome di Jeshua ed apprendine tutta la Sua potenza che salva, invocalo nel segreto e proclamalo al mondo intero e sperimenta quanto è gratuita e abbondante la Sua grazia ed il Suo desiderio di farti del bene!

Lo salverò, perché a me si è affidato;
lo esalterò, perché ha conosciuto il mio nome.
Mi invocherà e gli darò risposta;
presso di lui sarò nella sventura,lo salverò e lo renderò glorioso.
Lo sazierò di lunghi giornie gli mostrerò la mia salvezza.


Sal 91, 14-16

venerdì 2 marzo 2007

Salmo 91

1 Tu che abiti al riparo dell`Altissimo e dimori all`ombra dell`Onnipotente,
2 dì al Signore: «Mio rifugio e mia fortezza,
mio Dio, in cui confido».
3 Egli ti libererà dal laccio del cacciatore, dalla peste che distrugge.
4 Ti coprirà con le sue penne sotto le sue ali troverai rifugio.
5 La sua fedeltà ti sarà scudo e corazza; non temerai
i terrori della notte né la freccia che vola di giorno,
6 la peste che vaga nelle tenebre,
lo sterminio che devasta a mezzogiorno.
7 Mille cadranno al tuo fianco e diecimila alla tua destra;
ma nulla ti potrà colpire.
8 Solo che tu guardi, con i tuoi occhi
vedrai il castigo degli empi.
9 Poiché tuo rifugio è il Signore
e hai fatto dell`Altissimo la tua dimora,
10 non ti potrà colpire la sventura,
nessun colpo cadrà sulla tua tenda.
11 Egli darà ordine ai suoi angeli di custodirti in tutti i tuoi passi.
12 Sulle loro mani ti porteranno perché non inciampi nella pietra il tuo piede.
13 Camminerai su aspidi e vipere,schiaccerai leoni e draghi.
14 Lo salverò, perché a me si è affidato;lo esalterò, perché ha conosciuto il mio nome.
15 Mi invocherà e gli darò risposta;presso di lui sarò nella sventura,
lo salverò e lo renderò glorioso.
16 Lo sazierò di lunghi giorni e gli mostrerò la mia salvezza.


Quante volte abbiamo avuto paura nella nostra vita? Quante volte ci siamo sentiti in trappola? Quante ci siamo trovati nelle condizioni di essere completamente in balia degli eventi ? Quante volte abbiamo avuto l’impressione che ci crollasse il mondo addosso?
A me è capitato tanto di trovarmi in queste difficoltà e devo dire in verità che sono state poi veramente poche le volte in cui ho confidato pienamente in Jeshua, ma vi assicuro fratelli che l’ho fatto con il cuore sincero ho visto e gustato meraviglie e miracoli esaltanti nella mia vita e ed in quella della mia famiglia.
Pertanto, provate a leggere questo salmo versetto per versetto ne gusterete tutte le promesse che l’Altissimo elargisce. Provate però a farlo lentamente e senza fretta con la certezza che l’oggetto di quelle promesse siete voi, il soggetto di quella protezione paterna siete voi … e ditemi poi come vi sentite!

martedì 27 febbraio 2007

L'ANGOLO DI THERESE

Nella debolezza, la forza

L’ultimo posto… È il posto di Dio. “Verme e non uomo” è stato definito Gesù. È lui la forza nella debolezza. Noi siamo quei vasi di creta… abitati da Dio. Anche la creta è di Dio; tutto è di Dio.

Tutti bramano essere serviti. Ma Gesù è venuto per servire: ecco perché, chi vuol seguirlo, è contento di sé quando serve. Tutti bramano essere onorati, stimati… Ma chi coglie la forza nella debolezza, come S.Giovanni della Croce, prega così: "Signore concedimi di patire ed essere disprezzato per te."

Tutti cercano di essere “qualcuno”; ma il cristiano che conosce la grandezza dell’umiltà “ama non essere riconosciuto, stimato dagli uomini e preferisce essere disprezzato come Gesù.”

Chi guarda con gli occhi della fede può ripetere a Dio col poeta: “Il creato dice a sé nulla son; ed ogni cosa dice a te: tutto sei. Se l’onda in mar si spegne, è per la tua gloria. Mia è la tua gloria.”

Ciò che si vede è sola apparenza, inconsistenza. Ciò che vale non appare perché l’essenziale non si può vedere. Allora chiudendo gli occhi si può vedere meglio e di più. Il fondamento dei tuoi passi è sotto i tuoi tacchi. Lo scavatore per sollevare va sotto le macerie. Questa è la posizione di Dio, del cristiano.

Théresè

lunedì 26 febbraio 2007

NON TEMERE !

Tutto il mondo trema per lo scoppio di atti di terrorismo e di calamità in tutta la terra. Ogni giorno ci svegliamo per apprendere un altro disastro. Alcuni osservatori dicono che stiamo per vedere l’inizio della Terza Guerra Mondiale. Poi sono arrivati i disastri devastanti in America. Prima, una serie di uragani da record hanno schiaffeggiato ripetutamente l’America del nord. E il mondo trema guardando un dittatore pazzo (Kin Jong II) che spara i missili in Corea del Nord. Nel frattempo, un altro dittatore pazzo e posseduto è al governo in Iran, un’altra nazione che è in corsa per produrre armi nucleari. Questo dittatore e i suoi pazzi mullah si vantano di poter distruggere Israele radendola al suolo. Non ultimo il surriscaldamento del pianeta e le sue catastrofiche previsioni di rovina.
I non credenti si stanno sempre più convincendo che non vi sia rimasta alcuna soluzione, che tutto sia nel caos perché “non c’è governo”. Ma il popolo di Dio la pensa in modo diverso. Sappiamo che non dobbiamo aver paura, perché la Bibbia ci ricorda più e più volte che il Signore ha tutto sotto controllo. Non accade niente nel mondo che sia fuori dal suo controllo e governo.
Il salmista scrive: “Poiché all'Eterno appartiene il regno, ed egli signoreggia sulle nazioni” (Salmo 22:28). Allo stesso modo, il profeta Isaia dichiara al mondo: “Avvicinatevi, o nazioni, per ascoltare, o popoli, fate attenzione. Ascolti la terra e tutto ciò che è in essa” (Isaia 34:1). Sta dicendo: “Ascoltate, nazioni, prestatemi orecchio. Voglio dirvi qualcosa di importante sul Creatore del mondo”.
Isaia afferma che quando si leva l’indignazione di Dio contro le nazioni e i loro eserciti, è il Signore stesso che li spinge al massacro. “Ecco, le nazioni sono come una goccia in un secchio, sono considerate come il pulviscolo della bilancia… Tutte le nazioni sono come un nulla davanti a lui e sono da lui ritenute un nulla e vanità… Egli [Dio] è colui che sta assiso sul globo della terra, i cui abitanti sono come cavallette… A chi dunque mi vorreste assomigliare?” (Isaia 40:15,17,22,25).
Poi Isaia parla al popolo di Dio, che è attaccato e preoccupato dagli eventi del mondo. Consiglia: “Alza gli occhi al cielo, ai gloriosi cieli. Contempla i milioni di stelle che vi sono. Il tuo Dio le ha create e le ha nominate una ad una. Non sei forse più prezioso di esse? Perciò non temere”.
Il nostro Signore è consapevole di ogni movimento sulla terra, di ogni essere vivente. Eppure il suo sguardo è concentrato soprattutto sul benessere dei suoi figli. Egli fissa i suoi occhi sulle sofferenze e sulle necessità di ogni membro del suo corpo spirituale. Per dirla in parole povere, qualunque cosa ci fa del male, lo preoccupa.
Per dimostrarcelo, Gesù ha detto: “E non temete coloro che uccidono il corpo, ma non possono uccidere l'anima; temete piuttosto colui che può far perire l'anima e il corpo nella Geenna” (Matteo 10:28). Anche in mezzo alle grandi guerre mondiali, l’obiettivo primario di Dio non sono i tiranni. I suoi occhi sono attenti ad ogni circostanza, ogni dettaglio nelle vite dei suoi figli.
Cristo ha detto proprio nel verso successivo: “Non si vendono forse due passeri per un soldo? Eppure neanche uno di loro cade a terra senza il volere del Padre vostro” (10:29). Ai giorni di Cristo, i passeri erano il cibo del povero, e se ne vendevano due per un soldo. Ma Gesù disse: “Nessuna di queste piccole creature cade a terra senza che il Padre vostro lo sappia”.
Cristo ci sta dicendo, in effetti: “L’occhio del Padre vostro è sul passero, non solo quando muore ma anche quando si poggia a terra. Come un passero impara a volare, cade dal nido ed inizia a saltellare sul terreno. E Dio vede ogni piccolo suo affanno. Si preoccupa di ogni dettaglio della sua vita”.
Gesù poi aggiunge: “Non temete dunque, perché voi valete molto più di molti passeri” (10:21). Infatti dice: “Persino i capelli del vostro capo sono contati” (10:30). Per dirla in breve, Colui che ha creato e contato tutte le stelle ha gli occhi fissi su di voi. E, chiede Gesù, “voi non valete molto più per Lui?”.
Cristo ha descritto gli ultimi giorni come un periodo così difficile e tormentato: “Gli uomini verranno meno dalla paura e dall'attesa delle cose che si abbatteranno sul mondo, perché le potenze dei cieli saranno scrollate...e sulla terra angoscia di popoli, nello smarrimento al fragore del mare e dei flutti” (Luca 21:26,25).
Cosa ci ha dato Gesù per prepararci a queste calamità? Qual è stato il suo antidoto alla paura che sarebbe giunta?
Ci ha dato l’illustrazione del nostro Padre che sorveglia il passero, di Dio che conta i capelli del nostro capo. Queste illustrazioni diventano ancora più significative quando consideriamo il contesto in cui Gesù le ha date.
Ha raccontato queste illustrazioni ai dodici discepoli, quando li inviò ad evangelizzare città e villaggi di Israele. Aveva appena dato loro la potenza di scacciare i demoni e di guarire ogni sorta di malattie. Pensate che momento eccitante doveva essere per i discepoli. Avevano ricevuto il potere di operare miracoli e prodigi! Ma poi vennero questi tremendi avvertimenti dal loro Maestro:
“Non avrete denaro in tasca. E non avrete una casa, e neanche un tetto sotto cui stare. Al contrario, vi chiameranno eretici e indemoniati. Sarete picchiati nelle sinagoghe, trascinati davanti ai giudici, gettati in prigione. Sarete odiati e disprezzati, traditi e perseguitati. Dovrete scappare di città in città per evitare di venire lapidati”.
Immaginatevi ora gli occhi spalancati di questi discepoli mentre ascoltavano le parole di Gesù. Si saranno spaventati. Immagino che si saranno chiesti: “Ma che razza di ministero è mai questo? È questo che ci riserva il futuro? Questo è il peggio che io abbia mai sentito!”.
Eppure, nello stesso istante, Gesù dice a questi amati fratelli per ben tre volte: “Non temete!” (Matteo 10:26,28,31). E diede loro l’antidoto ad ogni paura: “L’occhio del Padre è sempre sul passero. Quanto più lo sarà su di voi, i suoi cari?” (vedi 10:29).
Carissimi, c’è una profonda verità a cui possiamo attenerci nei momenti più tumultuosi. Gesù sta dicendo: “Quando ti assale il dubbio – quando sei con l’acqua alla gola, e pensi di non vedere via d’uscita – è qui che troverai riposo e sicurezza.
“Guarda gli uccelli che vedi fuori dalla finestra. E passati le mani fra i capelli. Ricorda quello che ti ho detto: queste minuscole creature sono di immenso valore per il tuo Padre. E i tuoi capelli ti devono ricordare che tu sei molto più importante per Lui. I suoi occhi sono sempre su di te. E Colui che vede e ascolta ogni tuo movimento è vicino a te”.
In questo modo il nostro Padre si cura di noi nei momenti difficili. Egli è consapevole di ogni dettaglio nelle nostre vite – la nostra famiglia, la nostra casa, le nostre finanze, il nostro matrimonio – e si preoccupa di ogni aspetto. Non temiamo! Egli ci ha promesso una via d’uscita.

Past. David Wilkerson

lunedì 19 febbraio 2007

COMPASSION: ADOZIONI A DISTANZA

La prima bambina Compassion a diventare sostenitrice...
18-01-2006

Nel marzo 2005 Harriet Nantubwe Mutumba ha partecipato alla conferenza di metà anno di Compassion che si è tenuta in Italia. Harriet è stata sostenuta per molti anni da Compassion e ha completato gli studi universitari con risultati eccellenti. Quella che segue è la testimonianza di come il sostegno tramite Compassion le ha cambiato la vita e l’ha aiutata a realizzare i suoi sogni. “Provengo da una famiglia di 9 persone: mamma, papà e 7 bambini. Ho 3 fratelli e 3 sorelle. I miei genitori si sono separati nel 1995 e da allora è mia mamma a portare avanti la famiglia.”
Harriet Nantumbwe Mutumba conobbe Compassion all’età di 8 anni, una delle prime del suo villaggio in Uganda ad essere inserita in un centro appena aperto. “Il giorno in cui mi hanno detto che avevo un sostenitore è stato anche il giorno in cui ho ricevuto la sua prima lettera e delle fotografie della famiglia. Avevo 8 anni e non riuscivo a credere che il mio sostenitore fosse bianco! Mi sembrava incredibile che ci fosse qualcuno che si volesse curare di me nonostante io vivessi in un’altra parte del mondo. Non ero mai stata così felice in tutta la mia vita; sono corsa a casa a raccontare a tutti di quella bella notizia.”
“A quell’epoca avevo altre due sorelle, con cui ci scambiavamo i vestiti, perché i miei genitori non ce li potevano comprare. Mi ricordo ancora che il primo vestitino veramente mio lo ebbi poi a 11 anni, come regalo di Natale da parte del mio sostenitore.”“La mia famiglia era molto povera e spesso venivo presa in giro a causa di questo. A scuola mi deridevano perché mio papà aveva un solo paio di pantaloni. Inoltre, le maestre leggevano periodicamente ad alta voce la lista degli studenti che erano indietro con il pagamento della tasse scolastiche. Il nome di mia sorella e il mio era sempre nella lista e questo mi faceva stare molto male; questa era la cosa che mi faceva sentire più povera in assoluto; mi odiavo.”
“Ho accettato Gesù nella mia vita nel dicembre del 1994, quando ho partecipato ad una conferenza organizzata da Compassion Uganda. Una donna ha iniziato a raccontare la storia di Giobbe e quello che Dio ha fatto nella sua vita. Ricordo che la cosa che più mi ha sconcertata, mentre ascoltavo la donna parlare, era il fatto che nonostante Giobbe fosse caduto in disgrazia e fosse malato non ha rinnegato Dio. Prima che il racconto finisse dentro di me ho sentito il bisogno di donare la mia vita a Cristo. Ho pregato, ho chiesto a Gesù di entrare nel mio cuore e gli ho chiesto perdono per tutti gli errori che avevo commesso nella mia vita. Da allora, Cristo è il mio Salvatore e il mio Signore.”
Nel 1995 il piccolo banchetto che possedevano al mercato prese fuoco e da quel momento “non sapevamo se il giorno dopo avremmo avuto da mangiare”, ci dice Harriet tra le lacrime. A quel tempo la mamma aspettava un altro bambino e il più delle volte era costretta a lasciare il suo cibo – qualche banana arrostita, grande come un dito – alle figlie. Fu quello il periodo in cui venne inserita nel centro di Compassion, che portò speranza anche alla madre, con assistenza e incoraggiamenti.“La casa in cui vivevamo – se così si può chiamare – era formata da un piccolo locale diviso in due da una tenda. Nella stagione delle piogge non osavo invitare le mie compagne a trovarmi, perché si inzuppavano come se fossero rimaste fuori. Così passai tutti gli anni della scuola, combattendo contro il senso di vergogna per ogni volta che non potevo essere al livello dei miei compagni.” Quando fu selezionata per entrare a far parte del programma universitario di Compassion, Harriet si trovava in uno stato di profondo scoraggiamento, arrabbiata con Dio perché, nonostante le avesse dato una buona intelligenza, continuava a negarle i mezzi per poter accedere ad una scuola superiore o ad un lavoro che non fosse di mera sopravvivenza.
“Grazie a Dio nell’ottobre del 2003 mi sono laureata in legge Oggi lavoro presso la Commissione per i Diritti Umani dell’Uganda, un’istituzione voluta dall’articolo 52 della Costituzione della Repubblica dell’Uganda. La sua funzione principale è di assicurare la protezione dei diritti umani fondamentali difesi dalla Costituzione dell’Uganda nonché da altri strumenti internazionali, che l’Uganda ha ratificato.”
“Ora che sono laureata, ho la certezza che Dio mi ha concesso il privilegio di poter frequentare i corsi di leadership di Compassion per un suo scopo ben preciso per la mia vita, e lotterò con tutte le forze che Lui mi dà per poter diventare un avvocato difensore di quei bambini che, come me da piccola, non riescono a vedere oltre la disperazione della loro condizione.”
Durante la conferenza che si è tenuta in Italia a marzo del 2005 Harriet ha deciso di iniziare a sostenere a sua volta un bambino che vive in un Paese povero come il suo. Una ex bambina di Compassion che ne sostiene un altro…una grande testimonianza e un grande incoraggiamento per tutti noi!

venerdì 9 febbraio 2007

MA DIO DOV'E' !?!

Chi dunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch`io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli; chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini, anch`io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli.
Mt 10,32-33

Alla figlia di Billy Graham, che è stata intervistata in un programma mattutino della televisione americana, una cronista ha chiesto (a proposito della tragedia delle Twin Towers): "Dio come ha potuto permettere che avvenisse una sciagura del genere?"Anne Graham ha dato una risposta estremamente profonda e perspicace: "Io credo che Dio sia profondamente rattristato da questa tragedia, proprio come lo siamo noi, ma per anni noi gli abbiamo detto di andarsene dalle nostre scuole, di andarsene dal nostro governo, di andarsene dalle nostre vite. Ed essendo LUI quel gentiluomo che è, io credo che Egli con calma si è fatto da parte. Come possiamo aspettarci che Dio ci dia la Sua benedizione e la Sua protezione se Gli chiediamo: lasciaci soli?"

Ma vediamo nel mondo cosa è accaduto...penso sia cominciato quando Madeline Murray O'Hare (che è stata uccisa e il suo corpo è stato trovato di recente ) ha detto di non voler alcuna preghiera nelle nostre scuole, e le abbiamo detto OK.

Poi qualcuno ha detto: è meglio non leggere la Bibbia nelle scuole...la Bibbia che dice, Tu non ucciderai, Tu non ruberai, ama il tuo vicino come te stesso e gli abbiamo detto OK.

Poi, il Dottor Beniamino Spock ha detto che noi non dovremmo sculacciare i nostri figli allorquando si comportano male poiché le loro piccole personalità si potrebbero deformare e con ciò si potrebbe danneggiare la loro auto-stima (il figlio del Dottor Spock si è suicidato) e gli abbiamo detto OK al riparo della giustificazione che "l'esperto è colui che sa ciò di cui abbiamo bisogno".

Poi qualcuno ha detto: "Permettiamo alle nostre figlie di abortire se lo vogliono, e senza dirlo ai loro genitori", e gli abbiamo detto OK.

Poi qualche saggio componente del consiglio didattico delle scuole ha detto: "siccome i ragazzi sono sempre ragazzi e lo faranno comunque, concediamo loro tutti preservativi che vogliono, cosicché possano divertirsi quanto vogliono e senza dover dire ai loro genitori che li hanno avuti a scuola". E gli abbiamo detto OK.

E poi qualcuno ha detto: "stampiamo riviste con fotografie di donne nude e chiamiamo tutto ciò salutare apprezzamento per la bellezza del corpo femminile". E noi gli abbiamo detto OK.
Poi qualcuno ha detto: "Il presepe non deve offendere le minoranze", così nel famoso museo Madame Tussaud di Londra al posto di Maria e Giuseppe hanno messo la Spice girl Victoria e Beckam e noi abbiamo detto OK.
E poi qualcuno ha detto :"togliamo la croce dai locali pubblici, perchè chi non è Cristiano non si senta offeso!" e noi rinnegando le nostre origini millennari di evangelizzatori, di testimoni e martiri, di oltraggi, offese, stermini e di sangue versato da tutte le confessioni cristiane, perchè il sangue non divide, in nome di quella stessa croce ... gli abbiamo detto OK.

Buffo come a Natale nelle scuole la recita per i genitori non possa più essere sulla natività ed al suo posto venga proposta una favola di Walt Disney. Buffo come si stia a casa dal lavoro per una festività religiosa ma non si conosca nemmeno quale sia la ricorrenza.

E poi qualcun altro ha fatto un passo in avanti pubblicando fotografie di bambini nudi e con un passo ulteriore le ha rese disponibili in internet. E noi abbiamo detto OK, perché loro hanno diritto alla loro libera parola.

E poi l'industria del divertimento ha detto, facciamo dei programmi TV e dei film che promuovano il blasfemo, la violenza, e il sesso illecito. E lasciamo che "artisti" registrino musica che incoraggi il furto, le droghe, l'omicidio, il suicidio, e i temi satanici. E noi abbiamo detto: "è solo divertimento, non ha controindicazioni e comunque nessuno prende tutto ciò seriamente, per cui andiamo pure avanti".
Ora ci chiediamo perché i nostri figli non hanno coscienza? Perché non distinguono il gusto dallo sbagliato? E perché non li disturba uccidere i diversi, i loro compagni di classe e perfino loro stessi?

Probabilmente, se ci pensiamo abbastanza a lungo e intensamente, possiamo trovare una spiegazione. Io penso che abbia molto a che fare con "NOI RACCOGLIAMO CIO' CHE ABBIAMO SEMINATO"."

Caro Dio perché non hai salvato la piccola bambina uccisa nella sua classe? Distinti saluti, uno studente preoccupato".
E la risposta: " Caro studente preoccupato, nelle scuole non mi è permesso entrare. Distinti saluti, Dio."
Bizzarro come è semplice per la gente metter nell'immondizia DIO e meravigliarsi perché il mondo sta andando all'inferno.

Curioso come la gente crede a ciò che dicono i giornali e contesta ciò che dice la Bibbia.
Bizzarro come ognuno vuole andare in Paradiso, ma al tempo stesso non credere, non pensare e non fare niente di ciò che dice la Bibbia.

Bizzarro come qualcuno dice "Io non credo in Dio" nonostante segua Satana, il quale peraltro crede in Dio.

Bizzarro come siamo rapidi nel giudicare ma non nell'accettare di essere giudicati.

Bizzarro come siamo bravi nell'inviare via e-mail migliaia di giochi che poi si propagano come incendi, ma quando cominciano ad inviare messaggi che parlano del Signore, la gente pensa due volte prima di farsi partecipe.

Bizzarro come il lascivo, il crudo, il volgare e l'osceno circolino liberamente nel cyberspazio, mentre le discussioni pubbliche a scuola o sul posto di lavoro su DIO siano state soppresse o meglio, sono state proibite per legge.

Bizzarro come qualcuno possa scaldarsi tanto per Cristo la domenica, mentre è di fatto un cristiano invisibile durante il resto della settimana.

Bizzarro di come io sia più preoccupato di cosa la gente pensa di me piuttosto di essere preoccupato di cosa Dio pensa di me.

State sorridendo? State pensando? allora non è finita, allora c’è speranza !
(articolo proveniente da internet di origini sconosciute ma chiaramente Cristiane )

martedì 6 febbraio 2007

RICORDATE QUESTA STORIA?!?!?!

Imma e Nello (nomi fantastici) sono una giovane coppia di sposi che è lontana dal Signore, vivono una vita di silenzi e segreti e hanno un bimbo dolcissimo. Ben presto il loro matrimonio comincia a cedere, segreti, peccati e bugie prendono il posto della verità e Nello si trova in un baratro nel quale non riesce ad uscirne. Il Signore gli tende la mano ma gli chiede di ricucire il suo ormai distrutto matrimonio usando l’ago dell’amore ed il filo del perdono. Nello ci prova, il Signore si dimostra al suo fianco e Nello dona la sua vita nelle mani dell’Eterno che gli riconsegna in breve tempo l’amore per la moglie ed il desiderio di continuare a vivere. La loro vita è trasformata, la preghiera diventa il loro stile di vita ed ormai brillano d’umiltà come solo a chi è stato perdonato ogni cosa e ne ha preso coscienza può brillare. Presto diventano importanti punti di riferimento per molti dei loro fratelli, ma il germe della gelosia e dell’invidia era alle porte della loro vita pronti per farli cadere nel buio da dove provenivano. Traditi da tutti gli amici sono isolati, dimenticati, condannati e giudicati, costretti a vivere lontano da tutti fortificando però nel silenzio e nel dolore la loro unione.Ma non è finita qui! E’ tempo di una nuova prova pronta a cercare di distruggere l’opera di Dio! Imma è colpita da un tumore maligno che non lascia molte speranze. Ma ancora una volta Nello ed Imma si abbracciano al Padre Nostro e confidano nelle Sue promesse combattendo il tumore con la preghiera e l’umiltà nonostante le mille difficoltà anche economiche. Si chiedono preghiere, il caso è grave … ma ieri una telefonata. “il tumore di Imma non esiste più!” Un miracolo !!! Uno vero di quelli che accadono tutti i giorni ma nessuno lo viene a sapere.

RICORDATE QUESTA STORIA?!?!?!

Appena una settimana dopo la guarigione dal linfoma maligno, Imma, di notte ebbe dei problemi al braccio e corse in ospedale. Dopo non molto le diagnosticarono un nuovo male; due ischemie celebrali avevano causato un'emoraggia che aveva danneggiato il cervello emisfero sin. e un trombo partito dal cuore aveva fatto il resto ... trasferita di ospedale in ospedale perchè non sapevano come intervenire a causa delle chemio terapie che avevano danneggiato i tessuti venosi, le diedero 48 ore di tempo per riprendersi poi la famiglia poteva portarsela a casa.
Cos'è accaduto in quelle ore lo sa solo l'Eterno!
Il marito Nello che non si era mai scoraggiato comincia a ringraziare Dio per la guarigione di Imma e addirittura inizia a festeggiare incurante della sentenza di morte che pesava sulla sua sposa. Prega accanto ad essa e non la lascia un attimo delle 48 ore e invocando le promesse che Dio aveva fatto su di loro spera contro ogni speranza. La moglie è immobile paralizzata dall'ischemia e da altri problemi subentrati in seguito ... ma lui non molla e ad un certo punto chiede ad Imma :" tu credi che nel nome di Gesù puoi alzarti da questo letto e tornare a casa?!?" Imma che fino a quel momento non dava segni di vita fece fuoriuscire la sua lingua unico organo capace di muoversi e disse il suo :"SI" proclamano e profetizzando la sua guarigione!



La mia lingua celebrerà la tua giustizia,
canterà la tua lode per sempre.
Sal 35,28

la mia lingua esalterà la tua giustizia.
Signore, apri le mie labbra
e la mia bocca proclami la tua lode;
Sal51,16-17

Per questo si rallegrò il mio cuore ed esultò la mia lingua;
ed anche la mia carne riposerà nella speranza,
perché tu non abbandonerai l`anima mia
Sal 16,8-11

Venite, ascoltate, voi tutti che temete Dio,
e narrerò quanto per me ha fatto.
A lui ho rivolto il mio grido,
la mia lingua cantò la sua lode.
Sal 66,16

Cantando le tue lodi, esulteranno le mie labbra
e la mia vita, che tu hai riscattato.
Anche la mia lingua tutto il giorno
proclamerà la tua giustizia
Sal 71,23-24



Cosa è accaduto dopo ? In questi giorni tutti i macchianari che la tenevano in vita sono stati staccati nel suo reparto fanno la fila per vederla e compresi i medici che a giorni la dimetteranno presso un centro che la aiuterà a camminare, la famiglia prima indifferente comincia a lodare Gesù per le sue opere, dissapori e disaccordi sono stati stemperati ... dicevamo a camminare ... meglio perchè non solo gia parla, mangia da sola ( pizza a volontà), muove completamente tutti gli arti e ricorda ogni cosa, ma cammina piano ma lo fà.
Io per grazia di Dio sono stato spettatore ed un inconsapevole protagonista di questo ennesimo miracolo strappato dal cuore di Dio per questa famiglia specialissima!
Rendiamo Gloria onore e potenza a Jeshua nostro Signore e Re del cielo e della terra a Lui la lode da ogni creatura e dai suoi figli giunga il più forte e clamoroso nostro:"GRAZIE GESU' !"

Tuo inutile servo Giosuè (Joshua)

martedì 30 gennaio 2007

Le nostre case ... luoghi di preghiera

“Poiché dovunque due o tre sono riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro” (Matteo 18:19).

Questo brano del Vangelo di Marco è una vera e propria promessa da sperimentare assolutamente. Quanti di noi nelle vicende più buie ed assurde della nostra esistenza ci siamo lamentati dell’apparente assenza di Dio? E allora cos’è questa Parola, cos’è questa promessa!
E’ facile pensare che ciò si possa realizzare in chiesa, nei culti, nelle liturgie, negli incontri di lode insomma quando più persone sono insieme, ma l’invito di Gesù va oltre ed esprime una necessità per i nostri tempi direi …. URGENTE! L’invito e la provocazione di Gesù coinvolge sì tutti gli ambienti della nostra vita, ma vede il suo naturale scopo nelle nostre case, nelle nostre famiglie.

E’ necessario che all’interno delle nostre mura il nome di Jeshua sia adorato, proclamata la Sua parola, e dichiarata la Sua Signoria e che i figli crescano sapendo che di Gesù ci si può fidare perché è fedele sempre, che ogni malattia può essere da Lui guarita ed in Lui ogni dissapore e attrito è stemperato con il perdono. Così la casa diverrà un luogo di preghiera e confronto, dove si affrontano giorno per giorno problemi ed insieme con la lode se ne trovano soluzioni. Vedremo con il tempo che l’atmosfera delle nostre famiglie cambierà, nessuno prevaricherà sull’altro e l’incontro di preghiera sarà un momento atteso perché i figli si sentono ascoltati così come si desidererà il dialogo semplice e sincero con Gesù.

Pregate inoltre incessantemente con ogni sorta di preghiere e di suppliche nello Spirito (Efesini 6,18)

State sempre lieti, pregate incessantemente, in ogni cosa rendete grazie; questa è infatti la volontà di Dio in Cristo Gesù verso di voi. (1Tessalonicesi 1,16-19)

Per il tempo della preghiera, la famiglia staccherà i telefoni, spegnerà i PC, chiuderà la TV e la Play Station e si dedicherà solo alla lode, invitando la dolce presenza di Jeshua a casa, aprendo il cuore ed insieme adorando Cristo ospite d’onore. Si potrà pregare per le amicizie dei nostri figli, per le loro scelte, le malattie, i problemi economici, ma principalmente si affideranno “le chiavi di casa” nelle mani di Gesù donandogli la supremazia assoluta della famiglia, solo allora vedremo miracoli e famiglie assorbite totalmente dall’amore di Dio capaci di cambiare figli per intere generazioni e sanare i quartieri e le città.

Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri. (Giovanni 13,25)

Come pregare in famiglia? In ogni modo non c’è una regola ben precisa bisognerebbe lasciar fare allo Spirito Santo a noi spetta il compito di provarci. Coraggio allora ed auguri!