mercoledì 27 novembre 2013
A VOLTE RITORNANO ....
Ma la cosa più "prodigiosa" è ricordare il dominio dell'account ed addirittura la pass per la gestione del blog.
Non so se c'è ancora in rete qualcuno dei più di 3mila fans del blog, ma vi piaccia o no, Jeshua è Risorto!
martedì 19 agosto 2008
IHOP international house of prayer - Kansas City US

Mike Bickle è il direttore della Casa internazionale di preghiera di Kansas City (IHOP-KC –KC) , nel Mossouri (USA), un ministero di “Adorazione e intercessione” 24 ore al girono nello spirito del tabernacolo di divide. Dal 19 settembre 1999, intercessione, adorazione e digiuno hanno continuato ininterrottamente con squadre di adorazione e digiuno che coprono 365 giorni all’anno. Oggi ci sono 400 persone che servono a tempo pieno nella IHOP-KC attraverso l’adorazione intercessione e digiuno e sono equipaggiati ad adempiere il grande mandato attraverso l’evangelizzazione, il ministero profetico, la guarigione e l’aiuto ai poveri.Mike è il presidente della Forerunner School of Ministry (FSM),la Scuola di ministreo d’avanguardia, una scuola biblica a tempo pieno a Kansas City. La visione della FSM è, nel contesto della preghiera incessante di giorno e ndi notte, di formare 10000 leadre, musicisti e predicatori nella conoscenza di Dio in uniche e e potenti espressioni di amore. Mike è l’autore di diversi libri tra cui: Passion for Jesus, Growing in the Prophetic, The Pleasures of Loving God, After God's Own Heart, The Rewards of Fasting: Experiencing the Emotions and Power of God, a The Seven Longings of the Heart. Il so insegnamento pone l’enfasi su come crescere nella pasiione per Gesù attraverso l’intimità con Dio.
La missione IHOP-KC è
Il 10 Settembre 1999, è incominciato un incontro di preghiera che continua ancora oggi, dall’alba al crepuscolo, e attraverso le veglie della notte, la preghiera e l’adorazione continua 24 ore al giorno 7 giorni alla settimana da sei anni ed oltee.La stanza di preghiera è il cuore pulsante di tutto ciò che accade alla Casa di Preghiera IHOP. La Scrittura ci insegna che la preghiera di giorno e di notte è di importanza cruciale perché una città possa assistere alla pienezza di un risveglio. (Luca 18:1-7). Offriamo a Gesù adorazione incondizionata e chiediamo la manifestazione della giustizia in ogni area della vita. Maria di Betania adorò Gesù incondizionatamente versando sul suo corpo il profumo costoso contenuto nel suo vaso di alabastro. Per questo i discepoli la criticarono ma Gesù la lodò. E il nostro desiderio è adorare Gesù in questo modo, versando le nostre vite ai suoi piedi. Desideriamo che la IHOP-KC sia un luogo di incontro, un luogo di trasformazione personale, fresca rivelazione e formazione biblica, un luogo dove cuori sono liberati e corpi guariti; un luogo dove credenti si uniscono e si ricevono nuove direttive; un luogo dove ci si incontra per intercedere per un risveglio.
Ogni due ore comincia un nuovo incontro, ognuno dei quali rientra in una delle quattro forme di preghiera.
La Stanza di Preghiera contiene sedie e tavoli che tutti possono utilizzare nella preghiera, adorazione e studio personale, può ospitare 800 persone. Collegate alla Stanza di preghiera ci sono piccole stanze designate per la preghiera di guarigione, il ministerio profetico e pensate per l’intercessione per le nazioni. Mentre la prima può essere utilizzata a qualsiasi ora, per ricevere una ministrazione personale bisogna prendere un appuntamento all’accettazione. Inoltre nastri rossi sul pavimento dell’angolo di fronte a destra della stanza indicano un luogo per pregare specificamente per far cessare l’aborto in America.
Presso la nostra scuola ministeriale lo studio della Bibbia avviene in una fiorente Base missionaria animata dalla preghiera di giorno e di notte. Come conseguenza, la conoscenza intellettuale ottenuta in classe non è separata dalla ricerca dell’intimità con Dio, e la formazione teorica non è slegata dalla esperienza sul campo.
La nostra visione è preparare diecimila leaders, cantori, musicisti e predicatori nella conoscenza di Dio che esprimano l’amore in modo incondizionato e con passione, nel contesto della preghiera di giorno e di notte.
La Forerunner Music Academy desidera formare strumentisti e cantori al massimo delle loro potenzialità attraverso una preparazione musicale rigorosa, nel contesto della preghiera e dell’adorazione continua della Casa di Preghiera e della Forerunner Music of Ministry.
Molti worship leader amano Gesù e la musica eppure non hanno la rivelazione della potenza della musica profetica e dell’adorazione profetica. La nostra visione è vedere restaurata la musica nel luogo di gloria in cui Dio l’aveva destinata da sempre. Non dovremmo mai permettere che la musica sia ridotta ad un hobby, una carriera o semplicemente un modo carino di “riscaldare” i culti delle nostre chiese. Dio l’aveva da sempre intesa come il veicolo che ci trasporta nella Sua gloria.
Il Children's Equipping Center (CEC) è una delle colonne principali della Casa di Preghiera di Kansas City. Attraverso una collaborazione tra genitori e leader si propone di equipaggiare e passare alla futura generazione le realtà i valori e le priorità della preghiera ininterrotta, dell’adorazione e dell’intimità con Gesù.
Siamo un team di educatori che desiderano sviluppare e creare opportunità strategiche perché i bambini di ogni età siano rilasciati nella preghiera, nell’adorazione a Dio, la guarigione dei malati attraverso l’intercessione,l’imposizione delle mani, nella profezia, l’insegnamento, la carità ai poveri, la predicazione, l’insegnamento e la salvezza dei perduti. Il nostro movimento desidera vedere bambini che abbiano un desiderio appassionato di camminare nella pienezza di Dio e allo stesso tempo comprendere il desiderio che Dio ha per loro di camminare nella potenza dello Spirito Santo.
Onething™ ministries è un braccio della missione della Casa di Preghiera. Ha come scopo chiamare i giovani a ricercare “l’unica cosa che è necessaria” (Luca 10:42) l’ unico scopo delle loro vite. Teniamo varie conferenze in tutta la nazione ogni anno dove si impartisce la visione e si danno consigli pratici per come diventare il popolo che ricerca “una cosa”.
Nel Salmo 27:4 il re Davide pregava: “ una cosa cosa desidero e quella solo io ricerco, contemplare la bellezza del Signore…” questa è una preghiera centrale per ciò che stiamo cercando di coltivare per questa generazione. Immagina cosa potrebbe accadere se una generazione senza scopo si alzasse avendo una visione, coraggio, diventando così lampade ardenti e risplendenti. Cosa accadrebbe se un milione di giovani comprendesse profondamente le emozioni di Dio ed avesse una profonda consapevolezza dei tempi in cui siamo. E’ una richiesta troppo ardita? Un sogno troppo grande? Queste preghiere stanno aspettando una risposta, è l’unica cosa che desideriamo.
Gesù disse che negli ultimi giorni avremmo assistito ad un numero maggiore di guerre tumulti e disastri naturali (Matteo 24:6-8, Luca 21:10-11). Oggi queste cose stanno già avvenendo: sebbene in alcune nazioni vi sia pace e sicurezza, in altre assistiamo a terribili spargimenti di sangue, carestie e repressioni. Ma dovunque c’è una così grande calamità, Dio desidera suscitare un Giuseppe. Nel 1800 a.C. avvenne una carestia su scala mondiale e Dio suscitò Giuseppe: un uomo che era stato preparato specificamente da Dio per questo tempo, Dio lo usò per preservare la vita (Genesi 45:5); per portare la discendenza ordinata da Dio di una nuova super-potenza, per ideare il più grande metodo di trasferimento della ricchezza nella storia, che sarebbe finita nelle mani del popolo di Israele. Giuseppe era un uomo di integrità, un uomo d’affari molto dotato, era stato messo alla prova dal fuoco di Dio ed era diventato un uomo di grande umiltà. Giuseppe aveva compreso le strategie di Dio come i figli di Issacar, che comprendevano i tempi con la consapevolezza di quello che Israele avrebbe dovuto fare. (I Cronache 12:32). Inoltre Giuseppe era profetico. La Compagnia di Giuseppe è un gruppo di donne e di uomini con l’unzione di Giuseppe, persone che sono state preparate da Dio per essere nella nostra generazione come Giuseppe fu per la sua, per preservare la vita, per essere consapevoli delle volontà di Dio di trasferire benessere e potere.
Forerunner Media Group( Messaggero Gruppo Media)
Proclamare il messaggio della International House of Prayer( IHOP) attraverso musica, libri, media(TV) ed eventi
Come ministero di preghiera stiamo pregando e lottando affinchè nessuna malattia o male conosciuto all’uomo possa rimanere nel nostro mezzo.
Al IHOP-KC, ci sono cinque camere progettate nella stanza di preghiera per ministrare a coloro che hanno bisogno di guarigione.
per saperne di più alcuni indirizzi web utili:
giovedì 31 luglio 2008
IL TUO RIPOSO SI CAMBIERA' IN GIOIA

di Dionigi card. Tettamanzi Arcivescovo di Milano
Carissimi,
sono lieto di rivolgervi un augurio sincero e affettuoso per le vostre prossime vacanze: che per tutti voi siano un tempo di riposo dalle fatiche del lavoro o dello studio, un tempo da trascorrere nella serenità con i familiari e gli amici, un tempo soprattutto nel quale rinnovare e rinfrancare lo spirito, riscoprendo il gusto di quel silenzio interiore che dona pace al cuore e lo dispone all’ascolto della parola di Dio.
Un tempo per il riposo: ma quale riposo?
La vacanza estiva è dai più desiderata come un momento di pausa, e dunque di riposo, dai ritmi intensi, affannati e spesso frenetici della vita quotidiana. Il riposo però non coincide con il semplice “non far nulla” e non è sinonimo di un tempo vuoto da riempire comunque - con altro rumore o con divertimenti forzati -, ma trova la sua autenticità e importanza nell’essere un momento che permette la riscoperta delle cose essenziali, più belle e più vere della nostra vita, che riporta agli affetti più profondi e alle relazioni più significative, alla valorizzazione della bellezza della natura e dell’arte, al gusto di rivivere la calma del ritmo naturale del tempo.
Tutti noi abbiamo bisogno di un vero riposo: per il corpo e per l’anima, per tutta la persona, dunque, e in particolare per la sua interiorità. Solo così possiamo ritrovare il nostro “io” profondo e possederci in vera libertà. Come amava dire sant’Ambrogio: “La tua ricchezza è la tua coscienza; il tuo oro è il tuo cuore… Custodisci l’uomo che è dentro di te. Non trascurarlo, non averlo a noia come se non avesse valore, perché è un possesso prezioso” (De officiis, 1,11).
Non apparirà allora strano affermare che una delle modalità centrali per vivere in modo autentico il tempo del riposo è il silenzio. E’ troppo il rumore assordante che ci avvolge; sono troppi i messaggi e le richieste, troppe le proposte e le urgenze che ci riempiono disordinatamente. C’è bisogno di silenzio, ossia di quella calma interiore che sola sa fare ordine nel caos degli impegni, ci fa riconoscere ciò che è essenziale e decisivo nella vita, ci rende interiormente liberi, ci apre alla preghiera e alla contemplazione dei doni – nel creato, nelle opere dell’uomo, nel cuore di ciascuno - che l’amore di Dio sparge senza sosta e senza misura.
Nel silenzio potremo anche – ma qui sta il vertice del nostro vivere - ascoltare la parola di Dio. Le forme non si contano: ognuno, in un certo senso, ha la propria strada. Vorrei però con molta semplicità offrire per questo tempo di riposo il suggerimento di leggere qualche libro della Sacra Scrittura per conoscere le grandi opere che Dio ha compiuto per il suo popolo. Sentirete che quelle pagine sono vive, che ancora parlano al vostro cuore e alla vostra vita, perché siamo noi oggi il popolo di Dio, un popolo che non può mai perdere la speranza, fondata come è sull’amore intramontabile e incondizionatamente fedele di Dio.
Un tempo per “viaggiare con gli occhi del cuore”
Il tempo del riposo non poche volte si coniuga anche con il tempo del “viaggiare”. E così per alcuni di voi la vacanza potrà comportare l’esperienza del visitare Paesi e popoli lontani. E’ un’occasione preziosa di cui far tesoro, questa, perché l’incontro con culture diverse dalla nostra ci apre più facilmente alle dimensioni del mondo.
Faccio mio l’invito di Giovanni Paolo II a “viaggiare con gli occhi del cuore”. Si tratta di imparare a conoscere, rispettare, valorizzare ogni cultura e a dialogare con essa. Il ritorno a casa potrà allora essere arricchito da un rinnovato spirito di comprensione, di accoglienza, di solidarietà e di tolleranza nei confronti di coloro che, magari da quegli stessi Paesi che abbiamo visitato, sono venuti ad abitare e lavorare presso di noi. “Viaggiare con gli occhi del cuore” significa anche non restare insensibili davanti alle preoccupanti forme di povertà che si possono incontrare. Ci si immette così sulla via di una crescita in noi di un più alto senso di responsabilità, di giustizia e di solidarietà verso il fratello, lontano o vicino, che ci chiede pane e acqua.
E come noi, così anche altri viaggiano in tempo di vacanza. E dunque veniamo sollecitati a ricevere quanti scelgono la nostra Regione, il nostro Paese come luogo del loro riposo. Sì, le nostre comunità e noi per primi diamoci da fare perché chi viene possa sentirsi accolto, desiderato, amati. Con le tante bellezze del nostro territorio, possa ricevere il nostro sorriso e la nostra affabilità. E nell’esperienza d’amicizia che può nascere e svilupparsi in questi incontri sentiamoci chiamati a testimoniare la fraternità che viene dal Vangelo e che si esprime nel reciproco “scambio di doni”, a cominciare dalle ricchezze interiori.
A ciascuno di voi, per una vacanza ricca di sapienza, rivolgo l’invito del libro sacro: «Seguine le orme e cercala, ti si manifesterà; e una volta raggiunta, non lasciarla. Alla fine troverai in lei il riposo, ed essa ti si cambierà in gioia» (Siracide 6, 27-28).
mercoledì 30 luglio 2008
FRANCESCO IL POVERO MISTICO

1598 49. Non deve stupire che il fuoco e le altre creature talvolta lo onorassero. Come abbiamo visto noi, vissuti con lui, Francesco aveva un grande affettuoso amore e rispetto per esse, e gli procuravano tanta gioia. Dimostrava a tutte le creature così spontanea pietà e comprensione che quando taluno le trattava senza riguardi, egli ne soffriva. Parlava con esse con così grande letizia, intima ed esteriore come ad esseri dotati di sentimento, intelligenza e parola verso Dio, che molto spesso, in quei momenti, egli era rapito nella contemplazione di Dio.
Amati fratelli desidero sottoporre al vostro cuore questi brani tratti dalla Leggenda Perugina (libro del medioevo sulla vita di Francesco d’Assisi) per sottolineare l’esperienza mistica di un uomo che è spesso visto solo come il magistrale compositore del “cantico delle creature” o tutto al più come di colui il quale parlava con gli animali. Si voglia considerare che il prodigio di una familiarità con gli elementi e le creature era propria del Signore Gesù virtù per tanto donata a tutti coloro che sono suoi amici
In verità, in verità vi dico: anche chi crede in me, compirà le opere che io compio e ne farà di più grandi, perché io vado al Padre. (Gv 14,12)
L’esperienza umana di Francesco è quindi principalmente un’esperienza mistica che attinge forza dall’intensa intimità con il Suo Signore, non si può assolutamente prescindere le due cose. Non è credibile chi compie prodigi senza trascorrere un solo attimo intenso d’amore con l’Amato e non sono credibili opere e parole prive di Spirito Santo perché ...
la bocca parla dalla pienezza del cuore. (Lc 6,45)
tutto ciò che di prodigioso ha compiuto Francesco non và però visto come un traguardo per la nostra vita spirituale, infatti il nostro scopo è il Volto di Cristo non le Sue mani.
Rapisca, ti prego, o Signore,l'ardente e dolce forza del tuo amore la mente miada tutte le cose che sono sotto il cielo, perché io muoia per amore dell'amor tuo, come tu ti sei degnato morire per amore dell'amor mio. (preghiera di Francesco d'Assisi)
Dunque, ciò che ci piace sottolineare e proclamare è la straordinaria intimità di quest’uomo con il Cristo che lo rende, sicuramente il più profondo del periodo, ma tra i più mistici della storia della chiesa tutta. Difficilmente l’umanità si è spinta nello Spirito a tanto, difficilmente un’anima così insoddisfatta della propria condizione umana, pur accettandola con moltà umiltà, ha osato varcare la porta dell’inverosimile, dell’impossibile, del misticismo puro senza compromessi… Quello che dobbiamo ammirare ed imitare di Francesco è senza dubbio la virtù più alta ed il suo livello spirituale che in così breve tempo questo giovane (dai 22 anni ai 44) in soli 20 anni di cammino ha ottenuto. La sua ascesi non è stato un pio esercizio di bassa religiosità o mero bigottismo fatto di preghierine o di liturgie sterili ma è stata forgiata nel fuoco della sofferenza e del dolore, costruita minuto dopo minuto e lacrima dopo lacrima, perché la scelta di vedere Dio in volto su questa terra non può non passare per la morte ed il dolore.
Mosè sulla montagna gli disse: «Mostrami la tua Gloria!».
Rispose: «Farò passare davanti a te tutto il mio splendore e proclamerò il mio nome: Signore, davanti a te. Farò grazia a chi vorrò far grazia e avrò misericordia di chi vorrò aver misericordia». Soggiunse: «Ma tu non potrai vedere il mio volto, perché nessun uomo può vedermi e restare vivo». Aggiunse il Signore: «Ecco un luogo vicino a me. Tu starai sopra la rupe: quando passerà la mia Gloria, io ti porrò nella cavità della rupe e ti coprirò con la mano finché sarò passato. Poi toglierò la mano e vedrai le mie spalle, ma il mio volto non lo si può vedere». (Es 33,13-23)
Ma a Francesco non bastava il favore di Dio, non bastavano i rapimenti estatici in cui l’Eterno consolava il suo cuore, non bastavano le frequentazioni angeliche a rallegrare la sua malattia, era un insaziabile "avido" di Dio. Tutta la sua vita fu un continuo spingersi più in là, varcare nuovi orizzonti nello spirito, avanzare e oltrepassare i limiti della sua carnalità, della sua condizione umana, della sua povera corporalità e ad un certo punto osò. Chiese l’inimmaginabile, formulò una domanda che nella storia del cristianesimo non fu e non sarà mai più formulata da nessuno soprattutto per le atroci conseguenze … la sua follia d’amore esagerò, ma la sua intimità, la sua amicizia, il suo profondo e radicale rapporto con il suo Re era talmente tale che ottenne ciò che chiedeva, non tanto perché ebbe l'ardire di chiederlo ma perché era l’unico che potesse sopportare il peso di quella croce portata da Gesù che non fu mai poggiata prima né mai fu ripoggiata poi …
… "O Signore mio Gesù Cristo, due grazie ti priego che tu mi faccia, innanzi che io muoia: la prima, che in vita mia io senta nell’anima e nel corpo mio, quanto è possibile, quel dolore che tu, dolce Gesù, sostenesti nella ora della tua acerbissima passione, la seconda si è ch' io senta nel cuore mio, quanto è possibile, quello eccessivo amore del quale tu, Figliuolo di Dio, eri acceso a sostenere volentieri tanta passione per noi peccatori”.
Questo incendio dello Spirito è possibile, è necessario, è doveroso ! Tutti noi possiamo anelare all’esperienza di Francesco perché egli è "solo" un figlio di Dio Altissimo e non un’angelo venuto dal cielo. L’intimità con Dio è quindi la fonte ed il motore di ogni vita spirituale ed il tempo trascorso con l’Amore è la medicina che guarisce e lenisce la nostra sofferenza, la nostra malattia e la nostra incredulità. Più siamo con Dio più riceviamo amore, più gurdiamo il SuoVolto più gli assomiglieremo, più ascolteremo la Sua Voce più parleremo per Lui …
Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime. Il mio giogo infatti è dolce e il mio carico leggero».(Mt 11,28-30)
giovedì 26 giugno 2008
GUARDAI A LUNGO I SUOI OCCHI
Una serva fissandolo disse:"Anche questi era con lui, Ma Pietro negò dicendo: "Donna, non lo conosco!". Poco dopo un altro lo vide e disse: "Anche tu sei di loro!". Ma Pietro rispose: "No, non lo sono!"., Passata circa un'ora, un altro insisteva:."In verità, anche questo era con lui; è anche lui un Galileo". Ma Pietro disse: "O uomo, non so quello che dici". E in quell'istante, mentre ancora parlava, un gallo cantò. Allora il Signore, voltatosi, guardò Pietro, e Pietro si ricordò delle parole che il Signore gli aveva detto: "Prima che il gallo canti, oggi mi rinnegherai tre volte". E uscito pianse amaramente. (Lc 22,54-62)"Avevo un ottimo rapporto con il Signore. Gli chiedevo delle cose, conversavo con lui, lo lodavo, lo ringraziavo...
Ma avevo sempre la sgradevole sensazione che lui volesse che lo guardassi negli occhi... E io non lo facevo. Gli parlavo, ma distoglievo lo sguardo quando sentivo che mi stava guardando.
Distoglievo sempre lo sguardo. E sapevo perché. Avevo paura. Pensavo che avrei trovato nei suoi occhi l'accusa di un qualche peccato di cui non mi ero pentito. Pensavo che avrei trovato una richiesta nei suoi occhi: ci sarebbe stato qualcosa che lui voleva da me, e che io non volevo dargli.
Un giorno finalmente mi feci coraggio e guardai. Non c'era nessuna accusa. Non c'era nessuna richiesta. Gli occhi dicevano solo: "Ti amo". Guardai a lungo in quegli occhi. Li scrutai. Ma il solo messaggio era: "Ti amo".
Ed io uscii e, come Pietro, piansi."
mercoledì 18 giugno 2008
RIESCI AD ASCOLTARE LA VOCE DI CRISTO NELLA TUA VITA?
Di ritorno dalla regione di Tiro, passò per Sidone, dirigendosi verso il mare di Galilea in pieno territorio della Decàpoli. E gli condussero un sordomuto, pregandolo di imporgli la mano. E portandolo in disparte lontano dalla folla, gli pose le dita negli orecchi e con la saliva gli toccò la lingua; guardando quindi verso il cielo, emise un sospiro e disse: «Effatà» cioè: «Apriti!». E subito gli si aprirono gli orecchi, si sciolse il nodo della sua lingua e parlava correttamente. 36E comandò loro di non dirlo a nessuno. Ma più egli lo raccomandava, più essi ne parlavano e, pieni di stupore, dicevano: «Ha fatto bene ogni cosa; fa udire i sordi e fa parlare i muti!».LE ARMI DELLA BATTAGLIA

IN PRIMA ANALISI VI SONO TRE PUNTI FONDAMENTALI DA STABILIRE:
- L'armatura è di Dio, quindi è Lui che ci provvede ogni pezzo.
- Noi non sappiamo quando arriverà il giorno malvagio, perciò dobbiamo indossare sempre l'armatura di Dio.
- Tutti i pezzi dell'armatura rappresentano armi da difesa ad eccezione della spada dello Spirito che è arma di attacco.
CINTI I FIANCHI CON LA VERITÀ (v.14)
Il primo attacco è quello contro la verità di Dio, contro ciò che Dio proclama. È dai tempi dell'Eden che Satana cerca di conquistare l'uomo con la menzogna, l'inganno e le mezze verità. "Voi siete figli del diavolo, che è vostro padre, e volete fare i desideri del padre vostro. Egli è stato omicida fin dal principio e non si è attenuto alla verità, perché non c'è verità in lui. Quando dice il falso, parla di quel che è suo perché è bugiardo e padre della menzogna." Giovanni 8:44
Cosa significa avere cinti i fianchi della verità? Ai tempi biblici la tunica era un indumento usato sia dagli uomini che dalle donne, l'unica differenza era che gli uomini usavano una tunica fino alle caviglie e in genere di un solo colore, ricamata ai bordi e al collo: "Quando gli uomini dovevano lavorare o correre sollevavano il fondo della tunica e lo infilavano nella cintura per acquistare maggiore libertà di movimento. Si diceva "cingersi i fianchi", e tale espressione divenne una metafora per indicare l'essere pronti. Ad esempio, Pietro raccomanda di aver le idee chiare invitando i cristiani a "cingersi i fianchi" della mente (I Pietro 1:13, testo latino). Anche le donne sollevavano l'orlo della tunica quando dovevano trasportare oggetti da un luogo all'altro (Usi e costumi di tempi della Bibbia, pag.14 - Ralph Gower, Elle Di Ci) Anche le Scritture confermano: "Mangiatelo in questa maniera: con i vostri fianchi cinti, con i vostri calzari ai piedi e con il vostro bastone in mano; e mangiatelo in fretta: è la Pasqua del Signore." Esodo 12:11 Quindi bisogna cingersi i fianchi con la verità ed essere pronti a proclamare la verità di Dio. Gesù afferma: "Santificali nella verità: la tua parola è verità". Giovanni 17:17Allora cingiamoci con la verità attraverso lo studio, la meditazione, la confessione e l'ubbidienza alla Parola di Dio.
LA CORAZZA DELLA GIUSTIZIA (v.14) L'attacco in quest'area si manifesterà sottoforma di accusa, condanna e orgoglio, cercherà di colpire i nostri sentimenti. Satana cercherà di accusarci davanti a noi stessi e di accusare Dio e i fratelli, lanciando su di noi sentimenti di colpa anche per i peccati già confessati e quindi già perdonati. La Parola di Dio in Romani 8:1 dichiara: "Non c'è dunque più nessuna condanna per quelli che sono in Cristo Gesù…" Egli cercherà anche di investirci con orgoglio spirituale, con "bontà personale", così da portarci a peccare contro Dio, contro i fratelli, la Chiesa, le nostre autorità, ecc. In genere quando accettiamo queste cose per noi è arrivato il giorno malvagio. Dobbiamo dunque essere custoditi dalla giustizia di Dio, credendo che tutto ciò che abbiamo è frutto della Sua bontà, non permettendo che il diavolo ci accusi o ci condanni, perché siamo già stati giustificati da ogni fallo e delitto."…vale a dire la giustizia di Dio mediante la fede in Gesù Cristo, per tutti coloro che credono - infatti non c'è distinzione…" Romani 3:22 "essi, che hanno mutato la verità di Dio in menzogna e hanno adorato e servito la creatura invece del Creatore, che è benedetto in eterno. Amen. Perciò Dio li ha abbandonati a passioni infami: infatti le loro donne hanno cambiato l'uso naturale in quello che è contro natura…" Romani 1:25-26
LE CALZATURE AI PIEDI (lo zelo per propagare il Vangelo della pace) (v.15) Qui l'attacco avviene in forma di persecuzione e disanimo per soffocarci e toglierci dal territorio di Dio, provocando passività, cadute in compromessi, ed ogni altra cosa, pur di portarci ad una posizione di comodità. Il compromesso con il peccato o la semplice passività sono tattiche molto usate dal nemico. Molti credenti nelle Chiese sono passivi e accettano tutto ciò che succede loro senza reagire e combattere per ciò che posseggono. Uno dei primi frutti che si manifestano nella nostra vita cristiana quando veniamo a Gesù, è lo zelo per la propagazione del Vangelo. Infatti desideriamo che i nostri famigliari, amici, colleghi e tutto il mondo conoscano come noi i benefici della salvezza e l'immensa gioia che questa porta, ma subdolamente Satana innalza qualcuno per diffamarci, per darci dei "pazzi", per scoraggiarci o ancora, per mettere persone ambigue sul nostro cammino, proponendoci anche ottime occasioni lavorative o qualsiasi altra attrattiva pur di distrarci e portarci via il nostro zelo. Questa forma di attacco purtroppo non si manifesta solo nella vita dei neofiti, ma in modo continuo nella vita di ogni singolo credente.Il profeta Ezechiele menziona l'ozio e la vita facile tra i peccati di Sodoma ("Ecco, questa fu l'iniquità di Sodoma, tua sorella: lei e le sue figlie vivevano nell'orgoglio, nell'abbondanza del pane, e nell'ozio indolente; ma non sostenevano la mano dell'afflitto e del povero." Ezechiele 16:49).Certamente questa non è la volontà di Dio per noi, per questo dobbiamo difenderci mantenendo i nostri cuori pieni di zelo per la propagazione del Vangelo, non accettando nulla di meno nelle nostre vite di un cuore che bruci per Dio e per la salvezza delle anime. Tutto ciò allontanerà da noi questo tipo di attacco. Ricordiamoci che le calzature dello zelo coprono i piedi e questo significa che senza zelo non possiamo correre bene. Se il diavolo riesce a rubarcelo saremo fermati.
LO SCUDO DELLA FEDE (v.16)La Bibbia dichiara "Or senza fede è impossibile piacergli; poiché chi si accosta a Dio deve credere che egli è, e che ricompensa tutti quelli che lo cercano". Ebrei 11:6 "…poiché in esso la giustizia di Dio è rivelata da fede a fede, com'è scritto: 'Il giusto per fede vivrà'." Romani 1:17 "Poiché tutto quello che è nato da Dio vince il mondo; e questa è la vittoria che ha vinto il mondo: la nostra fede." I Giovanni 5:4 . È chiaro che Satana cercherà di minare la nostra fede in modo da non essere più graditi a Dio e non potere più adempiere alla sua volontà di vivere per fede e di vincere il mondo. L'attacco maligno in questo caso avverrà attraverso l'incredulità, il dubbio e le paure. Lo scudo è l'arma di difesa più importante perché se usato bene può proteggere anche tutto il corpo. Questo attacco alla nostra fede può avvenire in svariati modi: con l'incredulità, il dubbio e le paure. La Bibbia dice che la fede è certezza (Ebrei 1:1), perciò noi rimaniamo fermi su questa certezza acquisita attraverso la Parola di Dio per resistere agli attacchi maligni ("Resistetegli stando fermi nella fede, sapendo che le medesime sofferenze affliggono i vostri fratelli sparsi per il mondo." I Pietro 5:9).
L'ELMO DELLA SALVEZZA (v.17) L'elmo della salvezza ci parla di un attacco nella mente. La mente è la sede dell'anima dove risiedono le nostre emozioni, i desideri, la volontà, ecc. ed è proprio nella nostra mente che Satana cercherà di intrufolarsi con i suoi pensieri per farci pensare in modo carnale, facendoci desiderare il mondo dei sensi invece del mondo dello Spirito. Per difenderci da questi attacchi dovremo continuamente ricordarci che la salvezza è totale e che comprende anche l'anima. La nostra mente viene rinnovata di continuo e dal momento in cui accettiamo Gesù il destino della nostra anima è la salvezza, quindi non dobbiamo permettere a nessun tipo di pensiero che non sia in accordo con la Parola di Dio di occupare le nostre menti. Così facendo saremo protetti dagli intenti maligni. "Quindi, fratelli, tutte le cose vere, tutte le cose onorevoli, tutte le cose giuste, tutte le cose pure, tutte le cose amabili, tutte le cose di buona fama, quelle in cui è qualche virtù e qualche lode, siano oggetto dei vostri pensieri." Filippesi 4:8
LA SPADA DELLO SPIRITO, LA PAROLA DI DIO (v.17) La spada rappresenta chiaramente un'arma di attacco ed è l'unica arma di attacco presente nell'armatura del credente. Dato che dunque dobbiamo attaccare, lasciamo ogni dubbio sulla Parola di Dio. Il diavolo cercherà sempre di rubare la Parola di Dio dai nostri cuori, così che non produca frutto (Matteo 13:19), o ancora cercherà di accecare le nostre menti così da non farci riconoscere la verità (II Corinzi 4:4). Non solo, ma si intrufolerà in mezzo ai santi con "…dottrine di demoni…" (I Timoteo 4:1), con accuse sulle nostre vite, su chi siamo in Gesù, sui fratelli, ecc. Come lo farà? Seminando nella mente dubbi, confusioni e incomprensioni che noi dovremo immediatamente confrontare con la Parola di Dio per respingerli. Ogni volta che veniamo attaccati dobbiamo chiederci se ciò che riceviamo nella nostra mente provenga dal diavolo oppure dalle persone che ci stanno intorno e se sia in accordo o in disaccordo con la Parola di Dio. È importante inoltre non dimenticare che il diavolo usa le persone che ci stanno intorno per colpirci, soprattutto quelle a noi più vicine o che abbiano maggior influenza affettiva su di noi, sempre che essi si lascino manipolare. "…il nostro combattimento infatti non è contro sangue e carne ma contro i principati, contro le potenze, contro i dominatori di questo mondo di tenebre, contro le forze spirituali della malvagità, che sono nei luoghi celesti." Efesini 6:12
ALCUNE CARATTERISTICHE DELLE ARMI DA COMBATTIMENTO ARMI SPIRITUALI"…infatti le armi della nostra guerra non sono carnali, ma hanno da Dio il potere di distruggere le fortezze, poiché demoliamo i ragionamenti e tutto ciò che si eleva orgogliosamente contro la conoscenza di Dio..." II Corinzi 10:4-5aSono armi date da Dio.
ARMI DI LUCE "La notte è avanzata, il giorno è vicino; gettiamo dunque via le opere delle tenebre e indossiamo le armi della luce." Romani 13:12Se una persona inizia a fare battaglia spirituale e si trova nel peccato ne rimarrà ferita.
ARMI DI GIUSTIZIA "…con le armi della giustizia a destra e a sinistra..." II Corinzi 6:7blett: le armi di destra, offensive (la spada), e di sinistra, difensive (lo scudo). La giustizia di Dio è dunque la nostra arma di difesa e di attacco.
L’EUCARISTIA, SPERANZA DEL REGNO

Il «già» che l’Eucaristia celebra è la pienezza della grazia e della gioia messianica; essa ci ricorda che lo Sposo è già con noi (cf Mc 2,19).(...)Eppure, esso non è un banchetto chiuso e definitivo; c’è qualcosa di «inconcluso» in esso che affiora ogni istante. Si è come in quel festino di cui parla il Vangelo, in cui si aspetta che, da un momento all’altro, entri il re per vedere i commensali (Mt 22,11). È un banchetto che — come quello della notte dell’esodo — si consuma in piedi, con la cintura ai fianchi, come chi è in attesa di partire per la terra promessa. Ogni volta che mangiate di questo pane e bevete di questo calice, voi annunziate la morte del Signore, finché egli venga (1 Cor 11,26). (...) Istituendo l’Eucaristia, Gesù, per così dire, diede appuntamento alla sua Chiesa per un altro banchetto, quello che si sarebbe compiuto nel Regno di Dio (cf Mt 26,29). L’Apocalisse parla proprio di questo banchetto nuovo ed eterno, al quale l’Agnello ora aspetta la sposa: Scrivi: Beati gli invitati al banchetto di nozze dell’Agnello! (Ap 9,9). Per questo, dopo la consacrazione, noi diciamo: «Annunciamo la tua morte, Signore, proclamiamo la tua risurrezione, nell’attesa della tua venuta!». Non basta, naturalmente, che noi proclamiamo la nostra fede nel ritorno del Signore a parole soltanto, durante la Messa; anche in ciò, l’Eucaristia deve «invadere» la vita. È la nostra vita intera che deve proclamare che noi siamo in attesa che il Signore venga, e proclamarlo per il modo in cui sappiamo affaticarci e gioire nelle cose di quaggiù, mantenendo viva la fede e ardente la speranza nelle cose di lassù, dove Cristo ci aspetta. Non siamo solo noi, infatti, che aspettiamo il Signore; anche il Signore aspetta noi!
La preghiera è la luce dell`anima

Il bene supremo è la preghiera, il rapporto intimo di amicizia con Dio: essa è comunione con Dio, e ci rende una sola cosa con lui. Come gli occhi del corpo sono illuminati dalla luce, così l`anima che è tutta tesa verso Dio viene investita e penetrata dalla sua ineffabile luce. La preghiera non è un atteggiamento esteriore, ma viene dai cuore, non è limitata a ore o tempi determinati, ma si attua ininterrottamente di giorno e di notte. Non basta infatti dirigere prontamente il pensiero a Dio solo nei momenti dedicati alla preghiera; ma anche quando si è impegnati in altre occupazioni, come l`assistenza ai poveri o altri doveri e opere che arrechino aiuto alle persone, è necessario mettervi dentro il desiderio e la memoria di Dio, perché queste occupazioni, rese gustose col sale dell`amore di Dio, diventino per il Signore un cibo piacevolissimo.
La preghiera è la luce dell`anima, la vera conoscenza di Dio, la mediatrice tra Dio e gli uomini... Con la preghiera l`anima si innalza verso il cielo e si unisce al Signore con un ineffabile abbraccio: come un bambino chiama piangendo sua madre, essa grida verso Dio bramosa del cibo che viene da lui. Esprime i suoi desideri intimi, e riceve doni infinitamente superiori alla natura. La preghiera, con cui ci presentiamo rispettosamente al Signore, è la gioia del cuore e la pace dell`anima...
Mentre il corpo resta sulla terra, la preghiera conduce l`anima alla sorgente celeste e la disseta con quell`acqua che diverrà in lei una fonte zampillante per la vita eterna (cf. Gv 4,14). Essa ci dà la vera sicurezza dei beni futuri e, nella fede, ci fa conoscere meglio il dono di Dio... Quando dico preghiera, non pensare che si tratti di parole. Essa è desiderio di Dio, amore ineffabile che non viene dagli uomini, ma è operato dalla grazia di Dio. L`apostolo dice infatti: Noi non sappiamo pregare come dovremmo, ma lo Spirito stesso intercede per noi con gemiti ineffabili (Rm 8,26).
Questa preghiera, quando il Signore la concede a qualcuno, è una ricchezza che nessuno può portar via, è un cibo celeste che sazia l`anima. Colui che l`ha gustata, è posseduto da un desiderio eterno di Dio, simile a un fuoco violento che gli infiamma il cuore. Lascia che si compia in te nella sua pienezza, e, per decorare la tua casa di dolcezza e di umiltà, illuminala con la luce della giustizia, rivestila di buone opere come di una superficie lucente. Al posto dei mosaici, metti la fede e la grandezza d`animo. Per compiere l`edificio, poni ancora la preghiera alla sua sommità. Così la casa che preparerai per il Signore sarà completa: lo potrai dunque accogliere come in una splendida reggia, e ne possederai la gloria, per sua grazia, nel tempio della tua anima.
LA POTENZA DELLA CAMERETTA SEGRETA

L'Antico Testamento afferma che Dio divise il Suo popolo in due categorie: "coloro che Lo cercano e coloro che non Lo cercano!" (Esdra 8:22).
Anche oggi Dio ha due tipi di figli: coloro che Lo cercano regolarmente nella loro cameretta segreta della preghiera e coloro che non lo fanno.
Quando Dio si adirò contro Israele per le sua idolatria, Mosè piantò la sua tenda fuori del campo. La Bibbia, afferma che dopo, " chiunque cercava il SIGNORE, usciva verso la tenda di convegno, che era fuori dell'accampamento" (Esodo 33:7).
Nel bel mezzo del dilagare dell'idolatria in Israele, c'erano ancora i figliuoli di Dio che dedicavano tempo ed energia a cercare il Signore con tutto il loro cuore! Questo residuo santo emergeva dai milioni d'idolatri che affollavano il popolo d'Israele. Sapevano di doversi recare fuori del campo o sarebbero caduti anch'essi nell'apostasia che serpeggiava tra il popolo.
Secoli dopo, i sudditi del re Asa, capirono perché Dio li aveva benedetti e fatti prosperare e n'aveva garantito la pace con tutti i loro nemici : " perché abbiamo cercato il SIGNORE, il nostro Dio; noi l'abbiamo cercato, ed egli ci ha dato pace lungo i nostri confini. Essi dunque si misero a costruire, e prosperarono" (2 Cronache 16:6).
A un certo punto del regno di Asa, un esercito di un milione d'Etiopi si mosse contro Israele: " allora Asa invocò il suo Dio, e disse: " Tu sei il SIGNORE nostro Dio; non vinca l'uomo contro di te!". E il SIGNORE sconfisse gli Etiopi davanti ad Asa e gli Etiopi si diedero alla fuga furono fatti a pezzi davanti al SIGNORE " (2 Cronache 14:10-13).
Quando Asa fu attaccato, si prostrò con la faccia in terra e si rivolse a Dio in preghiera, e Dio rispose con la vittoria! Poco dopo quel trionfo, tuttavia, il profeta Azaria raggiunse Asa e gli disse: " il SIGNORE è con voi, quando voi siete con lui; se Lo cercate, Egli si farà trovare da voi; ma, se Lo abbandonate, Egli vi abbandonerà!" (2 Cronache 15:2).
In altre parole: "se smettete di cercare la comunione con Dio, se smettete di desiderarlo ardentemente e di invocare il Suo Nome in tutto quello che fate, Egli vi abbandonerà!".
Azaria sapeva che a motivo delle grandi liberazioni provvedute da Dio, il re sarebbe stato tentato di diventare orgoglioso e di fare affidamento sulla carne. Per la verità, ogni volta che gli Israeliti cercarono Dio dopo di allora, Egli li benedisse: " nella sua angoscia egli (cioè il popolo d'Israele) si è convertito al SIGNORE, Dio d'Israele, l'ha cercato, ed Egli si è lasciato trovare da lui".
Gli Israeliti sapevano da dove gli venivano potenza e vittoria: dall'aver cercato Dio con tutto il cuore!
"Si accordarono in un patto a cercare il SIGNORE, Dio dei loro padri, con tutto il loro cuore e con tutta l'anima loro perché avevano giurato di tutto cuore, avevano cercato il SIGNORE con grande ardore ed egli si era lasciato trovare da loro. E il SIGNORE diede loro pace lungo i confini" (2 Cronache 15:12,15).
Israele assaporava il riposo quando cercava Dio in preghiera! Questo non vuol dire che non avessero problemi ma, siccome si prostravano con la faccia a terra e gridavano a Dio, rivolgendosi a Lui in totale dipendenza, Egli li liberava sempre e dava loro ordine e forza.
Del re Uzzia è scritto: " finché cercò il SIGNORE, Dio lo fece prosperare la sua fama raggiunse paesi lontani, perché egli fu meravigliosamente soccorso, finché divenne potente" (2 Cronache 26:5,15). Poiché Uzzia cercò Dio, il Signore lo rese potente e garantì l'ordine nel suo regno.
Ma, nella sua prosperità, questo re smise di cercare Dio. L'orgoglio s'insinuò e il suo cuore s'insuperbì. Uzzia si affidò alle braccia della carne e divenne lebbroso: fece una fine infamante!
Geremia profetizzò che tutti i pastori che si rifiutano di cercare Dio in preghiera verranno meno allo stesso modo: " perché i pastori sono stati stupidi e non hanno cercato il SIGNORE; perciò non hanno prosperato e tutto il loro gregge è stato disperso" (Geremia 10:21).
Cercare Dio.
In verità, la scena descritta da Geremia è un quadro esatto di quello che si vede oggi nella chiesa di Gesù Cristo. Molti pastori sono diventati pigri e negligenti. Vedono la loro vocazione come un lavoro, come un assegno! Si affidano alle braccia della propria carne, si rivolgono a libri e commentari per preparare i propri sermoni anziché cercare di conoscere il cuore di Dio mediante la preghiera. Hanno perduto ogni potere di nutrire il gregge e di tenerlo in ordine e perciò le pecore vengono disperse!
L'unità che un tempo manteneva le chiese forti sta andando in pezzi. I cristiani sono affamati dell'Evangelo e corrono da un posto all'altro solo per trovare qualche briciola che soddisfi la brama del loro cuore.
Geremia, ai suoi tempi, affermò: " le mie tende sono guaste, tutto il mio cordame è rotto " (Geremia 10:20a). il cordame a cui si riferiva, la potenza vincolante di Dio che manteneva l'unità del popolo, era stato distrutto.
"I Miei figli sono andati lontano da Me e non sono più " (Geremia 10:20b).
Il gregge era andato via, disperso!
"Non c'è più nessuno che stenda la Mia tenda, che innalzi i Miei teli " (Geremia 10:20c)
C'era una tale impurità tra i sacerdoti che nessuno di loro osava avvicinarsi alle cose sacre di Dio. Nessun sacerdote era degno di toccare i sacri teli!
Forse avete il tipo di pastore descritto da Geremia. Probabilmente all'inizio era fermo, dedito alla preghiera e Dio lo benediceva e lo faceva prosperare. C'era unità nella chiesa, poiché la preghiera crea unità. Ora è tutto in rovina. Dio ha dovuto volgere altrove il Suo volto, perché ha dovuto dire di tutti i pastori e i cristiani pigri: "NON MI CERCANO PIU'!".
Il Signore opera una netta distinzione tra questo tipo di credenti e coloro che Lo cercano in preghiera.
Desidero rivolgermi, ora, a coloro che cercano Dio.
Avere Una Cameretta Segreta!
Avete una cameretta per pregare?
Non mi riferisco ad una cameretta apposita, che farebbe comunque al caso, ma, piuttosto, all'abitudine di appartarsi con Dio. Lo fate?
Avere una "cameretta segreta" significa semplicemente appartarsi con Dio in qualsiasi luogo, in qualunque momento, dedicando un periodo di tempo scelto, di qualità, al desiderio del Signore, alla ricerca di Dio, all'invocazione del Suo Nome.
"Cameretta di preghiera" significa "abitudine a pregare".
Osservate la pratica quotidiana di appartarvi con Dio? Si tratta di questo quando si parla di cameretta di preghiera: PRATICA.
Vuol dire imporsi di andare davanti a Dio, di rispondere quando lo Spirito vi chiama. Significa avere un cuore che dice: "devo stare da solo con Dio. Devo parlare con mio Padre, oggi!".
A volte la mia cameretta segreta è l'automobile, quando sono solo; spesso è il mio studio in casa ma, è anche una stradina di campagna in Pennsylvania, dove a volte mi ritiro per stare col Signore.
È anche camminare per le strade di New York. Alcune settimane fa, era una spiaggia della Florida sulla quale ho camminato per ore, appartato con Dio.
Il tipo di preghiera di cui parlo, ha a che fare con l'intimità con Dio, con l'essere soli con Lui!
Gesù ci mise in guardia contro l'ipocrisia nella preghiera. Operò una drammatica distinzione tra coloro che cercano Dio nella cameretta segreta e coloro che pregano per essere considerati santi dagli altri!
Gli ipocriti sono attori, persone che si atteggiano da sante per ricevere le lodi degli altri. Gesù affermò che ci sono molti di questi attori nella Sua chiesa: " quando pregate, non siate come gli ipocriti; poiché essi amano pregare stando in piedi nelle sinagoghe e agli angoli delle piazze per essere visti dagli uomini. Io vi dico in verità che questo è il premio che ne hanno " (Matteo 6:5).
La nostra carne ama applausi e complimenti ma, Dio non può usare la nostra carne, cioè la nostra natura peccaminosa, perché la nostra carne non può essere rimodellata o santificata. Quando nasciamo di nuovo, Dio elimina la nostra carne e ci rende nuove creature nel Suo Spirito. La nostra carne deve essere ripudiata e messa a morte!
Tuttavia possiamo vedere la carne all'opera in noi quando compiamo qualcosa per Dio ma non riusciamo a capire perché gli altri non l'apprezzano. La nostra carne vuole che si cantino le nostre lodi!
"Essi", cioè gli ipocriti, "amano pregare" (Matteo 6:5), o almeno è questo quel che vogliono che crediate. Pregano in chiesa, frequentano gli incontri di preghiera, ma non hanno l'abitudine di pregare! Non si appartano da soli con il Padre per pregare.
Ricordo d'aver sentito parlare della reputazione di un uomo di preghiera, di un pastore; mi dicevano: "prega otto ore al giorno". Pensavo: "perbacco! Chissà che predicatore! Vorrei incontrarlo".
Lo incontrai e non notai nulla di particolare in lui; poi capii: se avesse trascorso otto ore al giorno in preghiera, gli altri se ne sarebbero accorti semplicemente dai cambiamenti nel suo carattere. Ma in quest'uomo non c'erano cambiamenti! Gli altri sapevano di quelle sue lunghe veglie, solo perché lui lo aveva riferito. Aveva cantato le proprie lodi!
Avere Potenza!
Carissimi, Dio non ascolta nemmeno una delle parole delle preghiere degli ipocriti, perché quelle preghiere non sono mai state pensate per Lui; e Gesù afferma che non avranno nessuna ricompensa dal Padre (Matteo 6:5c) !
Tuttavia, in questo messaggio non intendo parlare solo degli ipocriti, ma anche dei cristiani buoni, onesti e credenti. Mi ha davvero scosso costatare che solo pochissimi cristiani praticano la meravigliosa comunione quotidiana col Signore. La grande maggioranza prega solo in chiesa e ai pasti e in più, dice forse poche veloci parole prima di andare a letto. Non hanno l'abitudine di pregare; cioè non ce l'hanno finché non sono colpiti da una crisi: allora sì che fanno in fretta a chinare il capo!
Non posso fare a meno di sentirmi crescere dentro una santa indignazione quando qualcuno mi dice: "fratello David, tu devi pregare perché è il tuo mestiere. è la tua vocazione di predicatore che lo richiede. Ma io non sono nel ministerio. Non ho questa vocazione".
No! L'abitudine di accostarsi a Dio quotidianamente è necessaria ad ognuno di noi! Il motivo per cui così tanti cristiani mancano di potenza nella propria vita, è che non hanno una vita di preghiera. Pregano forse una volta alla settimana, o quando ne hanno voglia.
Carissimi, la preghiera casuale, ad intermittenza, non ha assolutamente potenza.
"Il Padre tuo vede nel segreto" (Matteo 6:6).
Dio vede nel segreto, nel profondo del nostro cuore!
Vede quanto tempo dedicate a cose che credete necessarie, agli amici, alla televisione (di fronte alla quale sprecate ore e ore) e vede che andate a Lui per una riflessione tardiva, o solo per convinzione di peccato o per un sentimento d'autocondanna.
La cameretta segreta è qualsiasi posto in cui un figlio di Dio chiude fuori il mondo e si chiude dentro da solo con Dio per cercarLo e per pregare!
Gesù affermò chiaramente: " quando preghi, entra nella tua cameretta e, chiusa la porta, rivolgi la preghiera al Padre tuo " (Matteo 6:6). In altre parole, quando entrate nella vostra cameretta, non iniziate a pregare prima d'aver chiuso la porta!
Questo significa che non dovete parlare al Padre vostro con una mente ingombra. Chiudete fuori tutti i pensieri che vi fanno allontanare da Lui. Siate svegli, concentrati non sprecate parole, non pensate a qualcos'altro. Potete lasciar vagare la mente quando parlate con amici o quando siete al lavoro o a scuola ma, quando andate alla presenza del Re, la Bibbia afferma: "vede nel segreto" !
Molte persone pregano per lunghe ore eppure sono senza potenza nel loro cammino quotidiano. Si chiedono perché non arrivano le risposte, perché non sono vittoriose. è perché pregano con la porta della cameretta aperta. Lasciano aperta la porta alle distrazioni e Dio non risponde a preghiere apatiche e prive di sincerità!
Vi recate nella vostra cameretta segreta per ore, senza mai formulare preghiere ponderate, senza mai colpire il bersaglio dell'orecchio di Dio, perché non sapete che cosa volete o di che avete bisogno?
Non v'ingannate: ci vuole uno sforzo di concentrazione per pregare!
Quando vi recate nella vostra cameretta segreta, chiudete la porta e staccate il telefono.
Ogni figlio di Dio che dispone il proprio cuore alla ricerca del Padre, dovrà affrontare quelle che io chiamo le "interruzioni sataniche". Il diavolo verrà ad interrompervi per indirizzare la vostra mente verso qualsiasi cosa che non sia il vostro Padre celeste.
Carissimi, questa disciplina è assolutamente imperativa.
Se dobbiamo incontrarci con Dio ed essere ascoltati da Lui, allora dobbiamo trovarci dove Lui si trova: nel segreto!
"E il Padre tuo, che vede nel segreto, te ne darà la ricompensa " (Matteo 6:6).
Dio vi ha invitati a presentarvi con piena fiducia davanti al Suo trono di grazia che si trova dietro porte chiuse.
La stanza del Trono di Dio non è come la sede del tribunale di Manhattan. Sono andato in quel tribunale, una volta, e mi sono chiesto come facesse il giudice a concentrare la sua mente sul caso. Gli stenografi andavano e venivano, gli avvocati andavano qui e là chiacchierando: a volte sembrava un manicomio. Di tanto in tanto il giudice doveva battere con forza il suo martelletto e gridare: "silenzio!".
Alla presenza di Dio, invece, non c'è una tale calamità. Non ci sono interminabili code di persone in attesa di comparire, né ci sono anime che distraggono andandosene qui e là. Quando entrate nella stanza del trono di Dio e vi chiudete la porta dietro, siete solo voi e il Padre. Siete soli alla Sua presenza. Siete voi il Suo solo interesse.
Devo chiedervi: alla presenza del vostro Padre celeste vi comportate come non osereste mai condurvi davanti al vostro sindaco o governatore o presidente? Supponete di dover chiedere al presidente un'ora del suo tempo. Entrate nel suo ufficio, vi sedete, ma la vostra mente è altrove, forse concentrata su qualcuno che gioca a tennis al di là della finestra. Quanto pensate che durereste alla sua presenza?
Quando andate a cercare il Padre vostro in preghiera, chiudete la porta in modo tale che niente e nessuno possa entrare, né orgoglio, né distrazioni! Chiudete letteralmente la porta e chiudetela anche spiritualmente, " facendo prigioniero ogni pensiero fino a renderlo ubbidiente a Cristo " (2 Corinzi 10:5).
Tempo di Qualità!
Nell'Antico Testamento le persone non si potevano accostare all'altare con un agnello che fosse macchiato o cieco o zoppo. Dovevano portare al Signore il meglio che avevano.
Vi chiedo: che tipo di tempo portate nella vostra cameretta? È il vostro tempo migliore, quando siete perfettamente svegli? O piuttosto andate al Signore stanchi e affaticati, trascinandovi alla Sua presenza con pesanti occhiaie? Se la vostra mente comincia a vagare perché siete stanchi, ammettetelo semplicemente. Dite: "Gesù, questa sera sono troppo stanco per pregare. Andrò a letto e quando mi sveglierò ti dedicherò un'ora migliore".
Andate a Lui al mattino, per pregare su tante cose, ma la vostra mente pensa all'automobile che deve essere lavata in giornata?
Carissimi, mente e cuore devono essere dove sono le labbra! Isaia parlò del tipo di " olocausti e sacrifici saranno graditi sul mio altare, perché la mia casa sarà chiamata una casa di preghiera " (Isaia 56:7).
Coloro che offrono sacrifici accettabili, Dio dice, sono coloro " che si saranno uniti al SIGNORE per servirlo, per amare il nome del SIGNORE" (Isaia 56:6).
Cari santi, questo è il solo sacrificio accettabile che possiamo offrire sull'altare di Dio! Non è un sacrificio zoppo, apatico, sonnolento, un'offerta obbligatoria dell'ultimo minuto. No. Sgorga da un cuore che si consuma d'amore per Gesù, che gli grida in continuazione: "Dio, vengo a te oggi per conoscerTi. Voglio essere guidato, corretto e istruito da Te. Voglio imparare l'ubbidienza, comprendere le Tue vie. Ti voglio sempre più!".
Riferendosi a coloro che portano tali sacrifici, Dio dice in Iasia 56:7:" Io li condurrò sul Mio monte santo e li rallegrerò nella Mia casa di preghiera".
Dio ascolterà le nostre preghiere e ci porterà in un luogo di santità, di gioia e di potenza.
Un Luogo in Cui Entriamo Con Tutto il Nostro Cuore!
"Beati quelli che osservano i suoi insegnamenti, che lo cercano con tutto il cuore" (Salmo 119:2).
Una volta acquistata l'abitudine della cameretta di preghiera, e aver chiuso fuori ogni distrazione, Dio desidera che Lo cerchiate con tutto il vostro cuore: " ma di là cercherai il SIGNORE, il tuo Dio, e Lo troverai, se Lo cercherai con tutto il tuo cuore e con tutta l'anima tua" (Deuteronomio 4:29).
Queste furono le parole che Mosè rivolse ad Israele in punto di morte. Sapeva che il popolo avrebbe dovuto affrontare grandi prove e tribolazioni e voleva da loro la chiave per la vittoria: " nella tua angoscia, quando tutte queste cose ti saranno accadute, negli ultimi tempi, tornerai al SIGNORE, al tuo Dio, e darai ascolto alla sua voce; poiché il SIGNORE, il tuo Dio, è un Dio misericordioso; egli non ti abbandonerà e non ti distruggerà, non dimenticherà il patto che giurò ai tuoi padri" (Deuteronomio 4:30,31).
Mosè avvertì: " qualsiasi cosa dovrete affrontare, non brontolate, non lamentatevi. Non rivolgetevi all'uomo o alla carne. Volgetevi al Signore e cercateLo in preghiera! Dio promette che se Lo cercherete con tutto il vostro cuore, Egli vi aiuterà".
Essere nella cameretta significa presentarsi davanti a Dio con un solo scopo: riversarsi fuori! Ossia, che ogni cosa in voi tende verso Dio; tutto il vostro cuore, la vostra anima, la vostra mente e la vostra forza. A volte potete farlo senza una parola. Quello che interessa al vostro Padre celeste è che andiate a Lui con tutto voi stessi!
Gesù Promise Una Ricompensa: Ordine Nella Vostra Vita!
Gesù affermò che quando ci rechiamo nella nostra cameretta segreta, chiudendo fuori tutte le distrazioni e aprendoci totalmente a Dio, il Padre nostro ci ricompenserà.
"Il Padre tuo, che vede nel segreto, te ne darà la ricompensa " (Matteo 6:6).
Sono molte le ricompense che ci provengono dalla cameretta segreta ma, ce n'è una in particolare che lo Spirito santo mi ha rivelato: voglio che sappiate qual è.
La Bibbia afferma che Giosafat: " cercava il SIGNORE con tutto il suo cuore " (2 Cronache 22:9). Poiché cercava Dio, il suo regno godette di venticinque anni di ordine. Aveva potenza con Dio e potenza su tutti i nemici d'Israele; anche quando fu attaccato da ogni lato, Dio frustrò rapidamente i piani dei nemici perché il popolo aveva cominciato immediatamente a cercare il Signore. C'era sempre ordine, mai caos né confusione. Perché? Perché cercavano il Signore!
Salì poi al potere il figlio di Giosafat, Acazia, e lui non cercava il Signore.
Acazia fu ucciso da Ieu e " nella casa di Acazia non rimase più nessuno che fosse capace di regnare " (2 Cronache 22:9). Acazia non aveva la potenza che aveva avuto suo padre per mantenere l'ordine, perché non pregava.
Cari santi, il vostro regno è la vostra casa; se non avete una cameretta di preghiera, l'abitudine quotidiana di cercare Dio, allora vi manca la potenza per portare ordine nel vostro focolare. Il diavolo può portare caos nella vostra casa, nel vostro lavoro, nella vostra famiglia, nei vostri rapporti con gli altri!
Vedete, la potenza della cameretta segreta è potenza sulla confusione e sul disordine nella vostra vita, nella vostra famiglia, nel vostro lavoro, nella vostra chiesa!
Una Buona Parola Per Tutti!
Dio promette che se Lo cercherete in continuazione con tutto il vostro cuore, avrete sempre cibo spirituale in abbondanza: " Saron sarà un recinto di greggi, la valle d'Acor, un luogo di riposo alle mandrie, per il mio popolo che mi avrà cercato" (Isaia 65:10).
Ma quelli che non cercano Dio saranno vuoti, affamati, aridi e vagheranno in cerca di un pastore, assetati e mai appagati.
La Bibbia di loro dice: "ma voi avrete fame avrete sete ma voi sarete delusi" (Isaia 65:13).
Invece: "i miei servi mangeranno berranno gioiranno canteranno per la gioia del loro cuore " (Iasia 65:13,14).
Coloro che si appartano con Dio, che riversano la loro anima su di Lui e Lo cercano per ogni cosa, avranno potenza, autorità, forza spirituale, cibo per l'anima e per la mente. Saranno guidati da Dio in un luogo di riposo spirituale e di pienezza!
Si, c'è potenza spirituale nel cercare Dio, potenza per comprendere tutto ciò che accade nella vostra vita.
"Quelli che cercano il SIGNORE comprendono ogni cosa" (Proverbi 28:5).
Continuate a cercare, a pregare, e Dio vi darà la comprensione di ciò che state affrontando!
"Per voi che cercate DIO, si ravvivi il vostro cuore" (Salmo 69:32 - nuova Diodati).
Trionfare!
Il Salmo 91 è per molti credenti il brano preferito di tutta la Bibbia. Che grandi promesse vi si trovano!
L'intero Salmo è una rivelazione della potenza liberatrice e preservatrice che deriva dal vivere in un atteggiamento di ricerca di Dio.
La persona che vive in questa abitazione di preghiera avrà potere su tutte le insidie del nemico, su tutte le paure, su ogni piaga e su ogni malattia; avrà la potenza per trionfare e ottenere l'esaudimento delle preghiere!
Ma c'è una condizione per tutto questo, e la troviamo nel primo versetto del Salmo: " Chi abita al riparo dell'Altissimo riposa all'ombra dell'Onnipotente" (Salmo 91:1).
ABITARE sta per VIVERE. Vivete nella vostra cameretta di preghiera, al riparo dell'Altissimo? È la vostra casa in ogni momento del giorno?
Potreste chiedervi: "vuol dire che devo stare chiuso con Dio tutto il tempo?". In un certo senso, si!
L'apostolo Paolo ci esortò a non cessare mai di pregare (1 Tessalonicesi 5:17). E Davide affermò: " Cercate il SIGNORE e la Sua forza, cercate sempre il Suo volto!" ( 1 Cronache 16:11).
Cari santi, in ogni vostra ora di veglia, concentrate la vostra mente su Dio.
Siate in comunione con Lui. DesiderateLo ardentemente in ogni momento. Per tutta la giornata, in ogni cosa, invocateLo nel vostro spirito. Allora conoscerete la Sua potenza e il Suo ordine ad ogni passo!
Amen!
